“Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler”: il libro esilarante del più grande scrittore del mondo

Massimiliano Parente, il più grande scrittore del mondo (come ama definirsi), è autore di un romanzo fra i più esilaranti e intelligenti degli ultimi anni: “Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler“, pubblicato da Mondadori.

Un romanzo provocatore, che segue la voluminosa Trilogia dell’inumano, definita da autorevoli voci un capolavoro della letteratura. Il protagonista del romanzo è Max Fontana, uno scandaloso artista assurto a celebrità mondiale per aver eiaculato sull’Origine del Mondo di Courbet. Ma questa è solo la prima delle sue provocazioni, ogni sua milionaria opera d’arte usa sovente il nazismo e la figura di Hitler per scandalizzare il pubblico: svastiche di cioccolato, ritratti di Hitler senza baffetti (nel romanzo nessuno lo riconosce senza baffetti) e l’opera la cui descrizione apre il romanzo, una immensa statua della vergine Maria ricoperta di “svastichine”; persino una divertente “Macchina per sputare sulla Cappella Sistina“. Il protagonista non sopporta l’arte religiosa, in compenso ha una ammirazione per Marcel Duchamp.

Il libro è per metà un saggio sull’estetica e sul significato dell’arte contemporanea: l’arte è il mezzo più libero di aggressione della realtà e di denudamento delle illusioni umane e sociali. A detta dell’autore, non c’è nessun artista oggi che faccia opere provocatorie e distruttive, quindi ha inventato il suo artista ideale. Un artista che è più reale del reale e più coraggioso di quanto lo sono gli artisti che vengono in genere definiti “provocatori” da critici ideologizzati e passatisti, di cui Max Fontana si fa beffe per tutte le pagine del libro.

Max Fontana è anche una metafora della società occidentale, una critica radicale dei simulacri umani, ma anche una sua apologia immaginifica: ama lo spreco, lo sperpero, il superfluo. A tratti superficiale, il protagonista prende a modello Adolf Hitler, al quale “andava” di scatenare la Seconda Guerra Mondiale e commettere le peggiori atrocità, proprio come a Marcel Duchamp “andava” di firmare un orinatoio e proporlo come opera d’arte, rendendola tale.

Estetica è infatti ciò che nasce e muore nella sensazione, nel momento, nell’impressione. La superficialità di Max Fontana è lo specchio della inessenzialità di un universo “fondato sullo spreco”, sull’entropia, sulla fine di ogni cosa; della superficialità di un cosmo che c’è e basta: gratuito, idiota e caotico. Proprio come il gesto che ha reso Max Fontana il più grande artista del mondo (dopo Adolf Hitler).
Attraverso i suoi gesti impulsivi e liberatori, Fontana coglie l’essenza insensata dell’universo, diventa la “coscienza” di questa caoticità. Diventa profondo. Un romanzo magnifico e potente, ansiogeno e folle. Una sonora risata sulla condizione umana.

Davide Cavaliere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...