Libri in valigia: “Il magistero dei giardini e degli stagni”

Nuovo appuntamento con la rubrica di The Password, che oggi vi fa viaggiare lontano e nel tempo, fino al sensuale mondo del Giappone del XII secolo.

Il magistero dei giardini e degli stagni è un romanzo pubblicato nel 2017 da Didier Decoin, scrittore e sceneggiatore francese, che rende omaggio ai temi classici (la natura, l’erotismo, la superstizione) della letteratura giapponese, ai suoi costumi e alla sua cultura.

La sensualità permea il romanzo dall’inizio alla fine. Decoin descrive anche azioni che a prima vista potrebbero sembrare volgari come se appartenessero alla sfera seducente della persona: in questo modo odori, suoni e comportamenti che vengono oggigiorno ritenuti sconvenienti nella maggior parte delle culture, vengono qui esaltati, poiché fanno parte del quotidiano della giovane moglie del pescatore Katsuro. È infatti Miyuki la protagonista del romanzo, è il suo viaggio – dal piccolo villaggio di Shimae alla capitale imperiale di Heiyankyo (come veniva chiamata Kyoto in passato) – quello che seguiamo, e che ha come obiettivo il portare le ultime carpe pescate dal defunto marito Katsuro nelle vasche sacre del Magistero dei giardini e degli stagni, di cui il villaggio di Shimae è il fornitore principale. Un viaggio certamente non facile per una contadina rimasta per ventisette anni racchiusa nelle “mura” fatte di boschi che contornano il villaggio, quasi destinato a fallire, ma che Miyuki è pronta ad affrontare per onorare l’improvvisa morte del marito, il cui ricordo vive nelle meravigliose carpe da lui pescate.

Da non sottovalutare l’aspetto storico del romanzo: Didier non si risparmia in spiegazioni sulla cultura e le usanze del tempo, integrate con sapienza nel testo tramite similitudini legate al mondo naturale. Ci troviamo davanti al mondo dal quale proviene Miyuki, quello dei poveri contadini, dei pescatori, dettato dalla superstizione e dai riti in favore delle divinità; e poi a quello delle prostitute, delle locande e dei bordelli, che ha regole precise e crudeli; e per finire il mondo della corte imperiale, legato a tradizioni dinastiche, assai più artificiale e falso di quello dei contadini.

Se sognate atmosfere languide capaci di risvegliare i vostri sensi, questo è il libro che fa per voi, preferibilmente letto durante le calde notti d’estate, o durante i numerosi acquazzoni estivi, ma godibile anche in queste giornate di settembre. Il picchiettio della pioggia sarà il sottofondo perfetto per tuffarsi in questo viaggio dei sensi con Miyuki.

Federica Messina

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