7 libri famosi che non esistono

Citare libri o manoscritti che non esistono come fossero veri è una tecnica comune in letteratura. Questi testi fittizi vengono chiamati pseudobiblion, e si possono ritrovare anche tra i classici: il supposto manoscritto tradotto del Don Chisciotte, il manoscritto di Turpino che ispirò l’Orlando Furioso e l’Orlando Innamorato, o quello anonimo dei Promessi Sposi… La lista è infinita, perciò oggi The Password ha solo alcuni dei più famosi pseudobiblion che sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo e che vorremmo esistessero davvero!

  1. Il Necronomicon
    Scritto dal fittizio ‘arabo pazzo’ Abdul Alzhadred, questa sorta di Bibbia del paranormale – ormai facente parte a tutti gli effetti della pop culture – viene menzionata per la prima volta nel racconto “Il mastino” pubblicato nel 1922 da H. P. Lovecraft. Da quel momento in poi, Lovecraft farà largo uso di citazioni tratte da questo fantomatico testo nei suoi racconti del ciclo di Cthulhu. Tali citazioni eran talmente ben fatte e misteriose che molti lettori si convinsero dell’esistenza del Necronomicon, nonostante Lovecraft stesso avesse ribadito più volte che era tutta una finzione (il nome Abdul Alzhadred era uno pseudonimo che lo scrittore usava da bambino).
  2. Teoria e prassi del collettivismo oligarchico
    Si tratta del saggio scritto da Emmanuel Goldstein e citato più volte in “1984”, romanzo distopico di George Orwell uscito nel 1948. Questo manuale illegale, che il protagonista Winston Smith non riesce a finire di leggere, sarebbe stato scritto come spiegazione dei veri motivi e del funzionamento del regime totalitario messo in pratica dal Grande Fratello e dal Partito. È quindi un libro sulla resistenza che vuole rivelare la vera natura delle dittature instaurate nel nuovo ordine del mondo di “1984”. Purtroppo nella realtà non esiste, ma Orwell prese chiaramente spunto da alcune teorie di Trotsky, che oggigiorno possiamo facilmente reperire.
  3. Il ritorno di Misery
    O la saga intera di Misery, eroina della serie di romanzi scritta da Paul Sheldon che la fan Annie Wilkes non vuole lasciar morire. Proprio quando Paul decide di dedicarsi a romanzi più profondi, uno sfortunato incidente lo porta a casa di Annie, che si rivela ossessionata dall’eroina Misery al punto da rapire Paul e obbligarlo a scrivere il nuovo romanzo “Il ritorno di Misery”; ma fortunatamente è tutta una storia inventata da Stephen King per il romanzo Misery (1987).
  4. La storia infinita
    Il piccolo Bastian trova un libro chiamato “La storia infinita” la cui lettura lo conduce nel regno di Fantàsia, seguendo le avventure di Atreiu e dell’Infanta Imperatrice. La particolarità di questo magnifico libro è che la sua ciclica storia viene raccontata diversamente a seconda del lettore, poiché Fantàsia per esistere ha bisogno di rinnovarsi tramite la fantasia umana. Quante volte ci è capitato, leggendo questo romanzo scritto da Michael Ende nel 1979, di sognare di essere al posto di Bastian e creare noi stessi una nuova Fantàsia?
  5. L’ombra del vento
    Si tratta del libro protagonista dell’omonimo romanzo “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafon, pubblicato nel 2001. Scritto da Juliàn Carax, l’alone di mistero che pervade questo libro deriva dal fatto che qualcuno ne ha bruciato quasi ogni copia. L’ultima è nelle mani del giovane Daniel, che lo ha trovato per caso nel Cimitero dei Libri Dimenticati di Barcellona. Quale sia, però, la vicenda narrata nel romanzo di Carax rimane e rimarrà per sempre un mistero…
  6. Enciclopedia Galattica
    Nel “Ciclo della Fondazione” di Isaac Asimov viene citata per la prima volta questa mitica enciclopedia che raccoglierebbe tutto il sapere dell’universo della Via Lattea, raccolto da un gruppo di studiosi del pianeta Terminus. Viene spesso citata in altre opere di fantascienza come “Guida galattica per gli autostoppisti” (1979) e addirittura alcuni albi di Superman. Alcuni dicono che un corrispettivo di questa mitica enciclopedia esista benissimo e si trovi proprio sotto i nostri occhi: Wikipedia.
  7. Il libro di sabbia
    Molti lettori desidererebbero un libro che non ha mai fine, mentre il protagonista del racconto “Il libro di sabbia” – contenuto nell’omonima raccolta di storie brevi scritta da Jorge Luis Borge nel 1975 – ne avrebbe fatto a meno. Acquistato per pochi soldi e una Bibbia, questo testo misterioso viene definito Libro di sabbia poiché <<né il libro né la sabbia hanno fine>>. E difatti la particolarità di questo libro è che non appena se ne volta una pagina, ne cresce un altro centinaio; chi sia l’autore e perché abbia lo scritto rimane un mistero, dato che la lingua usata per scriverlo è sconosciuta.

Federica Messina

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