Il lavoro d’esordio di Curry Barker è uno dei film più acclamati del 2026. Su un modesto budget di appena 750.000 dollari circa, al botteghino vola ormai verso i duecento milioni. Apparentemente, Obsession non ha poi granché di originale: il tropo della crazy girlfriend è stato ampiamente usato in narrativa. Basti pensare a film come Misery non deve morire o Jennifer’s body, anime come Mirai nikki, opera che ha creato il concetto di yandere (da yanderu, malato, e deredere, innamorato) e svariati altri prodotti. C’è anche chi sostiene che sia un topos superato e maschilista, da abbandonare, ma allora perché Obsession è piaciuto così tanto al pubblico? E non un pubblico qualunque, ma la Gen Z, che a queste tematiche fa molta attenzione. C’è addirittura chi parla di un film politico, ma è davvero così?
Pericolo spoiler…
Come si diceva, Obsession, più che un film politico, sembra un film molto convenzionale: il protagonista conosce una ragazza, se ne innamora, lei a un certo punto inizia a ricambiarlo, i due sembrano felici, finché lei non inizia ad assumere tratti comportamentali sempre più psicotici e violenti, che portano alla morte di uno dei due (spesso di lei) e alla liberazione dell’altro (spesso lui). Nulla di nuovo, sennonché in questo film c’è un oggetto magico che cambia le carte in tavola: il bastoncino del desiderio.
Bear, il protagonista (interpretato da Michael Johnston, noto per Teen Wolf), compra quest’artefatto per regalarlo a Nikki (Inde Navarrette, già vista in Tredici), l’amica di cui è innamorato, ma alla fine compie una scelta diversa. Spaventato dalla possibilità che la sua dichiarazione d’amore porti a un rifiuto, benché non conosca Nikki particolarmente bene, esprime il desiderio che lei lo ami «come nessun altro al mondo».
Le cose iniziano a deragliare quasi subito. La ragazza assume comportamenti strani, sempre più inquietanti: lo guarda dormire in piedi nella notte, compie macabri rituali col corpo della gatta morta di Bear, fino a provare a chiudere quest’ultimo in casa. Si scopre che Nikki è “posseduta” da una misteriosa entità generata dal desiderio di Bear, che la controlla, pur lasciandola cosciente.

Foto di Nguyk via Wikimedia, licenza Creative Commons CC BY-SA 4.0.
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In una scena del film, Nikki chiede a Bear di ucciderla. È la vera Nikki a parlare, poiché l’entità misteriosa “dorme”. Il ragazzo non pensa nemmeno di provare ad aiutarla, ma le chiede con risentimento se sia tanto orribile la prospettiva di stare con lui. Quando Nikki gli risponde che non sono stati davvero insieme, Bear va via di casa, malgrado le sue suppliche, e incontra Sarah (Megan Lawless). Tra i due sembra che stiano per sbocciare dei sentimenti, finché Nikki non li raggiunge e spacca brutalmente la testa a Sarah. L’entità continua a ripetere a Bear che quella morte è tutta colpa sua e, a ben pensarci, è così.
Ogni scelta che Bear ha compiuto l’ha condotto a ritrovarsi sempre più impantanato in quella situazione: dapprima non rivelando chiaramente i propri sentimenti a Nikki, motivo per cui aggira l’ostacolo col bastoncino; poi non dandole il sollievo che gli chiede; infine, cercando di modificare il desiderio, anziché cancellarlo. Al telefono con l’assistenza (perché sì, c’è un servizio di assistenza bastoncini), l’impiegato gli comunica che l’unico modo per rompere l’incantesimo è che lui muoia. Tuttavia, prima di venire a sapere ciò, Bear gli chiede se sia possibile “modificare” il desiderio.
L’importante, per lui, non è liberare Nikki, ma solo far sì che la loro relazione, che le ha imposto con la magia, diventi normale. Il possesso, perciò, prevale sulla libertà di lei. È questo dettaglio cruciale che ha portato molte persone a considerare Obsession un film politico, di critica al patriarcato e alla cultura dello stupro.

Foto di Gage Skidmore via Wikimedia, licenza Creative Commons CC BY-SA 2.0.
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Un’altra chiave di lettura di Obsession riguarda i cambiamenti umorali della falsa Nikki. Essi sono quasi sempre determinati dalle emozioni di Bear. Dopo un’iniziale fase equilibrata della loro relazione, tutto cambia quando Bear viene a sapere dall’amico Ian (Cooper Tomlinson) che il padre di lei non ha davvero il cancro come Nikki gli ha raccontato e che dunque la premessa stessa della loro storia è falsa. Nikki gli ha infatti detto di soffrire a causa della condizione paterna e l’ha convinto a portarla a casa sua, dove poi ha avuto inizio la loro relazione.
A seguito di questa rivelazione, tuttavia, i comportamenti della fidanzata iniziano a peggiorare. Ian, poi, rivela a Bear che Nikki lo vede solo come un fratello e, alla festa in casa dell’amico, la ragazza di colpo decide di raccontare un’inquietante e incestuosa versione di Hansel e Gretel.
Osservando attentamente questi dettagli, si nota che Bear ha avuto il controllo dell’entità che possiede Nikki fin dall’inizio. Essa risponde alle emozioni di lui e le amplifica, portandole alle massime conseguenze. È, insomma, uno specchio grottesco e disturbante della sua stessa personalità, ma Bear non lo capisce mai. D’altronde, di Nikki non sembra davvero importargli, anche prima che lei impazzisca: per esempio, Bear non sapeva che in realtà Nikki e suo padre fossero in pessimi rapporti e che difficilmente la ragazza si sarebbe potuta sentire per una sua eventuale malattia. La scelta di tradirla con Sarah, inoltre, si rivela un grave errore, dato che è stato il primo a desiderare una relazione con Nikki. Insomma: conoscendo la criticità della situazione, avrebbe potuto comportarsi ben diversamente…
L’aspetto più toccante di Obsession è forse il fatto che la vera Nikki sia pienamente cosciente per tutto il tempo, mentre è incapace di controllare il proprio corpo. Quando implora Bear di ucciderla nel sonno, quest’ultimo ha davanti a sé la prova che tutto ciò che ha vissuto è un’illusione, ma ancora una volta evita le proprie responsabilità e si chiude in se stesso. Pensa solo alla versione idealizzata del suo interesse sentimentale, al punto da violare la libertà di Nikki forzandola a stare con sé e condannando i suoi amici e se stesso alla morte.
All’inizio è un’ingenuità, d’accordo: non ha idea che il bastoncino funzioni davvero. Quando però si rende conto di ciò che ha fatto, sceglie di non agire diversamente, perché in fondo possedere Nikki gli sta bene, benché sia inquietante.
Obsession parla di possesso, di controllo, di idealizzazione, di responsabilità. Obsession è un film politico-sociale? Ognuno ha le proprie opinioni in merito. Quel che è certo è che invita a una profonda riflessione ed è un pregio che non tutti i film hanno.
Vincenzo Ferreri Mastrocinque
Fonti
Torre Vanessa, The Trope of The Crazy Girlfriend Has to Go, «Medium», pubblicazione: 15/01/2020, ultima consultazione: 13/06/2026; link: https://medium.com/fearless-she-wrote/the-trope-of-the-crazy-girlfriend-has-to-go-27a240b9c3f3




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