Il caso Aaron Westerberg e Fazi Editore

Aaron Westerberg è un pittore ed apprezzato artista americano, cresciuto a San Diego, i cui lavori sono conosciuti a livello internazionale e sono stati esibiti in diverse gallerie negli Stati Uniti. Fazi Editore, invece, è una casa editrice italiana fondata nel 1995. Il collegamento tra questo artista e questa casa editrice non è così ovvio da fare, soprattutto da parte dell’artista: un giorno quest’ultimo riceve una foto da un fan italiano, che si complimenta per il suo ultimo lavoro dopo aver riconosciuto un suo quadro sulla copertina di Il caso Maurizius, scritto da Jacob Wessermann ed edito, appunto, dalla Fazi Editore. La profonda riflessione fatta da Wessermann sul senso della giustizia qui si scontra, però, con la realtà: Aaron Westernerg non è a conoscenza che la casa editrice abbia usato un suo quadro. Fazi Editore ha rubato l’immagine del quadro dal sito dell’autore e l’ha usata a scopi commerciali senza la sua autorizzazione e senza alcuna retribuzione. L’artista, dopo la segnalazione, afferma di aver contattato la casa editrice, ma – poiché dopo un po’ smette di ricevere risposte – finisce con affidare l’ingiustizia subita alla sua pagina Facebook. La risposta della rete è abbastanza immediata: il suo post viene condiviso e sulla pagina della casa editrice arrivano diversi commenti a chiedere giustizia per il torto subito dall’autore. Il furto sarebbe già un atto grave di per sè, ma ecco che arriva, puntuale e finalmente, la risposta di Fazi Editore: dichiara in un post che “da ieri sera siamo sommersi da messaggi di accuse ed insulti, nella peggiore tradizione di internet” e spiega il loro punto di vista sulla questione. A quanto pare, vicino alla data di stampa del libro, ci sarebbe stato un problema con l’immagine di copertina precedentemente scelta e ci sarebbe stato solo il tempo di cercarne un’altra, ma non di contattare l’autore. Westerberg sarebbe stato solo più veloce di Fazi Editore a contattarli, le festività natalizie che avrebbero poi protratto a lungo le trattative sul compenso e sui riconoscimenti dell’immagine, puntualizzando che risulta il nome dell’autore nei credits della copertina del libro stampato. In conclusione al loro post, Fazi rimarca come siano stati terribili i commenti ricevuti in merito a questa faccenda dopo il post virale di Westerberg. In realtà ci sarebbero vari problemi con la versione proposta dalla casa editrice, soprattutto se pensiamo che il libro è stato stampato e distribuito in ottobre e che l’artista è venuto a conoscenza del fatto solo a dicembre: in due mesi Fazi non ha avuto il tempo di contattare l’autore? Verrebbe da chiederci ora, come sarebbero andate le cose senza la segnalazione del fan all’artista o senza il suo post virale su Facebook. Insomma, Fazi ha commesso un errore clamoroso, soprattutto per qualcuno che di copyright ne dovrebbe sapere qualcosa, accampato difese poco solide e si è lamentata delle persone che sono andate a chiedere spiegazioni in merito alla questione.

Alla fine Aaron Westerberg ha potuto raccontare dalla sua pagina come le cose siano state risolte, con il pagamento del suo lavoro, con diversi ringraziamenti a chi aveva condiviso la sua storia che, certamente, ha contribuito a sistemare la faccenda. Fazi Editore ha consapevolmente commesso un errore che poteva ricadere nel penale, ma anche i leoni da tastiera di Facebook non sono senza peccato.

Emilia Scarnera