Forse non sapevate che… esiste una città utopica in India

Una città utopica dove ogni cittadino contribuisce attivamente allo sviluppo e al benessere della città suona come una lontana e inarrivabile fantasia, specialmente nel periodo di crisi economica e culturale che sta attraversando l’Europa in questo momento. Eppure questa utopia esiste: si chiama Auroville e si trova nello stato di Tamil Nadu, in India.
Fondata da Mirra Alfassa, la “Madre” dell’India spirituale, nel 1968, la città sta richiamando a sé un numero sempre maggiore di abitanti, che negli ultimi tempi arrivano a 2000 da tutto il mondo.

Questa piccola città si definisce universale, poiché ospita al suo interno cittadini provenienti da ogni parte del mondo che vivono in pace e armonia tra loro, mettendo da parte ogni differenza.
E oltre alle differenze, bisogna mettere da parte anche l’idea di possesso e avarizia per vivere ad Auroville: sebbene il sistema economico si basi su donazioni da parte di privati e finanziamenti del governo indiano (che è effettivo proprietario della Auroville Foundation, l’organo che si occupa del governo della città), ai cittadini viene chiesta – almeno per il primo anno di soggiorno – una contribuzione mensile se possibile monetaria, e di aiutare la comunità lavorando in cambio di una sorta di reddito di cittadinanza. I profitti vengono, difatti, spartiti con l’intera comunità. Per quanto riguarda l’insegnamento, esso è gratuito in quanto Auroville è stata ideata come città del progresso umanitario.

Non possiamo però illuderci che tale società utopistica non abbia i suoi problemi, sebbene sia partita da basi abbastanza solide e da idee altruiste. I villaggi che circondano Auroville non ne condividono lo stile di vita, ma riflettono la condizione più estrema del resto dell’India: in tempi recenti vi sono stati numerosi casi di rapimenti, stupri e omicidi. La sicurezza, quindi, è una delle cose sul quale la città dovrà lavorare molto in futuro, così come la gestione delle risorse e dell’economia stessa, di cui alla maggior parte dei residenti non è ancora ben chiaro il funzionamento.

È possibile diventare parte della società di Auroville? Sì, ma richiede impegno e costanza. Ci sono testimonianze di chi ha provato lo stile di vita “aurovilliano” e se n’è andato, segno che forse non è affatto facile vivere ad Auroville. Si diventa cittadini permanenti dopo aver vissuto attivamente per due anni in città, senza essersene mai allontanati. Se la richiesta di cittadinanza viene accettata, il nuovo cittadino deve piantare un albero, simbolo di vita e nuovo inizio (una delle attività principali di Auroville è, infatti, il rimboscamento delle zone desertiche dell’India).

Lati positivi e negativi, eppure Auroville esiste ormai da 50 anni e continua a crescere. Resta solo da vedere se la collettività riuscirà a resistere al ritmo frenetico e capitalistico del resto del mondo.

Federica Messina

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