Con gran sorpresa di nessuno, le ragioni soggiacenti alla cattura di Nicolás Maduro, ex Presidente venezuelano, hanno in verità ben poco a che fare con le azioni di quest’ultimo. In questi mesi, molte se ne son dette sull’operazione militare speciale che l’ha ingiustamente consegnato alla giustizia – o, per lo meno, alla presunta tale – e pare sempre più evidente l’inconciliabilità tra le menzogne che gli uffici della Casa Bianca vorrebbero darci a bere e quello che la Storia, impietosa e senza scrupoli, testimonia poco a poco. Le crepe rivelatesi tra la narrazione ufficiale dei fatti e la fattualità degli stessi sono diventate voragini, il che lascia noi altri con una sola domanda: è forse il momento di unire i puntini?
Esistono fatti, non solo interpretazioni
Cospirazione finalizzata alla distribuzione di cocaina e reati correlati in materia di armi da fuoco: no, non sono i capi d’accusa che hanno accompagnato alla sbarra Maduro – per quanto incredibilmente somiglianti –, bensì un altro ex capo di Stato: Juan Orlando Hernández, Presidente dell’Honduras dal 27 gennaio 2014 al 27 gennaio 2022. Per chi se lo fosse perso, El Presidente – l’honduregno, questa volta – si è consegnato alle autorità statunitensi il 15 febbraio 2022, per poi spiccare il volo a bordo d’un aereo a stelle e strisce il 21 aprile. Precedentemente, infatti, dopo un paio di udienze tenutesi innanzi alla Corte Suprema dell’Honduras nei mesi di febbraio e marzo, era stato approvato l’ordine di estradizione emesso nei confronti di Hernández dalla Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York – curiosamente, la stessa ad aver formalizzato l’indictment contro Maduro, ma guai a pensar male. La condanna? Quarantacinque anni di carcere – dopotutto, si sa, quattrocento tonnellate di cocaina non sono poca cosa, specialmente se all’importazione di queste in suolo statunitense si affianca una tutt’altro che modesta operazione di riciclaggio di denaro per conto di un certo Joaquín “El Chapo” Guzmán – noto farmacista con il quale, ironia della sorte, Hernández ha poi dovuto spartire i tavoli della mensa comune del Metropolitan Detention Center (MDC) di Brooklyn.
Ebbene, il 2 dicembre 2025 – pochi giorni prima delle elezioni presidenziali honduregne – Donald Trump ha concesso la grazia a Hernández, giungendo addirittura a contestarne la condanna perché, a suo dire, del tutto immotivata. L’avvenuta scarcerazione ha inevitabilmente rafforzato la posizione del Partito Nazionale dell’Honduras – un tempo capeggiato dallo stesso Hernández – guidato da Nasry Asfura che, superata così la situazione di “pareggio tecnico” col partito di Salvador Nasralla, suo principale oppositore, è divenuto Presidente poco dopo. Quanto mai provvidenziale, la grazia data a Hernández ha fornito agli Stati Uniti l’occasione di piantare una bandiera anche in Honduras, di fatto asservendo l’ennesimo Stato ai loro dictat e pertanto rendendo ragione della sempreverde “Dottrina Donroe”, applicata a distanza di un mese pure in Venezuela.
La faccenda che coinvolge Hernández, sia in qualità di ex Presidente che in qualità di prigioniero, è di fondamentale importanza se si vuole aver contezza della pretestuosità della cattura di Maduro: perché mai rinchiudere un’importante spacciatore internazionale, se poc’anzi se n’è graziato il più importante al mondo? Non ci sono forse delle celle per due, a Brooklyn? Innanzi a mille e più interpretazioni dei fatti, questa resta la prova incontrovertibile della malafede di certi autoproclamatisi poliziotti del mondo.
Did someone say «oil»?
Per quanto le condizioni di vita dei suoi abitanti facciano pensare il contrario, il Venezuela è in realtà lo Stato con la più grande concentrazione di greggio estraibile al mondo – più di trecentotrè miliardi di barili. Nella fattispecie, questo è situato in minima parte nel Bacino di Maracaibo, a ovest del Paese, e in massima parte nella Fascia dell’Orinoco, a est, e ammonta complessivamente al 19% circa del totale globale. Il greggio che arricchisce il secondo sito, però, è particolarmente viscoso – non a caso è detto “extra pesante” – e pertanto difficilmente estraibile, specialmente se considerate le disastrate condizioni in cui versa l’industria petrolifera venezuelana – ivi è infatti stimato un recovery factor del 3-5%. Nonostante i numeri non siano dei più confortanti, tanto è bastato per giustificare, agli occhi della classe dirigente statunitense, una vera e propria campagna di colonizzazione del territorio venezuelano – la guerra in Iran, dopotutto, non si paga certamente da sola.
Per gli Stati Uniti, controllare i processi di estrazione petrolifera in Venezuela – nonché, com’è ovvio, la distribuzione dei barili che ne si ricava – rappresenta una vera e propria rivincita economica e morale sulle politiche nazionalistiche portate avanti da Hugo Chávez a partire dai primi anni Duemila. La Plena Soberanía Petrolera chavista ereditata da Maduro, infatti, aveva condotto all’espropriazione delle maggiori compagnie petrolifere estere presenti sul territorio. Va da sé che la “scommessa” di Washington consiste nell’investire tempo e risorse nell’ammodernamento e nell’efficientamento di tutto quel che riguarda l’apparato estrattivo venezuelano.
Per il momento, possiamo unicamente attestare la messa in atto di un piano predatorio che, in data 31 agosto, ha preso la forma di un “accordo” senza precedenti tra i governi coinvolti: stando ai tronfi comunicati dello Studio Ovale, «le autorità provvisorie venezuelane hanno concesso a North American Blue Energy Partners (NABEP) […] concessioni centenarie per 17 giacimenti petroliferi con riserve accertate di circa 65 miliardi di barili», che corrispondono a più di un quinto delle riserve petrolifere del Venezuela. L’intesa, risultato di una partecipazione azionaria dell’Office of Strategic Capital (OSC) in NABEP pari al 35% del colosso privato, garantisce ai nuovissimi investitori «il diritto di acquistare, al costo di produzione, una quota garantita del 20% del petrolio estratto da tutti i giacimenti, attuali e futuri, gestiti dal NABEP», nonché il diritto di prelazione per l’acquisto del restante 80% della produzione di greggio venezuelano.
Un gioco di scacchi
Ampliando un poco il punto di vista sulla faccenda, non è certamente difficile accorgersi del fatto che l’incursione condotta dalla Delta Force in Venezuela e la postura neocoloniale assunta dal Presidente Trump immediatamente dopo gli eventi di Caracas agiscano come dinamite sui quanto mai precari equilibri internazionali. Da un lato, infatti, l’attacco in territorio venezuelano legittima agli occhi del Cremlino l’invasione dell’Ucraina nonché le mire espansionistiche cinesi su Taiwan – pur sempre uno Stato sovrano, checché ne strilli lo spettro John Cena. Dall’altro, tuttavia, esso fiacca notevolmente l’influenza Cinese e Russa in America del Sud – e in questo risiede il vero motivo di un’impresa tanto spericolata quanto fuorilegge. L’indebolimento del gruppo BRICS, al quale il Venezuela era così vicino da richiedere formalmente di potervi aderire già tre anni fa, è infatti l’obiettivo primario della presidenza Trump – fatto salvo l’insabbiamento degli Epstein Files, ovviamente.
Per quanto riguarda la Cina, poi, Pechino deve ora fronteggiare una situazione del tutto inattesa, e cioè la scarsità delle importazioni di greggio venezuelano soggetto a sanzioni – che sino a non molto tempo fa ammontavano all’80% dell’export. Gli accordi commerciali sino-venezuelani fondati sull’ammortamento del debito di Caracas in cambio di ingenti quantità di idrocarburi, infatti, sono del tutto saltati, giacché el Presidente Trump pare intenzionato a dirottare il petrolio da tutt’altra parte: nelle proprie tasche.
Gabriele Farano
Fonti
Berg Ryan C., “Maduro Captured: What Comes Next for Venezuela?”, Center for Strategic and International Studies, 3 gennaio 2026, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.csis.org/analysis/maduro-captured-what-comes-next-venezuela.
Berg Ryan C., “The Geopolitics of Maduro’s Capture: China’s Future in Latin America Following Operation Absolute Resolve”, Center for Strategic and International Studies, 12 gennaio 2026, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.csis.org/analysis/geopolitics-maduros-capture-chinas-future-latin-america-following-operation-absolute.
Berg Ryan C., “What Just Happened in Venezuela? And What Comes Next?”, Center for Strategic and International Studies, 5 gennaio 2026, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.csis.org/analysis/what-just-happened-venezuela-and-what-comes-next.
Geopop, La questione “Petrolio Venezuela” spiegata dal punto di vista geologico e industriale, 12 gennaio 2026, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.geopop.it/petrolio-venezuela-pesante-trump-usa-produzione-geologia-storia-geopolitica-cosa-significa/.
Livesay Brandon, “Honduran ex-president Juan Orlando Hernández released from US prison after Trump pardon”, BBC News, 2 dicembre 2025, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.bbc.com/news/articles/cpvdr8k7xjro.
Office of Public Affairs, U. S. Department of Justice, Juan Orlando Hernández, Former President of Honduras, Indicted on Drug-Trafficking and Firearms Charges, Extradited to the United States from Honduras, 21 aprile 2022, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.justice.gov/archives/opa/pr/juan-orlando-hern%C3%A1ndez-former-president-honduras-indicted-drug-trafficking.
Office of Public Affairs, U. S. Department of Justice, Juan Orlando Hernández, Former President of Honduras, Sentenced to 45 Years in Prison for Conspiring to Distribute More Than 400 Tons of Cocaine and Related Firearms Offenses, 26 giugno 2024, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.justice.gov/archives/opa/pr/juan-orlando-hernandez-former-president-honduras-sentenced-45-years-prison-conspiring.
The White House, Fact Sheet: President Donald J. Trump Announces Historic Oil Agreement to Secure American Energy Dominance and Drive Venezuela’s Economic Recovery, 31 agosto 2026, ultima consultazione: 4 settembre 2026, link: https://www.whitehouse.gov/fact-sheets/2026/08/fact-sheet-president-donald-j-trump-announces-historic-oil-agreement-to-secure-american-energy-dominance-and-drive-venezuelas-economic-recovery.
Yousif Nadine, “What was Honduras ex-president convicted of and why has Trump pardoned him?”, BBC News, 2 dicembre 2025, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.bbc.com/news/articles/c9qewln7912o.
Ziemer Henry, “The Geopolitics of Maduro’s Capture: What Does Operation Absolute Resolve Mean for Russia?”, Center for Strategic and International Studies, 20 gennaio 2026, ultima consultazione: 26 luglio 2026, link: https://www.csis.org/analysis/geopolitics-maduros-capture-what-does-operation-absolute-resolve-mean-russia.





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