La guerra degli elfi: il fantasy leggero che cercavi

Cosa succederebbe se un adolescente inglese di nome Henry un giorno scoprisse che i suoi genitori stanno per divorziare e che il motivo della rottura è che sua madre si è scoperta lesbica, intraprendendo una relazione con la segretaria del padre? E che nel giardino del vecchio pazzoide da cui lavora d’estate (il signor Fogarty) è apparsa una strana fatina che dichiara di venire da un mondo parallelo?

Cosa succederebbe, inoltre, se nel famoso mondo parallelo un altro giovane ragazzo di nome Pyrgus Malvae, figlio del Re degli Elfi, venisse pedinato per essere ucciso da non si sa bene chi, e si imbattesse in una famosa fabbrica di colla in cui l’ingrediente segreto sono gattini neonati vivi? E che nel mentre rischia di essere sacrificato a un potente demone di nome Beleth, solo per essersi trovato nel luogo sbagliato al momento giusto?

Tutto questo, e molto altro, in realtà, ce lo spiega Herbie Brennan, scrittore irlandese che riesce a coniugare con questa serie fantasy umorismo e scienza in modo squisito. La guerra degli elfi è il primo libro della fortunata saga di Brennan, uscito per la prima volta nel 2003, con il seguito Il nuovo Re del 2004, Il regno in pericolo del 2006, Il destino del regno del 2008 e, a sorpresa, nel 2011, La figlia degli elfi, che narra le vicende a 15 anni dalla fine della storia di Henry.

Se cercate un fantasy senza tanti fronzoli, scorrevole, ironico e un pochino fuori dagli schemi, La guerra degli Elfi è quello che fa per voi. Il ritmo della trama è incalzante, i personaggi ben caratterizzati e decisamente poco politically correct (la madre di Henry è lesbica, il vecchio Fogarty rapinava banche e Bombix, uno dei proprietari della fabbrica di colla, è quanto di più simile a una Drag queen).

Indubbiamente si tratta di un romanzo di formazione, adatto a un pubblico anche abbastanza giovane, che narra in modo accattivante la maturazione di Henry, e in fondo anche di Pyrgus, attraverso avventure folli e intrise di magia. Nonostante questo, ritengo che anche un pubblico più adulto possa goderne a fondo, assaporando la sottile ironia di Brennan e la sua maestria nel mescolare temi aspri a una narrazione fantasy e spensierata.

Veronica Repetti

 

 

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