7 alcolici europei da assaggiare assolutamente

Ogni Paese ha le sue tradizioni, le quali ovviamente includono anche gli alcolici. Dai liquori alle erbe a quelli alla frutta, dalla vodka alla birra: ce n’è proprio per tutti i gusti. Quindi dimmi dove vai… e ti dirò cosa bere!

PORTOGALLO – Ginjinha (23% vol.)

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La Ginjinha nasce dall’infusione delle ginja (amarene) in aguardente (alcolico con il 40-45% vol. di gradazione). Potete assaggiare questo liquore dalla consistenza sciropposa a Lisbona, nel quartiere Rossio, dove viene servita da diversi bar in bicchierini di carta per circa 1,50€; oppure a Óbidos dove la ginjinha viene servita in tazzine edibili di cioccolata, da mangiare dopo il liquore. In ognuno dei due casi potrete ordinarla o liscia, o con una scorza di limone, oppure com ginja, ossia con piccole amarene all’interno. Questo liquore, la cui gradazione alcolica raggiunge il 23% del volume, nato originariamente come rimedio al mal di gola dalla mente di un frate benedettino, vi conquisterà sicuramente.

 

REPUBBLICA CECA – Becherovka (38,5% vol.)

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Ottimo come digestivo e, a sentir dire i cechi, anche come cura per il raffreddore e per il mal di gola, la Becherovka è un liquore alle erbe con gradazione alcolica pari al 38,5% del volume e venduto per la prima volta nel 1807. Composto da acqua termale, zucchero e 32 erbe e radici diverse, la sua ricetta è tutt’oggi un segreto.
Ciò che non è un segreto è che la Repubblica Ceca sia il primo consumatore al mondo di birra. Non pensate quindi di poter lasciare il Paese senza aver bevuto una Pilsner Urquell, la quale, pur non essendo nulla di eccezionale come birra bionda, è amata dai cechi e viene prodotta in Boemia fin dal 1842.

 

POLONIA – Soplica (40% vol.)

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Per mandare giù lo zurek w chlebie, a fine pasto avrete probabilmente bisogno di uno shot di Soplica. Si tratta di una vodka dalla ricetta antica, prodotta per la prima volta nel 1891 e con gradazione alcolica pari al 40% del volume.
Oggi, oltre alla versione pura tradizionale, viene anche prodotta in diverse varianti aromatizzate ai frutti (dette nalewka) dalla gradazione alcolica leggermente inferiore (30% vol.), perfette per chi non ama il sapore forte della vodka liscia e così buone che vi renderanno alticci senza che neanche ve ne accorgiate. Se siete indecisi tra tutti i gusti disponibili, chiedendo una Soplica Malinowa (ossia al lampone) andrete sul sicuro.

 

BELGIO – Bière (4-8% vol.)

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La birra non sarà un superalcolico, ma se deciderete di assaggiare tutti i tipi di birra che esistono in Belgio nella stessa sera, vi garantisco che otterrete gli stessi effetti.
Dichiarato patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, la biére belgique si distingue dalle altre per le radici culturali che vi stanno alla base, oltre che per la sua eccezionale bontà. Che andiate a Bruxelles o nelle Fiandre, quando ordinerete una birra potrete scegliere tra  molte tipologie, ognuna dal sapore assai diverso dalle altre: blonde, blanche, ambrèe, d’abbaye, trappiste, double, triple, rouge sono solo le tipologie più famose. Non fatevi però ingannare dalla traduzione letterale: la bière rouge è frizzante e molto fruttata e non ha niente a che vedere con l’italiana “birra rossa”; allo stesso modo, la bière blonde non è paragonabile ad una birra bionda italiana, in quanto molto più speziata e corposa;  la biére ambrée forse è ciò che si avvicina di più al concetto che un italiano ha di “birra rossa”; mentre la bière blanche si contraddistingue per la freschezza e per il sapore di frumento.

 

FINLANDIA – Salmari (38% vol.)

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Chi si avventura in questo freddo paese è bene che si riscaldi con uno shot di Salmari, liquore costituito dalla miscela di Koskenkorva (vodka finlandese) e Turkish Pepper (caramelle finlandesi alla liquirizia salata). Ha una gradazione alcolica pari al 38% del volume e sicuramente chi ama la liquirizia lo apprezzerà. Non è proprio parte della tradizione finlandese, ma può essere che lo diverrà, in quanto, nata negli anni ’90, oggi è il superalcolico preferito dai giovani finlandesi.

 

GRECIA – Ouzo (40-50% vol.)

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Da bere allungato con acqua e ghiaccio mentre si mangia qualche mezedes in riva al mare, l’Oύζο è prodotto dalla distillazione di mosto d’uva ed è aromatizzato con l’anice. Meno frequentemente si può trovare anche in altre varianti aromatizzate alla liquirizia o alla menta.
Nel 2006 il tradizionale liquore greco è stato riconosciuto dall’Unione Europea come prodotto di Denominazione di Origine Protetta, vietando così l’appropriazione indebita del nome ad altri produttori e tutelando quello prodotto in Grecia e a Cipro.
A Plomari, città dell’isola di Lesbo, si trova la sede del maggior produttore di Ouzo, Barbayanni, all’interno della quale si trova anche un piccolo museo totalmente dedicato a questo liquore.

 

DANIMARCA – Gammel Dansk (38% vol.)

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Come dice il nome stesso, il Gammel Dansk (vecchio danese in italiano) è un antico amaro tradizionale danese, prodotto da 29 tipi di erbe, fiori e spezie, che vengono fatte macerare nell’alcol puro per tre mesi. Questo liquore tipico nasce nel 1964 quando in Danimarca non era considerato affatto strano bere al mattino, infatti l’etichetta cita ancora “Piacevole al mattino, dopo una giornata di lavoro, quando si caccia o pesca, o come aperitivo”.  Data la sua gradazione alcolica pari al 38% del volume, non è consigliabile berlo al mattino, a meno che non vogliate sentirvi dei veri danesi!

 

Irene Rubino

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