La relazione tra il femminismo e le religioni monoteiste è stata spesso conflittuale nel corso della storia. Per alcuni, infatti, risulta impossibile conciliare la dottrina religiosa con l’emancipazione della donna, mentre per altri sarebbe possibile raggiungere dei compromessi che permettano il rispetto di entrambe le istanze.
Ma quali sono le ragioni alla base di questo divario? E come si sono evolute all’interno delle religioni monoteiste?
Le origini del dibattito
Nel 1895, l’attivista statunitense Elizabeth Cady Stanton pubblica La Bibbia della donna, un’analisi dettagliata dei passaggi biblici usati per giustificare la subordinazione della donna all’uomo. L’obiettivo di Cady Stanton era pertanto quello di sottolineare la relazione che intercorre tra l’interpretazione errata del testo sacro e le logiche patriarcali.
Tuttavia, il dibattito si diffonde e istituzionalizza solamente tra il 1960 e il 1970. All’interno della seconda ondata femminista, infatti, molti gruppi iniziano attività di ricerca specifica sulla condizione della donna nelle tre religioni monoteiste.
Sono due le principali posizioni assunte dalle femministe: da una parte, le femministe radicali ritengono che non esista emancipazione all’interno della dimensione religiosa; dall’altra, le riformiste pensano che sia possibile rendere inclusivi i testi sacri. Negli anni ‘80 e ‘90 la riflessione femminista ha via via prodotto ricerche più approfondite relativamente alle religioni cristiana, ebraica e islamica.
Femminismo e Cristianesimo
La relazione tra il femminismo e il Cristianesimo è stata terreno di numerosi scontri, soprattutto in merito all’autodeterminazione sessuale della donna. Temi come la contraccezione o l’aborto hanno provocato una dura reazione da parte della Chiesa, in particolare quella cattolica. All’interno delle varie correnti si sono sviluppate infatti posizioni diverse, che hanno a loro volta frammentato il quadro politico. Il Cattolicesimo ha espresso numerose volte la sua contrarietà alle istanze femministe. Negli ambienti protestanti, invece, è stata scelta la strada del dialogo. Le ingerenze delle correnti protestanti sugli iter legislativi del divorzio, della contraccezione e dell’aborto hanno quindi subito delle limitazioni rispetto a quelle cattoliche in Italia.
L’aborto: uno spartiacque nel Cattolicesimo
In Italia, la battaglia per la legge 194/78 ha visto l’opposizione della Chiesa Cattolica, che ha imposto la propria influenza anche sui partiti politici maggiori (la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista).
Altrove, invece, il processo è stato più semplice. In Inghilterra, per esempio, la liberalizzazione dell’aborto è avvenuta nel 1967, facilitata dal ruolo neutrale della Chiesa Anglicana.
La posizione della Chiesa Cattolica in merito alle istanze femministe ha contribuito anche al distacco di molte donne credenti dalla dottrina. Si sono così sviluppate nuove forme di religiosità e di attivismo, capaci di conciliare i principi base del cattolicesimo e la libertà della donna. Oggi molte donne sostengono che la frattura con il cattolicesimo sia ormai stata superata, mentre altre ritengono che il rispetto della dottrina cattolica non possa in nessun modo conciliarsi con il femminismo.
Femminismo ed ebraismo
Per diverse rabbine, prima di parlare del ruolo della donna nell’Ebraismo, è necessario ricordare che questa religione esiste in numerose declinazioni. Secondo la loro visione, l’origine della disparità fra uomo e donna non va ricercata nella Torah, bensì nell’interpretazione che ne hanno dato i rabbini nel corso dei secoli. Pertanto, la condizione della donna può variare in base al tipo di ebraismo a cui ci si riferisce. Per queste ragioni, in certe zone del mondo diventare rabbine è più facile rispetto ad altre: in America, per esempio, sono molte le rabbine ortodosse che mirano a riqualificare il ruolo della donna nella tradizione religiosa.
Ebraismo e divorzio, contraccezione e aborto
Nell’Ebraismo il divorzio è contemplato dalla legge religiosa, ma resta una pratica sconsigliata. Le interpretazioni in merito possono variare in base alle diverse declinazioni della religione.
La contraccezione, a eccezione del preservativo, è consentita, sebbene l’obiettivo primario dell’atto sessuale resti la procreazione.
In merito all’aborto, l’Ebraismo esprime pareri discordanti. Quest’ultima resta una pratica da osteggiare, a meno che non sia in pericolo la vita della madre. Tuttavia, a differenza di quanto si sostiene nel Cattolicesimo, la religione ebraica non considera il feto come una persona, se non dopo la nascita.
Il rapporto con la possibilità di autodeterminazione della donna resta comunque un tema spinoso, dato che nella visione ebraica il proprietario unico del corpo è Dio.
Femminismo e Islam
Il ruolo della donna all’interno dell’Islam si articola poi su due piani. Sul piano teologico il Corano garantisce a quest’ultima l’uguaglianza spirituale rispetto all’uomo, concede il diritto di proprietà e promuove l’idea di consenso matrimoniale. Secondo questa visione, quindi, si può dire che tra donna e uomo intercorre un rapporto di uguaglianza formale. Sul piano giuridico, invece, si osserva una discrepanza con il testo sacro, in opposizione alla Sharia. La condizione effettiva della donna varia in base alle leggi dei singoli Stati: Paesi come l’Afghanistan subordinano totalmente la donna al controllo governativo; in altre aree, invece, alle donne è permesso l’accesso all’istruzione, mentre persistono le limitazioni in ambito famigliare.
A partire dagli anni ‘60, inoltre, si è sviluppato il cosiddetto femminismo islamico, movimento che punta a distinguere la dottrina religiosa dalle sue interpretazioni giuridiche, nell’ottica di garantire alla donna la libertà, senza però privarla della fede religiosa. Nell’ambiente femminista, laico o cristiano, sono state numerose le critiche a proposito.
Il rapporto con il femminismo liberale e cristiano
La diffidenza nei confronti del femminismo islamico affonda le sue radici nell’approccio coloniale ed eurocentrico adottato dai movimenti femministi che vi si oppongono. Nel femminismo liberale e cristiano, infatti, molto spesso si parla di donna (e non di donne), imponendo una visione universalistica. Tuttavia, le differenze socioeconomiche, culturali e religiose fanno sì che il patriarcato opprima le diverse categorie di donna in modo diverso.
A differenza del femminismo radicale — contrario a ogni forma di religiosità — il femminismo cristiano e liberale critica aspramente quello islamico, sostenendo che l’emancipazione della donna sia possibile solo se attuata in chiave cristiana o ebraica.
La questione oggi: considerazioni finali
Ancora oggi, la distanza tra femminismo e mondi religiosi è molta. Al di là delle visioni presentate, ciò che emerge chiaramente è il fatto che le logiche patriarcali sono presenti, in modo più o meno evidente, in ognuna delle tre religioni monoteiste.
Il femminismo radicale si è impegnato negli anni a dimostrare come il patriarcato si sia insediato subdolamente nella società, diffondendosi tanto nella dimensione laica quanto in quella religiosa.
Non si tratta di stabilire quale sia il credo migliore fra i tre per una donna, ma piuttosto di riconoscere la pericolosità di un sistema culturale e valoriale capace di intaccare ogni sfera della vita delle donne.

Asia Ozella
Fonti
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Maria Francesca Martati, “Girls & Gods – Femminismo e religione possono coesistere? | Biografilm 2025”, Birdmen Magazine, 10 giugno 2025, ultima consultazione: 17 luglio 2026, link: https://birdmenmagazine.com/2025/06/10/girls-gods-shevchenko-recensione-biografilm/.
Marianna Cappi, Libreria delle donne di Milano, Femminismo e religione: per Luisa Muraro una relazione possibile , 13 novembre 2013, ultima consultazione: 17 luglio 2026, link: https://www.libreriadelledonne.it/puntodivista/femminismo-e-religione-per-luisa-muraro-una-relazione-possibile/.
Micol De Pas, “Femminismo e uguaglianza di genere nell’ebraismo”, Jewish, Open and Inclusive, 16 giugno 2020, ultima consultazione: 17 luglio 2026, link: https://www.joimag.it/femminismo-e-uguaglianza-di-genere-nellebraismo/.
Ziba Mir-Hosseini, Oasis Center, Una via islamica per uscire dal patriarcato, 10 dicembre 2019, ultima consultazione: 17 luglio 2026, link: https://www.oasiscenter.eu/it/femminismo-islamico-sharia-diritti-famiglia.




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