La sicurezza degli Italiani voluta da Salvini: cosa contiene il Decreto Sicurezza

Il Decreto Sicurezza, approvato definitivamente dalle Camere il 28 novembre scorso, regola e modifica disposizioni negli ambiti di sicurezza nelle città, nella lotta al terrorismo, nel contrasto alla criminalità organizzata e nella disciplina dell’immigrazione. Diventato legge da pochi giorni, ha da subito iniziato a far sentire i suoi effetti. Facciamo il punto della situazione.

Il Decreto, che è anche il primo provvedimento in questa legislatura recante la firma del Ministro dell’ Interno Salvini, si ripropone di tenere fede a tutte quelle promesse fatte in campagna elettorale dallo stesso vice-premier riguardo la sicurezza degli italiani. Il provvedimento è stato inizialmente approvato dal Consiglio dei Ministri. A causa di alcuni dissensi da parte dei 5 Stelle, con alcuni senatori che hanno apertamente dichiarato di votare contro l’approvazione, il governo ha fatto ricorso al voto di fiducia per entrambe le Camere, ottenendo il lasciapassare con rispettivamente 163 sì e 59 no al Senato, e 336 voti a favore contro 249 contrari per la Camera.

Il Decreto contiene al suo interno un totale di 40 articoli pertinenti alle materie sopra citate, riportiamo qui quelle che sono le disposizioni principali:

Sicurezza urbana

Vero punto di forza del provvedimento, vengono qui regolate le norme riguardanti le invasioni di edifici non autorizzate, istituendo delle pene per chi compie atti del genere. Inoltre, punto estremante caldo del Decreto sono le disposizioni riguardo gli sgomberi, con le quali si da l’incarico alle Province di attuare ed eseguire i giusti provvedimenti e la possibilità di avvalersi della forza per contrastare eventuali resistenze. Continuando con le novità introdotte, sono stati confermati degli ingenti stanziamenti di fondi destinati a Vigili del Fuoco e Polizia di Stato. Le forze dell’ ordine sperimenteranno anche l’introduzione del taser nella schiera di strumenti a loro disposizione e dovranno inoltre vigliare su un nuovo reato che il Decreto introduce, quello di blocco stradale.

Lotta al terrorismo

Le nuove norme continuano andando a toccare l’attualissimo fronte della lotta al terrorismo, annunciando da ora in poi una forte stretta sui controlli riguardante chi noleggia furgoni o tir, i quali dovranno fornire informazioni dettagliate prima di procedere con l’utilizzo del veicolo, in modo da scongiurare ulteriori tragedie come quelle degli ultimi anni. Da sempre strumento di prevenzione in ambito sportivo, il Daspo verrà usato anche su tutti i soggetti che possano essere sospettati di terrorismo.

Lotta alle mafie

Il corposo provvedimento si conclude con le non meno importanti disposizioni in materia di lotta alla criminalità organizzata. Vengono aiutati così i Prefetti i quali, se dovessero rilevare delle anomalie all’ interno di enti locali o durante un appalto pubblico, con la loro segnalazione attiverebbero l’immediata nomina di un Commissario straordinario. Infine, buone nuove anche per tutti quegli immobili sequestrati alle mafie e di cui il destino è ancora incerto. Si avrà finalmente la possibilità di destinare tali proprietà a famiglie in gravi condizioni economiche, attraverso il cosiddetto “affitto sociale”.

Immigrazione

Per quanto concerne l’immigrazione, il decreto ha apportato notevoli cambiamenti rispetto al sistema legislativo preesistente, il che non ha mancato il suscitare di scalpori e proteste. In primo luogo il decreto prevede l’abolizione della protezione umanitaria, modificando così una tutela introdotta in Italia nel 1998. La protezione umanitaria verrà sostituita con la ”protezione speciale”, assegnata solo a chi risulti vittima di violenze, torture o persecuzioni, diversamente da quanto stabilito dall’articolo 10 della Costituzione italiana:

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Altro cambiamento previsto in materia di immigrazione consiste nell’aumento nei tempi di trattenimento per il rimpatrio nei CPR, che da 90 giorni si raddoppia a 180. Inoltre i fondi per effettuare i rimpatri saranno incrementati, prevedendo 1,5 milioni per il 2019 rispetto ai 500.000 per il 2018.

Per quanto riguarda gli SPRAR, i piccoli centri di accoglienza gestiti dai comuni italiani, non potranno più accogliere rifugiati, ma solo minori non accompagnati.

Il decreto ha introdotto la revoca della cittadinanza a immigrati nel caso di condanna per reati legati al terrorismo, e la revoca dell’asilo politico in caso di reati con condanna di primo grado, quali furto, spaccio o violenza sessuale.

 

                                                                                                                          Antonio Ruggiero ed Emma Battaglia

 

 

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