“Siamo fatte di carta”, l’intervista a Floriana Porta e Anna Maria Scocozza – Seconda Parte

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La scelta di un certo tipo di poesia (in questo caso, gli haiku e i baishù) è particolare: perché scegliere questa forma poetica e non una più familiare a un orecchio europeo?

Floriana Porta: «Considero la poesia giapponese tradizionale un esempio di immediatezza, brevità e spontaneità: catturano l’attimo fuggente della scena o dell’emozione vissuta attraverso un linguaggio semplice ed efficace. L’haiku è il risultato di una pratica meditativa e di purificazione unica nel suo genere. Provare per credere! Vi invito infatti a cimentarvi in questa forma poetica, ne verrete rapiti, ne sono certa. Non a caso questa breve poesia ha influenzato molti poeti italiani come D ‘Annunzio, Ungaretti, Saba, Zanzotto e Sanguineti

Floriana, nella prefazione hai scritto che, tra le tante ispirazioni, c’è il kintsugi. Di cosa si tratta esattamente? E perché è un’ispirazione per la stesura delle poesie?

Il kintsugi è un processo catartico e trasformativo.

Ricuce la stoffa dell’universo umano

e le cicatrici dell’anima.

Floriana Porta: «Il kintsugi è un’antica tecnica giapponese che “ripara con l’oro” le crepe degli oggetti andati a pezzi, non nascondendo le cicatrici e le imperfezioni, ma piuttosto evidenziandole e impreziosendole. Siamo fatte di carta è dedicato a chi ha superato un momento di difficoltà, a chi crede nella rinascita, nella metamorfosi e – parafrasando J. Sullivan – a chi ha trasformato le proprie ferite in punti di inserimento per le ali. Non a caso, il simbolo della farfalla, ricco di significato, è molto presente nel libro. Abbiamo trasformato piaghe, ferite, cicatrici e lacerazioni in sculture e poesie “portatrici di luce”. Anche la luce ha un significato simbolico: rappresenta il divino, la verità, la gioia ed è un archetipo universale non solo fisico ma metafisico, trascendente e spirituale. Il kintsugi è l’arte segreta che ripara la vita e ci insegna che la ferita è il luogo in cui entra la luce.»

Che cosa consigliereste a chi si vuole cimentare nella stesura di poesie?

Ho imparato a seguire le traiettorie della luce

e a vivere, con pienezza, ciò che merita

di essere salvato.

Floriana Porta: «Personalmente penso che la poesia possa aiutare a far emergere la capacità di inventare, di creare in modo originale e a far germogliare il seme della bellezza che noi siamo. E per fare tutto questo occorre coraggio, attenzione, umiltà e naturalmente talento ed esperienza. La poesia ci permette di volgere l’anima verso qualcosa, di accorgerci che esiste un mondo fuori, popolato di persone e creature di cui dobbiamo prenderci cura. Se dovessi riassumere in poche parole cosa significa per me la poesia direi: ci consente di dare luce a noi stessi e allo spazio attorno a noi! E consiglierei a chi vuole cimentarsi in questa forma d’arte di lasciarsi andare, esprimere liberamente le proprie emozioni, il proprio flusso creativo senza timore, con coraggio e determinazione. In che modo? Scrivendo regolarmente, prestando molta attenzione al ritmo, alla musicalità delle parole, all’importanza delle pause e al suono di ogni sillaba. Consiglio sempre la lettura finale ad alta voce di ogni poesia, per valutarne il flusso ritmico-armonico tra le parole e le pause, tra i suoni e i silenzi.»

Come vedete il futuro dell’arte e della poesia? C’è posto per entrambe nel mondo del domani? E in quello di oggi?

Anna Maria Scocozza: «La mia speranza è che, nel futuro, l’arte e la poesia possano conquistare sempre più spazio, divenendo sentinelle silenziose che vigilano e nutrono la nostra umanità. Come fari nell’oscurità, esse hanno la capacità di guidarci verso una comprensione più profonda e autentica di noi stessi e del mondo che ci avvolge. Forse, un giorno, raggiungeremo quella meta che ora ci appare distante e sfuggente. Eppure, ciò che mi preoccupa è che, nel presente, sembriamo smarrirci nel tentativo di scrivere la nostra stessa poesia, allontanandoci dalla bellezza che non è mera apparenza effimera né estetica dell’apparenza, ma la forza primordiale che forgia e custodisce il nostro mondo interiore. La vera bellezza risiede infatti in ciò che portiamo nel profondo del nostro essere e solo l’arte e la poesia, con il loro potere segreto, possono proteggerla, farla sbocciare e restituirla al mondo. Questo è il mio augurio, con tutto il cuore!»

Alessandra Tiesi

Anna Maria Scocozza, Floriana Porta, Siamo fatte di carta, Ventura Edizioni, 2024

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