Una nuova Arabia Saudita?

L’attuale principe dell’Arabia Saudita Moḥammad bin Salmān Āl Saʿūd (MbS) è tra le figure più controverse del panorama politico internazionale.
Figlio dell’attuale re Salman, il principe MbS è di fatto alla guida dello Stato saudita, e mira a concentrare maggiormente nella sua persona un forte potere politico.

Nato nel 1985 nella capitale Riyad, bin Salmān inizia la sua carriera politica nel 2009 come consigliere del padre, ra a partire dal 2015.
Nello stesso anno viene nominato Ministro della Difesa e Presidente del Consiglio per gli Affari Economici e nel 2017 riceve il titolo di principe ereditario dopo la deposizione di Muhammad bin Nayef, nipote del re Salman.

Mohammad bin Salmān si è presentato agli occhi di tutti i media occidentali come colui capace di dare un volto nuovo all’Arabia Saudita e rompere con le dure tradizioni del paese.
Il progetto Saudi Vision 2030 ideato dal principe punta proprio a cambiare radicalmente l’economia e la società saudita.
Dal 2018 infatti le donne saudite possono ottenere la patente e guidare, andare allo stadio e gestire le proprie finanze o aprire un’attività senza necessitare del permesso del padre o del marito. Più recentemente, è stato aperto il primo cinema pubblico dopo anni, e ne saranno aperti altri duemila entro il 2030.
L’obiettivo principale del progetto Saudi Vision 2030 però è sicuramente quello di veder decrescere la dipendenza economica saudita dalle esportazioni di petrolio, attraverso un sistema di privatizzazioni e incentivi alle industrie non legate al settore dell’oro nero.

L’animo innovatore e benevolo del principe nasconde però una personalità brutale, capace di rendersi protagonista di innumerevoli atrocità.
Le bestialità commesse dall’Arabia Saudita durante la guerra in Yemen hanno oscurato ogni riforma sociale messa in atto da Salmān. Migliaia di civili sono stati uccisi dagli attacchi aerei sauditi, i quali sono stati spesso accusati di aver colpito intenzionalmente la popolazione.
La guerra mossa da Riyad e il blocco navale attuato dal governo saudita hanno fatto in modo che la crisi umanitaria nello Yemen assumesse proporzioni mai viste: secondo le Nazioni Unite sarebbero circa 13 milioni gli Yemeniti che rischierebbero di morire di fame se la guerra dovesse continuare anche solo per qualche mese.

Impossibile non menzionare l’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi dell’ottobre 2018. Figura critica ed influente nel paese ma considerato dal principe come una minaccia per la sua autorità, Khashoggi è stato fatto letteralmente a pezzi nella sede del consolato saudita ad Istanbul dove si era recato per ottenere alcuni documenti.

Salman e figlio Khashoggi.jpg
Il re Salman stringe la mano al figlio di Jamal Khashoggi. Il principe MbS subito dietro

L’operato del principe è quindi costellato di luci e ombre.
Nonostante le molte controversie egli gode di un’ottima fama in patria. La comunità internazionale non sembra per altro volersi sbilanciare troppo e Riyad continuerà a beneficiare economicamente dell’amicizia con la Casa Bianca.

La sua personalità forte non teme confronti e nessuno osa sfidarlo ma Moḥammad bin Salmān Āl Saʿūd è sicuramente un individuo da tenere d’occhio per gli equilibri geopolitici nel medioriente.

Luigi Maria Barbella

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