Europa in Italia: intervista ai digital leaders

Fonte immagine di copertima: https://www.apiceuropa.com/riprende-il-dialogo-italia-unione-europea/

Con l’avvicinarsi dell’Europe Day 2022, Malvina Montini e Marta Fornacini hanno deciso di  intervistare per «The Password» Alessia Pacini e Giacomo Baiocchi, digital leaders della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia. Alessia e Giacomo si occupano della gestione della comunicazione nelle varie pagine social di Europa in Italia. Si ringraziano di nuovo i nostri intervistati per il tempo che ci hanno dedicato.

Quale lavoro svolgete sui social network? Di che cosa vi occupate?

Alessia: Io e Giacomo ci occupiamo di tutti i social della Rappresentanza e svolgiamo anche alcuni lavori per gli uffici di questa, io a Milano e Giacomo a Roma. Per quanto riguarda Instagram abbiamo due compiti principali: da una parte abbiamo il materiale che ci arriva direttamente da Bruxelles e che ci viene richiesto di tradurre e di condividere con la nostra community italiana. Dall’altra c’è l’aspetto locale, perché noi dobbiamo comunicare con un preciso territorio, quello italiano, per cui abbiamo anche contenuti nostri, che creiamo ad hoc per alcuni eventi. Un esempio è l’attività che abbiamo fatto per il NextGen, il torneo di tennis: quest’anno abbiamo deciso di legare l’evento sportivo alla campagna del Next Generation EU, presentandoci proprio sul campo del torneo con il logo della Rappresentanza. 

Giacomo: Per collocare un po’ meglio il nostro lavoro vi spiego che cosa fa la Rappresentanza in Italia della Commissione. In modo improprio si potrebbe usare la parola “ambasciata”, nel senso che siamo sul territorio italiano proprio per rappresentare la Commissione, anche se questa ovviamente non è uno stato terzo. Ci sono quindi due attività di comunicazione: la prima è in uscita, da Bruxelles verso il paese, per raccontare la Commissione europea all’Italia; la seconda è inversa e serve a spiegare cosa succede in Italia a Bruxelles (in termine tecnico si chiama country knowledge). Noi, con i social, rientriamo nella prima attività, quella in uscita; facciamo parte dell’ufficio stampa ma in realtà collaboriamo con tutti i settori. Per farlo utilizziamo tanti social diversi e varie strategie per ognuno. Su instagram il target principale, fondamentale per le istituzioni europee, è quello dei giovani, che sempre di più si informano su questo social. Proprio per questo, su Instagram, stiamo sperimentando nuovi format di comunicazione istituzionale, attraverso iniziative con gli influencer o mezzi innovativi come i reel. L’obiettivo è quello di avvicinare le persone alle istituzioni e per farlo si deve creare fiducia, per esempio attraverso un dialogo costante sui social. 

Di che cosa si occupano nello specifico le Rappresentanze della Commissione europea?

Alessia: Noi come Rappresentanza in Italia abbiamo il compito di mantenere un contatto saldo con il territorio, non comunicare solo la realtà romana e milanese ma anche quella delle singole città italiane. Per fare questo ci affidiamo anche agli Europe Direct, una rete di uffici locali presenti in svariate città italiane, tra cui Torino, che ci mettono in contatto con la realtà locale. Grazie a loro possiamo comunicare più radicalmente con il territorio: è una sorta di ufficio di appoggio per la Rappresentanza. 

Quale rapporto avete con le Rappresentanze negli altri Stati dell’UE?

Giacomo: La cooperazione è molto stretta su tutti i livelli. Siamo in strettissimo contatto sia con le altre Rappresentanze sia con i colleghi che gestiscono gli account centrali dei social della Commissione a Bruxelles. Questo perché è necessario coordinare la comunicazione, sempre con i vari distinguo: ciò che viene comunicato in un paese e funziona in un paese non è detto che sia prioritario in un altro. Il nostro ruolo è proprio quello di localizzare le campagne centrali, capire che cosa serve di più su un paese piuttosto che un altro. 

Alessia: Un esempio è la comunicazione che c’è stata per il lancio del Next Generation EU: per presentarlo la Presidente Von Der Leyen ha fatto un vero e proprio tour de force, girando in meno di un mese tutti i paesi dell’UE. In questo caso abbiamo aspettato che la Presidente arrivasse in Italia per pubblicare il contenuto sui social, senza riproporre quelli postati dall’account centrale. Adesso, per quanto riguarda la questione della guerra in Ucraina, siamo in contatto 24 ore su 24 con Bruxelles, ma cooperiamo anche con la delegazione europea a Mosca. I paesi di frontiera, come Polonia e Romania, ci hanno aiutato tantissimo con le traduzioni in russo e in ucraino, per comunicare anche sui nostri canali italiani con le persone in fuga dalla guerra. Anche per quanto riguarda la pandemia c’è una grande collaborazione tra Bruxelles e i paesi membri: a livello centrale ci vengono inviate informazioni e dati, ad esempio sulle persone vaccinate, che noi riproponiamo sui nostri social. Durante le riunioni con gli altri digital leaders delle Rappresentanze negli altri paesi, una volta alla settimana ci viene fornito un contenuto che è andato meglio in un paese piuttosto che in un altro. Ad esempio nei paesi dell’est Europa, in particolare in Romania, Facebook è molto usato, mentre per Instagram questa estate la Rappresentanza in Italia è andata alla stragrande, complici le Olimpiadi e gli Europei. È molto interessante a livello europeo capire quanto diversamente i social funzionino nelle varie nazioni. 

Giacomo: Esiste anche un piano di collaborazione tra Rappresentanze per iniziative singole, ad esempio per il 9 maggio, la festa dell’Europa: tra le tante iniziative ce n’è una che è fatta proprio in collaborazione con la Rappresentanza di Lubiana. Si tratta di un concerto che si terrà a Gorizia, da poco nominata capitale europea della cultura 2025. Un altro esempio di collaborazione tra le Rappresentanze sono le comunicazioni di eventi ad alto livello per tutta l’UE, come il discorso sullo Stato dell’Unione che il Presidente della Commissione tiene ogni settembre davanti al Parlamento, oppure l’evento di raccolta fondi per i rifugiati in Ucraina che si è tenuto a Varsavia, promosso dalla Presidente Von Der Leyen insieme al primo ministro canadese Trudot. In quel caso tutte le Rappresentanze sono andate in cross posting, ovvero hanno veicolato il contenuto su tutti i social nei vari paesi in contemporanea. 

Quale percorso, accademico e lavorativo, avete fatto? Quali consigli potete dare agli studenti universitari che vogliono approcciarsi a questo mondo?

Alessia: Il mio percorso universitario non è lineare. In triennale ho fatto Comunicazione prima e Storia poi, mentre per la magistrale sono laureata in International journalism alla SOAS di Londra e ora ho iniziato una magistrale a Bologna in Scienze storiche e orientalistiche. Questo insegna che per lavorare nelle istituzioni europee è importante stare sempre al passo con l’informazione, studiare tanto, innovarsi sempre, fare tanti corsi di aggiornamento, soprattutto per quanto riguarda i social. Per quanto riguarda lavorare nello specifico in Commissione, ci sono varie strade. Noi siamo due consulenti, abbiamo vinto un bando, per questo vi invito a tenere sott’occhio la pagina web della Rappresentanza. In alternativa potete creare un account EPSO (https://epso.europa.eu/home_it) e cercare la posizione e il grado che vi interessa: qui dovete aspettare di essere scelti e poi superare un esame scritto e un colloquio orale. 

Giacomo: Un ottimo modo è iniziare con uno stage. Ci sono stage sia da noi in Rappresentanza che a Bruxelles e possono essere curriculari, non retribuiti e aperti solo agli studenti universitari, o blue book, che sono retribuiti e durano 5 mesi. 

Da quando fate questo lavoro, avete notato un cambiamento nel sentimento dei cittadini europei nei confronti dell’Unione?

Giacomo: Il sentiment registrato è variato molto soprattutto dai primi giorni dello scoppio dell’invasione dell’Ucraina a oggi. All’inizio c’era un grande senso di solidarietà verso un evento che non era compreso: una guerra in territorio europeo, proprio dietro casa, era qualcosa che nessuno si aspettava. Quando comunicavamo i primi pacchetti di sanzioni le reazioni erano di scetticismo, perché la percezione era che stavamo facendo qualcosa di poco utile. Poi, le sanzioni si sono inasprite, si sono visti i primi effetti e addirittura si è presa la decisione storica per l’Unione di inviare armi in aiuto all’Ucraina. In quel momento, tra i commenti, abbiamo notato un certo spiazzamento da parte degli utenti che non capivano perché l’Unione Europea, che ha sempre veicolato messaggi di pace, ora stava mandando armi. Una terza percezione che si può notare è che ora, dopo due mesi in cui comunichiamo cosa l’Europa sta facendo per l’Ucraina, si inizia a sentire un po’ il sentimento di lontananza dell’Europa come a dire “Si, ma che cosa fa l’Unione per gli italiani?”. Questo per darvi un po’ l’idea di come i flussi nei commenti cambino nel tempo. 

Alessia: Parlando di pandemia anche lì abbiamo percepito un vero e proprio switch nell’opinione pubblica. Si è partiti dall’odio totale verso l’Unione, perché inizialmente i nostri utenti non si sentivano ascoltati dall’Europa. Quando l’Italia è entrata in zona rossa, però, la Presidente Von Der Leyen ha fatto un video pubblicato dall’account centrale, in cui salutava in italiano: questa cosa ha colpito moltissimo e abbiamo iniziato a sentire un cambiamento anche nei commenti, dove le persone ringraziavano l’Unione per quello che stava facendo. Poi si è attivato il meccanismo di protezione civile europeo e un sacco di materiali di protezione e medici sono iniziati ad arrivare da tutta l’UE: lì c’è stata proprio una conquista di fiducia da parte dell’UE nei confronti della community. È stato un bel momento. Poi, certo, anche durante la pandemia si sono visti questi alti e questi bassi, che però fanno parte del gioco quando ti occupi di comunicazione. 

Come si struttura il vostro lavoro? Cosa fate nel pratico?

Giacomo: Si parte con il redigere insieme il calendario editoriale su base settimanale, tenendo conto anche di campagne che hanno respiro più ampio. Prima di tutto mettiamo insieme i contenuti che ci veicola Bruxelles, come riunioni della Commissione o conferenze stampa organizzate a livello centrale: tra quello che ci arriva dobbiamo capire cosa è prioritario per il nostro paese, cosa può sortire polemiche e cosa, invece, è meglio enfatizzare. Poi prendiamo le iniziative dei nostri uffici della Rappresentanza, ovvero gli eventi organizzati dai nostri colleghi anche nelle altre città d’Italia. Con tutti questi contenuti creiamo una strategia anche se chiaramente il lavoro della comunicazione impone anche di rincorrere gli eventi: se c’è una breaking news o una dichiarazione stampa appena annunciata bisogna rivedere il calendario. Poi c’è tutta una parte di presenza fisica: ad esempio quando seguiamo il capo della rappresentanza o altri colleghi copriamo gli eventi tramite live tweet o stories. A volte capita che veniamo mandati proprio noi a comunicare a tavole rotonde, ad esempio per raccontare come si comunica l’Europa sui social o che cosa facciamo per contrastare la disinformazione e le fake news. 

Alessia: Un’altra cosa di cui ci occupiamo è di seguire i Commissari, o la Presidente, quando vengono in Italia. Io, per esempio, mi sono occupata dell’inaugurazione dell’anno accademico all’Università Cattolica di Milano, tenuta dalla Presidente Von Der Leyen. È un bel lavoro, perché ti permette di incontrare fisicamente le persone di cui parli e non solo di pubblicare le loro foto. Inoltre, in giornate come quelle del 9 maggio, io e Giacomo ci diamo sempre dei tempi, delle divisioni durante il giorno, per non sovrapporci con i contenuti. Potete immaginare quanti eventi per la giornata dell’Europa verranno organizzati a Roma, Milano e non solo. Ne approfitto per ricordare che quest’anno il nostro concerto si terrà a Torino, al Parco del Valentino, presso l’Eurovillage, dove avremo anche uno stand per tutta la settimana. 

Giacomo: Inoltre non dobbiamo dimenticare la nostra attività di monitoraggio, ovvero di social media listening, che facciamo quotidianamente per vedere che cosa sta accadendo sulle varie piattaforme nella nostra comunità. Infine, c’è anche una parte di community management, ovvero di moderazione dei contenuti, anche per cercare uno scambio con gli utenti. Per quanto riguarda il 9 maggio, invece, ci sarà un concerto anche a Roma, al Campidoglio, nonché il concerto a Gorizia e tante altre attività locali. Seguite i nostri canali e vi informeremo!

Per restare informati, vi consigliamo di seguire le pagine social di Europa in Italia:

Instagram: https://www.instagram.com/europainitalia/

Facebook: https://www.facebook.com/europainitalia 

Twitter: https://twitter.com/europainitalia?t=uPA5_Iq8ik86Bt0VINlsxg&s=09 

Sito: https://italy.representation.ec.europa.eu/index_it

Malvina Montini e Marta Fornacini

Crediti immagine di copertina: laCeuropa

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