Romanzi paralleli: Il grande mare dei Sargassi

Da che tempo è tempo, i grandi classici della letteratura ci hanno sempre appassionato e fatto riflettere, spesso portandoci a chiedere come continui la vita dei nostri personaggi preferiti, o – se il romanzo non l’ha svelato – qual è stata la loro storia prima degli eventi descritti.
Questo dubbio non ha attanagliato solo le menti dei lettori, ma anche di vari scrittori, che ispirati dall’opera originale hanno deciso di contribuire scrivendo di personaggi che spesso non hanno avuto abbastanza spazio: parliamo dei “romanzi paralleli (dal termine inglese “parallel novels”). Spesso chiamati anche “reimagined classics” (letteralmente “romanzi re-inventati”), i romanzi paralleli si focalizzano su personaggi minori di classici letterari e possono anche essere ambientati durante la storia originale e includere altri personaggi.

È il caso di March, romanzo di Geraldine Brooks (e vincitore del Premio Pulitzer 2006), narrato dal punto di vista del Signor March, figura quasi assente nel libro Piccole Donne di Louisa May Alcott; oppure possiamo usare come esempio il romanzo esistenzialista L’orco di John Gardner, il cui titolo originale, Grendel, rivela essere basato sulla figura del mostro che attacca il famoso eroe Beowulf.
Ma il più famoso romanzo parallelo in circolazione è forse Il grande mare dei Sargassi di Jean Rhys, pubblicato nel 1966. Questo romanzo narra la storia di un personaggio di Jane Eyre ben poco esplorato nell’opera originale, ma che è spesso ricordata e usata come simbolo (come non citare The Madwoman in the Attic, saggio di Sandra Gilbert e Susan Gubar, che tratta della figura della donna-scrittrice nel XIX secolo?). Infatti la protagonista del romanzo è Bertha Mason, moglie di Rochester, qui chiamata Antoinette Cosway.

Il grande mar dei Sargassi è ambientato nella Giamaica di inizio ‘800 colonizzata dagli inglesi. Qui vive Antoinette, una giovane di origini inglesi vittima di una serie di sfortunate vicissitudini che la portano alla situazione in cui la troviamo in Jane Eyre. Il matrimonio combinato con un giovane gentiluomo inglese (ovvero il Signor Rochester, nonostante il nome non venga mai rivelato) è l’evento con il quale comincia il declino di Antoinette, qui descritta come un doppio di Jane Eyre: vittima di una società patriarcale alla quale cerca di ribellarsi, la sua voglia di indipendenza la accomuna a Jane, ma il suo carattere volitivo e l’indole passionale la allontanano da lei, e la portano alla rovina.

Il romanzo è diviso in tre parti: la prima e la terza sono narrate dal punto di vista di Antoinette, mentre la seconda da quello di Rochester, appena sposato ed estraneo all’isola e alla sua cultura. Con Jane Eyre ci siamo abituati a pensare a Rochester come a una vittima degli eventi: imbrogliato dalla famiglia Mason e dal padre, Rochester viene obbligato a sposare Bertha senza sapere nulla di lei e della sua famiglia, che si rivela piena di vizi e incline alla pazzia; Bertha stessa non è altro che un sassolino nella scarpa, l’ostacolo da superare per la felicità di Rochester e Jane.
Qui invece vi è un rovescio dei ruoli: Rochester è una figura crudele e fredda, che si nasconde dietro la facciata di un gentiluomo inglese. È incapace di comprendere Antoinette, né intende farlo. Le loro esperienze sono troppo diverse, così come i loro caratteri. Rochester da vittima diventa il carnefice di Antoinette/Bertha, di cui conosciamo già il triste destino e con cui il lettore non può fare a meno di schierarsi.

Il grande mare dei Sargassi è un romanzo che non può mancare nella libreria di un appassionato di Jane Eyre, e che dimostra che anche una pazza nell’attico ha una sua storia.

Federica Messina