Il governo Starmer è caduto

,

Da qualche tempo a questa parte, il Regno Unito è diventato un concorrente agguerrito dell’Italia per i suoi governi di durata effimera, per non dire evanescenti. Keir Starmer, però, sembrava avere il vento in poppa. Durante il discorso della Corona, Sua Maestà aveva parlato di identità digitale, cooperazione internazionale e altri punti chiave della politica del suo gabinetto. Starmer era addirittura riuscito a far passare l’House of Lords (Hereditary Peers) Act del 2026, che ha posto fine alla millenaria presenza dei lord ereditari alla Camera alta britannica. Dopo nemmeno due mesi da allora, però, il suo governo è caduto: cerchiamo di capire come mai.

Keir Starmer: un prestigiatore?

Keir Starmer si è presentato da subito come un moderato di centrosinistra, capace di mediare con il centrodestra e nei difficili equilibri del Parlamento di Westminster. Una specie di Matteo Renzi inglese, che s’inserisce nell’alveo di questi nuovi leader “pragmatici”, poco ideologici e spiccatamente tecnici. Oltre a Renzi, di questo gruppo fanno parte anche Emmanuel Macron e l’ex primo ministro del Canada, Justin Trudeau. Il vulnus di questo approccio è che rischia di scontentare sia i propri sostenitori sia gli oppositori, in un rischioso equilibrio basato sulla brillantezza.

Sir Starmer, però, non ha mai dimostrato quest’abilità funambolica. Anzi, è subito apparso poco carismatico, facendo così sorgere dubbi sulla sua capacità di trainare il Regno Unito in un periodo difficile della sua storia recente. La sua politica noncurante della comunità trans e dello sterminio dei palestinesi, nonché le violente repressioni delle manifestazioni degli ultimi anni gli hanno alienato le simpatie della sinistra. La destra, invece, non ha gradito la sua insistenza sull’obbligo dell’identità digitale, sull’abolizione dei lord ereditari e sugli investimenti in campo bellico. E così i muri hanno iniziato a stringerglisi intorno.

Keir Starmer ed Andy Burnham visitano l’ Holy Trinity Church of England Primary School.
Foto di Lauren Hurley / No 10 Downing Street, via Wikimedia. Contiene materiale pubblico sotto licenza del Regno Unito Open Government Licence v3.0
(CC-BY-NC-ND).
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/07/Keir_Starmer_and_Andy_Burnham_%2855204794065%29.jpg/1920px-Keir_Starmer_and_Andy_Burnham_%2855204794065%29.jpg?_=20260515034554

Il “cambio di passo”

Tutti questi problemi sono venuti alla luce con le elezioni locali del maggio scorso, in cui Reform UK, il partito di Nigel Farage, ha conquistato il 27% dei seggi, mentre ai conservatori è toccato il 20% e ai laburisti appena il 15%. Una sconfitta schiacciante, che ha minato la credibilità di Starmer di fronte alle Camere. Inoltre, nel suo partito è emersa una nuova figura chiave, in aperta competizione con lui: Andrew Burnham, ex sindaco di Manchester. Politicamente simile a Starmer, Burnham ha tuttavia una comunicazione col pubblico decisamente migliore e diventerà primo ministro dal settembre prossimo. Non è la prima spaccatura che avviene nel Labour Party, d’altronde. La perdita del governo in Galles dopo 27 anni, lo scarso risultato in Scozia e gli attriti nel partito già minacciavano il governo Starmer.

A complicare ulteriormente la situazione per Sir Starmer ha contribuito la violenza scoppiata in Irlanda del Nord. Nell’Ulster unionista, infatti, la destra va molto forte e avvengono regolarmente disordini con la popolazione immigrata locale.

Agli inizi di giugno, un profugo sudanese ha aggredito un cittadino nordirlandese, tentando di decapitarlo. Il video è stato condiviso anche da Elon Musk e ha generato un’ondata di indignazione ben presto sfociata in disordini. A Belfast, i manifestanti hanno dato fuoco a cassonetti e addirittura a un pullman, oltre ad aver assaltato case e attività di persone immigrate. Hanno anche organizzato via social cortei e presidi di matrice razzista. La leader dell’opposizione conservatrice Kemi Badenoch (peraltro di origine nigeriana) ha accusato il governo di aver mentito nel promettere maggior sicurezza nel Paese. Un’astuta mossa politica.

Malgrado la natura monocolore del governo Starmer, infatti, la “non sfiducia” dei conservatori era fondamentale per il mantenimento di una maggioranza solida. La decisione di Badenoch di chiamarsi fuori, perciò, è stata un colpo che si è aggiunto a tutti gli altri.

Inoltre, destra e sinistra hanno di nuovo trovato una posizione convergente sullo scandalo legato alla nomina del barone Mandelson, malgrado i noti legami con Jeffrey Epstein. Starmer lo aveva scelto personalmente e inviato negli USA a fine 2024, salvo poi licenziarlo l’11 settembre 2025, in seguito alla pubblicazione sul The Sun di un’email di sostegno a Epstein risalente al primo arresto di quest’ultimo, nel 2008. La BBC aveva parlato addirittura di un iniziale «aperto sostegno» di Starmer al barone Mandelson, poi ovviamente ritirato in seguito all’enorme scandalo che ne era scaturito.

Protesta filopalestinese del 2024. Il cartello dice: «Starmer è uno sciocco».
Foto di Matt Brown via Wikimedia, licenza Creative Commons CC BY 2.0.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/32/Pro-Palestinian_rally_Starmer_is_a_silly_sausage_Kingsway_2024-10-05.jpg

In conclusione, si può dire che il governo Starmer è caduto per una serie di errori sempre più gravi, commessi sia nella gestione politica sia nell’immagine pubblica. Da sinistra, chi aveva sperato in un cambio di passo dopo gli otto governi di destra precedenti — Cameron I e II, May I e II, Johnson I e II, Truss e Sunak — è rimasto deluso. Le politiche finanziarie sono state insufficienti nel ridurre i problemi che il Regno Unito ha fin dai tempi della Thatcher; quelle sociali, invece, hanno ulteriormente messo in pericolo le minoranze. Da destra, la mancanza di una politica d’immigrazione netta e l’insistenza sull’espansionismo militare hanno generato grandi malumori. In Parlamento, la rottura sia con i piccoli schieramenti di sinistra sia con i conservatori, la frammentazione interna del partito e la sconfitta elettorale hanno creato l’humus ideale per la fine di uno dei governi più odiati e controversi della storia britannica recente.

Nella mattina del 22 giugno, dunque, l’ormai ex primo ministro si è recato a Buckingham Palace per consegnare le dimissioni nelle mani del re e ha poi tenuto il tradizionale discorso fuori dalla sua abitazione di rappresentanza in Downing Street 10. Si è vantato dell’aumento degli stipendi e del PIL, del miglioramento delle condizioni di lavoro e ha dichiarato di voler fornire al suo successore tutto il supporto di cui necessiterà. Parole di circostanza di un leader sconfitto e, forse, appartenente a un modello di capo del governo ormai superato e incapace di rispondere ai problemi del presente.

Vincenzo Ferreri Mastrocinque

Fonti

Austin H., Duffy N., Clayton F., “Keir Starmer says he will quit as U.K. prime minister, clearing the path for the country’s 7th leader in a decade”, NBC News, 22/06/2026, ultima consultazione: 22/06/2026, link: https://www.nbcnews.com/world/united-kingdom/keir-starmer-resigns-prime-minister-andy-burnham-labour-party-britain-rcna257534

De Carolis P., “Belfast, l’uomo aggredito dal rifugiato sudanese ha perso un occhio. La protesta anti-immigrati organizzata su WhatsApp: «Siate pronti a combattere»”, Corriere della Sera, 10/06/2026, ultima consultazione: 22/06/2026, link: https://www.corriere.it/esteri/26_giugno_10/belfast-protesta-anti-immigrati-whatsapp-telegram-occhio-9616ebee-a0ee-489f-9c33-cff03668exlk.shtml

Harry Farley H., Roberts G., Chater J., “Starmer defended Mandelson after officials knew about Epstein emails, BBC understands”, BBC News, 13/09/2025, ultima consultazione: 22/06/2026, link: https://www.bbc.com/news/articles/c5yq455w36vo

Jennings W., “Elections: Analysis in maps and charts, and find out the result from your seat”, Sky News, 08/05/2026, ultima consultazione: 22/06/2026, link: https://news.sky.com/story/english-council-elections-what-the-results-so-far-are-telling-us-in-maps-and-charts-13541348

Nevett J., Whannel K., “Starmer under pressure, as Labour suffers heavy election losses”, BBC News, 09/05/2026, ultima consultazione: 22/06/2026, link:
https://www.bbc.com/news/articles/cz62dwe30wdo

N. N., “Prime Minister Keir Starmer’s resignation speech in full”, BBC News, 22/06/2026, ultima consultazione: 22/06/2026, link:
https://www.bbc.com/news/articles/c621nnq4pm7o

Rispondi

ti potrebbero interessare

Scopri di più da The Password

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere