Our Flag Means Death: la serie inedita della quale c’è il bisogno

Il 3 Marzo di quest’anno, su HBO Max, è uscita, ancora inedita in Italia, Our Flag Means Death, serie televisiva nata e sviluppata dalla mente di David Jenkins. Proprio questo show dai toni comici e romantici sull’età d’oro della pirateria è uno dei primi lavori della sua carriera e, probabilmente, sarà il più popolare anche nei prossimi anni, visto come l’internet, tramite il passa parola, ha trovato la proverbiale “X” sulla mappa e ha scavato, scoprendo quello che è uno degli show con più cuore e rappresentazione positiva delle minoranze negli ultimi anni. Ha aiutato il successo della serie il fatto che sia prodotta e recitata da Taika Waititi, regista del premio Oscar Jojo Rabbit, che ha messo il suo zampino e il suo humour nella serie in quanto regista e, soprattutto, interpretando Edward Teach, meglio conosciuto come Barbanera.

La serie narra di Stede Bonnet (Rhys Darby), il quale è realmente esistito, che nel 1717 decide di abbandonare la propria noiosa vita familiare e il suo ruolo da ricco aristocratico inglese per diventare un pirata, assemblando sulla sua nave chiamata Revenge una colorata ciurma che sopporta a malapena i suoi siparietti e la sua inettitudine. Tutto va per il verso sbagliato quando una nave della marina inglese decide di approcciare la loro, ma sarà dall’evolversi di quest’evento che Stede incontrerà Ed (Taika Waititi), e tra loro si creerà un profondo legame che trascinerà tutta la storia.

Waititi nel ruolo di Barbanera (sinistra) e Darby nel ruolo di Bonnett (destra) in una scena della serie

Ovviamente, Our Flag non è storicamente accurato. A partire dallo humour che prende ispirazione dalla workplace comedy di serie come The Office e Brooklyn 99, sia per le battute sia a volte per il montaggio e la regia, i personaggi di Stede ed Edward hanno delle loro controparti storiche solamente il nome e la gran parte del background: sono più rivisitazioni di esse, che usano il loro titolo e la loro fama nella storia della pirateria per raccontare un’altra storia. Lo stesso si può dire dei personaggi di Izzy Hands (Con O’Neill) – ispirato al vero secondo in comando di Barbanera, Israel Hands – e altre figure terziarie. I personaggi secondari della ciurma della Revenge sono invece tutti completamente originali e hanno quasi tutti la loro mini-trama di sfondo, che è fondamentale per far affezionare l’audience a loro e alla loro presenza nello show.

Ma ciò che ha fatto impazzire il web – e fatto partire il passaparola per la caccia al tesoro – è l’incredibile rappresentazione LGBTQ+, femminista e anti-imperialista offerta dalla serie. Tutti sulla Revenge, senza distinzione di genere, razza e sessualità, hanno spazio per essere sé stessi e raccontare la propria storia. Dai subplot romantici alle evergreen battute sui britannici, c’è da ridere e da affezionarsi a personaggi estremamente umani e ben scritti, dove tutto ciò che riguarda la loro identità di minoranze è trattato con naturalezza e grazia. Il mondo della pirateria, dove tutto è permesso (e quel tutto, storicamente, include anche i matrimoni queer!), viene usato per scavalcare le imposizioni dell’epoca e lasciare che la storia d’amore principale respiri e si sviluppi come una qualunque mostrata in tanti altri show. Ciò è molto importante, soprattutto nell’epoca del queerbaiting, ovvero quella tecnica che viene usata per attirare audience LGBTQ+ con promesse che poi, narrativamente, non vengono mantenute. La cosa interessante di Our Flag è che non ha mai usato la sua rappresentazione come tecnica di marketing, e anzi, alla sua uscita il principale motivio per cui era stata adocchiata era stata la presenza di Waititi, senza nessuna particolare promozione da parte di HBO. Eppure alcune persone l’hanno vista e, lentamente, l’effetto a cascata l’ha resa una delle serie più guardate su HBO Max, con lo share che sta esponenzialmente aumentando anche mesi dopo il finale di stagione. Chissà se, con la stessa tecnica, si potrebbe riuscire a portare Our Flag nelle case degli italiani, lasciando che sensibilizzi con la sua leggerezza e il suo modo di divertire.

Al momento non si sa ancora se la serie uscirà in Italia, anche se HBO ha annunciato che la sua piattaforma di streaming dovrebbe arrivare qui da noi nel quarto semestre del 2022 e questa potrebbe benissimo includere anche Our Flag. Ma forse, facendo anche noi passaparola, possiamo convincere qualche servizio di streaming che questa serie, doppiata o sottotitolata, potrebbe fare del bene non differente in questo Paese.

Gaia Sposari

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