Svolta sul caso Cucchi, il trentenne romano deceduto in circostanze misteriose in seguito ad un arresto 9 anni fa

A distanza di 8 anni, dopo innumerevoli tentativi da parte della famiglia di Stefano, supportati dal popolo del web, di ottenere giustizia e chiarezza sulla morte del ragazzo, affiorano elementi di novità fondamentali per lo svolgersi del processo.

Stefano Cucchi fu arrestato nel 2009, per detenzione e spaccio. Venne trovato nella sua macchina in compagnia di Emanuele Mancini e, in seguito alla perquisizioni, furono trovati 21 grammi di hashish e tre dosi di cocaina. Stefano fu immediatamente preso in custodia cautelare in carcere. Già al momento del processo, Stefano presenta numerosi ematomi in volto e grande difficoltà a camminare e muoversi. Nonostante le sue precarie condizioni, la custodia cautelare viene stabilita anche in attesa dell’udienza per il processo che si sarebbe tenuto un mese dopo. Le sue condizioni fisiche piombano in un progressivo peggioramento, che lo porteranno alla morte una settimana dopo l’arresto, nell’Ospedale Sandro Pertini il 22 Ottobre 2009.

Il viso tumefatto di Stefano, di cui i familiari hanno condiviso le foto sui social, ha da subito scatenato i sospetti di molti, e soprattutto dei suoi cari, che richiedono da ormai molti anni che sia fatta luce sugli avvenimenti precedenti al 22 Ottobre.
In seguito a un tribulato procedersi di eventi giudiziari, nel 2012 i periti dichiararono che la causa della morte fosse da identificare con la mancanza di cure adeguate e malnutrizione. Per quanto riguarda le lesioni venne dichiarato che le cause possibili potessero essere riconducibili sia ad un pestaggio che ad una caduta, ma che “né vi sono elementi che facciano propendere per l’una piuttosto che per l’altra dinamica lesiva” . Molte le persone coinvolte nel processo, ma ancora nessun progresso reale per quanto riguarda le lesioni.

Su precisa richiesta dei familiari, nel 2015 la Procura di Roma riapre l’indagine, affidata al procuratore Giovanni Musarò.
E’ Ottobre 2018, e 9 anni dopo si ha una svolta. La famiglia di Stefano, soprattutto la sorella Ilaria, non ha mai smesso di lottare perché fosse fatta giustizia. E ad Ottobre 2018 assistiamo alla dichiarazione di Francesco Tedesco. Tedesco è uno degli imputati nel processo Cucchi, accusato di omicidio preterintenzionale. Egli ammette l’avvenuto pestaggio, dichiarando di essere stato presente alla violenza effettuata da Alessio di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, ma di non aver partecipato attivamente. Dichiara inoltre di aver tentato di fermare i due colleghi.

Determinanti saranno i prossimi avvenimenti, ma senza dubbio questa dichiarazione costituisce una svolta nel processo. Fa appello la sorella Ilaria ‘’Il muro è stato abbattuto. Ora sappiano che saranno in tanti a dover chiudere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi’’

Emma Battaglia

Un commento Aggiungi il tuo

  1. illettorecurioso ha detto:

    Finalmente una svolta, una magra consolazione in tutta la vicenda 😦

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