Vestiti che ci valorizzano: alla ricerca dell’outfit migliore attraverso il metodo Kibbe

eb229d9cc519d07782aa46b2235518d8Sicuramente sarà capitato nella vita di ogni donna, ma non solo, di interrogarsi su quali abiti la valorizzassero e quali abbinamenti le stessero meglio. Spesso, girando sul web, ci imbatte in varie teorie che prendono in considerazione la sola forma del corpo (a pera, a triangolo rovesciato, a clessidra, ecc), che stereotipano per ogni forma alcuni determinati modelli, a seconda che il punto vita sia più o meno segnato, oppure che si abbiano le spalle più o meno larghe.

44249842a7eb7853fe449d6c96d1ecbcDavid Kibbe, nel suo libro Metamorphosis, pubblicato nel 1987, fece di più: articolò una teoria che teneva conto non solo della forma fisica, ma anche degli elementi del viso, della lunghezza degli arti, del taglio dei capelli e quindi, nel totale, del complesso della figura. Secondo la sua teoria, gli aspetti della nostra fisicità possono essere yin (tendenti al femminile) o yang (tendenti al maschile). Le categorie pure, comunque, sono rare, per cui molto spesso si tratta di una commistione tra le due componenti, in cui magari una delle due risulta dominante.

Kibbe stilò 13 categorie:

  • Dramatic
  • Soft dramatic
  • Natural
  • Flamboyant Natural
  • Soft Natural
  • Gamine
  • Flamboyant Gamine
  • Soft Gamine
  • Classic
  • Drammatic Classic
  • SoftClassic
  • Theatrical Romantic
  • Romantic

Per ognuna di esse individuò forme e tessuti valorizzanti, i tagli di capelli migliori, gli abbinamenti più felici, le scarpe più consone e tutto ciò che possa venirvi in mente collegato all‘outfitkibbe-corpi-2

Successivamente, John Kitchener, riportò in auge altre due categorie che Kibbe stesso aveva scartato: ingenue ed ethereal, ampliando l’orizzonte delle categorie possibili.

Probabilmente il metodo Kibbe è alla base dei creatori e curatori d’immagine, nonostante non sia estremamente pubblicizzato e si preferisca tenerlo nell’ombra, almeno in Europa. Attualmente, comunque, gli orizzonti sono stati ulteriormente ampliati e molti analisti che si basano su questo metodo hanno cominciato ad articolare l’analisi in percentuali, stabilendo che è molto più probabile riscontrare tipologie miste piuttosto che quelle statiche suggerite da Kibbe stesso. Basta una piccola ricerca per approfondire l’argomento e se qualcuno ne fosse rimasto particolarmente affascinato, può richiedere di farsi analizzare a pagamento, online o dal vivo da alcuni esperti facilmente reperibili sul web.

È comunque possibile fare un piccolo test (tratto dal blog Rossetto e Merletto, che offre la possibilità dell’analisi) per farsi un’idea della propria categoria, sempre ammettendo di riuscire ad essere abbastanza obiettivi con se stessi.

Veronica Repetti