Slip dress? No grazie, vado in pigiama

Estate significa solo una cosa: matrimoni, matrimoni e ancora matrimoni. Sfido chiunque a non aver mai detto “ma con tanti mesi dell’anno proprio a luglio devono sposarsi?”. Certo, con le temperature che sfiorano i 35°, 40° non è proprio piacevole: il trucco che cola, il sudore che Chanel n° 5 scansate proprio e, ahimè, il tacco dodici ai piedi che si fa sentire. Ma noi ragazze lo sappiamo, la cosa più difficile è trovare un vestito perfetto per l’occasione. La moda, sicuramente, ha fatto passi da gigante diventando più inclusiva, ma è proprio in queste occasioni che si notano alcune mancanze. Facendo il milionesimo giro per i negozi del centro della città ci si rende conto di quanto la nostra scelta sia limitata e di come gli abiti siano tutti uguali: tutto è slip dress e abiti in stile impero mania. La moda è una mentre i corpi delle ragazze sono tanti e diversi: un fisico a pera sicuramente viene valorizzato con abiti diversi rispetto ad un fisico a clessidra.

Ultimamente sui social si parla molto di body shape, ma in realtà la moda non realizza varietà di abiti adatti a ogni corpo. Quello che vediamo nelle vetrine dei negozi è standardizzato: stessi tessuti, stessi tagli, stessi colori e stesse scollature. Proprio riguardo a quest’ultimo punto possono nascere delle insicurezze e difficoltà nella ricerca di vestiti nelle ragazze prosperose perché la maggior parte dei brand propone abiti con scollature vertiginose. Altro elemento da considerare è che la produzione viene fatta su modelli che partono da 170 cm di altezza: questo, ovviamente, genera delle difficoltà perché le proporzioni spesso non corrispondono a quelle del cliente. Un abito, una volta acquistato, soventemente ha bisogno di piccole modifiche o accorgimenti come un tacco dodici.

Le vetrine si colorano esclusivamente di giallo, blu, fucsia e verde. Tutti colori che sono nettamente lontani dal classico nero, bianco, grigio e argento. Sicuramente l’arrivo della stagione estiva incrementa l’utilizzo di questi colori, ma si dovrebbe comunque lasciare una parte delle collezioni con colorazioni standard in modo che anche chi non voglia sembrare un semaforo abbia la possibilità di vestirsi.

La scrittrice italiana Dacia Maraini parlando di moda dice: “Siamo veramente liberi di vestirci come vogliamo? Credo che in questa asserzione di libertà ci sia un inganno. Noi in realtà non ci vestiamo come ci pare, ma come pare alla moda. Provate a chiederlo a una costumista del cinema. Lei saprà riconoscere un decennio dai vestiti che si usavano all’epoca: gli anni 60, gli anni 80, gli anni 2000, eccetera. Nessuno sfugge alla moda.”

Quindi ragazze, è inutile che vi accingiate a comprare un vestito più bello di quello della vostra ex migliore amica: sarete sempre vestite allo stesso modo.

Rosalba Franchino

Crediti immagine di copertina: Photo by Marcus Loke on Unsplash

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...