I racconti di Lovecraft riadattati da Gou Tanabe

Howard Philip Lovecraft (1890 – 1937) fu un prolifico scrittore di racconti del terrore e del mistero, le cui opere ebbero un peso fondamentale sulla letteratura – e la cinematografia – fantastica a venire. Il ciclo di Cthulhu, una serie di racconti incentrati su misteriose divinità aliene, è diventato oramai parte della “pop culture”, così come Lovecraft stesso, le cui opere vengono costantemente citate e riadattate.

E oggi parliamo proprio di un riadattamento, questa volta in chiave manga, dei racconti più famosi di Lovecraft. La J-POP, casa editrice fumettistica italiana, ha infatti recentemente cominciato la pubblicazione di questa serie di volumi auto-conclusivi disegnata e riadattata dal mangaka Gou Tanabe. La serie, cominciata in Giappone nel 2016, conta per ora solo tre volumi: L’abitatore del buio, Il colore venuto dallo spazio e Il mastino e altre storie.
Gou Tanabe è un nome nuovo in Italia, ma non è un mangaka inesperto; in Francia è stato pubblicato il manga storico in due volumi Kasane, dal tratto realistico ma notevolmente meno incisivo rispetto a quello usato in questa raccolta.

È difficile rappresentare il “terrore cosmico” descritto nei racconti di Lovecraft. La paura di qualcosa di inconsistente, che si manifesta in mostri spesso troppo orribili da descrivere o immaginare con chiarezza, è stata la sfida di illustratori e fumettisti per anni e anni dalle primissime pubblicazioni dei racconti di Lovecraft.
Gou Tanabe da il suo contributo, scegliendo uno stile di disegno più occidentale – anche più realistico se vogliamo – rispetto a quello tradizionale del manga. C’è un senso di solennità in ogni tavola, specialmente negli sfondi che ricordano un po’ delle litografie francesi. D’altra parte per Tanabe, da grande fan di Lovecraft quale afferma di essere, sarebbe stato indecoroso presentare delle tavole non all’altezza dei suoi racconti.

dagon
Dagon, il dio pesce dall’omonimo racconto “Dagon”, pubblicato nel 1917 da H.P. Lovecraft. Illustrazione tratta da “L’abitatore del buio” di Gou Tanabe.

Purtroppo una pecca c’è, ed è la scelta del formato tankobon: disegni di questo tipo, così dettagliati e pesantemente ombreggiati, non rendono bene in un piccolo formato. Il lettore non riesce a distinguere bene i dettagli delle tavole e il volume finisce per perderci un po’ in valore.

Certo, per 6,90€ (il prezzo standard dei volumi J-POP, praticamente) vale la pena di acquistarlo, specialmente se si è fan di Lovecraft, o anche solo per curiosità.

Federica Messina

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