Amianto a Palazzo nuovo. Ajani: «Non riesco ad immaginare un altro modo di operare»

Questa mattina alle ore 9 a Palazzo Nuovo si è svolta un’assemblea pubblica riguardante la questione della presenza di amianto nella struttura universitaria e la sua conseguente chiusura. Vi hanno partecipato studenti, ricercatori e lavoratori dell’Università con l’obiettivo di confrontarsi e decidere come affrontare i recenti avvenimenti. Si parla di pessima gestione del problema da parte dell’Università, di come sia le scale, sia i pavimenti di tutto il palazzo non siano in sicurezza; della possibile presenza di fibre di amianto non solo nei termoconvettori di quattro uffici, ma in quelli di tutto l’edificio; di come la notizia sia arrivata prima alla stampa e solo dopo a chi Palazzo Nuovo lo frequenta tutti i giorni e, infine, anche della richiesta di dimissioni del Rettore Gianmaria Ajani.

2015-04-17 09.55.58_eTerminato il confronto, alle 10 l’assemblea si è spostata al Rettorato per richiedere impegni precisi ad Ajani e al Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo. Andiamo a bussare agli Uffici del Rettorato, dove ci viene detto che il Rettore è disposto a parlarci e di aspettarlo. Veniamo quindi mandati in un’aula al piano terra e dopo pochi minuti ci viene detto di spostarci in Aula Magna. Qui, finalmente, incontriamo il Rettore e i membri del Consiglio di amministrazione.

Sono diversi anni che studenti e lavoratori di Palazzo Nuovo cercano di sollevare la questione della presenza dell’amianto e sollecitare chi di dovere affinché vengano presi provvedimenti concreti. Però non hanno mai ottenuto alcun risultato, anzi, sono addirittura stati accusati di creare inutile allarmismo. Ora, purtroppo, è stato dimostrato che tali preoccupazioni erano fondate, per questo sono tutti molto molto molto arrabbiati.

2015-04-17 10.51.01_eAjani, in carica da un anno, sostiene di aver fatto tutto ciò che era giusto fare per migliorare le condizioni di sicurezza degli edifici universitari: ha chiesto all’Arpa di fare una mappatura delle condizioni dell’edificio, che ha rivelato la presenza dell’amianto, in seguito alla quale è stato ritenuto necessario chiudere l’intero palazzo. Garantisce, inoltre, che Palazzo Nuovo sarà riaperto solo quando l’Arpa riterrà l’edificio in condizioni di totale sicurezza. È quindi probabile che la chiusura verrà prorogata oltre il 27 aprile, ma si sta già provvedendo a rimediare al disagio causato a studenti e lavoratori, che verranno collocati in sedi differenti.

È importante che questi giorni di chiusura non servano a calmare le acque e lasciare tutto come prima, ma a bonificare la struttura al fine di renderla veramente sicura.

di Irene Rubino

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