Eyes Wide Shut: il cinema dei sogni e dei segreti

, ,

Pensato negli anni Sessanta, realizzato in quarant’anni e girato nell’arco di un anno: sono queste le caratteristiche che rendono Eyes Wide Shut il film la cui realizzazione è stata la più lunga nella storia.

Sono passati esattamente 25 anni da quel 16 luglio 1999, quando il film sbarcò nelle sale cinematografiche diventando così l’ultima pellicola del regista Stanley Kubrick, morto d’infarto poco dopo averne terminato il montaggio. Ma cosa si cela dietro questo inquietante thriller?

L’ispirazione

Il film è tratto dal  romanzo di Arthur Schnitzler Doppio sogno, pubblicato nel 1926 e ambientato nella Vienna degli anni Venti. I protagonisti sono Bill (Tom Cruise) e Alice (Nicole Kidman), coppia borghese  ammirata da tutti, che conduce una vita apparentemente perfetta.

La realtà è che la loro è una relazione travagliata, ricca di insicurezze e tentazione: quando Alice confessa a Bill di averlo tradito, lui vorrebbe fare lo stesso, ma non ci riesce; finisce infatti con il perdersi tra le fitte strade di una New York notturna, che un ricordano un po’ il labirinto di un certo Overlook Hotel.

Durante questo vagare nella notte, Bill incontra un amico che gli fornisce la parola d’ordine per entrare in un luogo segreto e misterioso; la parola (fidelio, “fedeltà” in latino) gli permette di entrare in una villa all’interno della quale si tiene una festa in maschera e dove i partecipanti possono sfogare tutte le loro fantasie sul sesso e sul piacere, protetti dall’anonimato. Quando però Bill sarà scoperto e identificato come intruso, a sacrificarsi al suo posto sarà una giovane donna, dando la possibilità a Bill di fuggire illeso, ma ugualmente tormentato dall’accaduto

Il titolo

Eyes Wide Shut”, che tradotto significherebbe “occhi ampiamente chiusi”,  non è che una metafora sulla necessità di spalancare gli occhi davanti alla realtà che ci circonda, nonostante questi ultimi tentino di opporsi, rimanendo serrati. La realtà di cui parla Kubrick infatti è quella dell’istinto, del libero arbitrio e delle pulsioni, che viene però schiacciata da una più forte morale borghese.

La classica coppietta dei sobborghi

Alice e Bill rappresentano la classica coppia eterosessuale, che però Kubrick usa per un’aspra critica borghese: Bill, infatti, rappresenta l’uomo moderno che necessita di successo e approvazione esterna, essendo fondamentalmente insicuro, al fine di costruire una facciata il più perfetta possibile. Entrambi infatti finiscono col vivere una vita ipocrita, dove ciò che conta è l’apparenza, finendo con il vivere una vita insoddisfacente. 

Il rapporto tra i due coniugi rivela anche l’aspra critica di Kubrick all’istituzione del matrimonio: entrambi, infatti, fantasticano sull’idea di tradire l’altro,ma la gabbia moralista della quale si sono resi prigionieri non glielo permette, il viaggio che compie Bill infatti è disseminato di desideri e tentazioni ai quali non cede per amore di Alice.

Kubrick e Freud

Il film è, secondo molti, un grande omaggio a Sigmund Freud: un continuo intrecciarsi tra sogno e realtà. Kubrick infatti esplora il difficile rapporto tra i desideri inconsci che portano gli esseri umani a comportarsi in maniera irrazionale e la moralità della società borghese. Bill, infatti, è diviso tra i suoi doveri da padre, marito, medico e i suoi desideri irrazionali, le pulsioni primordiali e l’attrazione verso il pericolo.

I colori dell’arcobaleno

Seppur in maniera velata, quello dell’arcobaleno è un tema ricorrente all’interno del film: l’ambientazione, infatti, è quella di una New York in periodo natalizio, con molte luci e addobbi colorati presenti nelle scene, che mostrano la società così come quest’ultima intende presentarsi al resto del mondo, cioè ricca e borghese. Ma quando le luci scompaiono, quando l’arcobaleno svanisce, si rivela l’essenza stessa della società, dove il moralismo viene meno e vengono soddisfatte le pulsioni più primordiali.

Dettagli

Di seguito alcune curiosità sulla sceneggiatura e scenografia, proprio perché il regista non lasciava mai nulla al caso:

  • Per la scena della festa orgiastica, Kubrick stava cercando una voce “calda e sensuale”, adatta al doppiaggio della donna che va in soccorso a Bill. Sotto consiglio di Tom Cruise e Nicole Kidman, scelse la voce di a Cate Blanchett.
  • “Fidelio”, la parola d’ordine per entrare nella villa, è il titolo dell’unica opera di Beethoven, nella quale Fidelio è una donna che si traveste da uomo per salvare l’amante, proprio come avviene durante la festa nel film.
  • Il regista sfruttò la crisi di coppia tra Nicole Kidman e Tom Cruise, convincendoli ad aprirsi sul set, così che potessero far aderire i loro problemi a quelli di Alice e Bill.

Il significato del film

Trovare un solo significato ad Eyes Wide Shut è impossibile: si è pensato che dietro si nascondesse il mito della caverna di Platone, che fosse una reinterpretazione del concetto di maschera di Pirandello, o, per i più complottisti, un modo per svelare le società segrete che si nascondevano dentro Hollywood.Nessuna di queste teorie, però, può cogliere la pienezza del film, che spazia tra sogno, realtà, libido, critica alla borghesia, al patriarcato e anche all’istituzione del matrimonio.

Rimane però la misteriosa opera ultima di Kubrick di cui non comprenderemo mai il vero significato, e forse va bene così.

Serena Spirlì

One response to “Eyes Wide Shut: il cinema dei sogni e dei segreti”

  1. 🎀 Il film di Kubrick, oltre alla narrazione tratta del testo ispiratore, penetra profondamente nella Massoneria statunitense dei giorni nostri ~ Inquietante.

Rispondi

ti potrebbero interessare

Scopri di più da The Password

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere