#MILLEMODIDI: love self love

Nel mondo del web ha da poco fatto capolino un nuovo hashtag dal nome curioso e dal significato estremamente positivo. Si tratta di #millemodidi, ideato dalle menti aperte e luminose di Le Sex en Rose, I’M the PH e Giulia Muscatelli. L’obiettivo? Riunire una community di donne intenzionata ad abolire il tabù della masturbazione femminile, attraverso il racconto delle proprie esperienze, l’ascolto ed il confronto reciproco. 

Le Sex en Rose, seguitissima su Instagram e quotidianamente impegnata nel dialogo aperto e positivo su temi legati alla sessualità, alla scoperta del proprio corpo e alla ricerca del piacere, definisce il loro progetto come «la prima narrazione della masturbazione femminile». È infatti evidente, nonostante oggi si parli apertamente di sesso e si ironizzi goliardicamente sulla ricerca del piacere maschile, che intorno al tema della masturbazione femminile aleggino falsi miti, imbarazzo, disagio e vero e proprio rifiuto. La radice di questa censura risiede nell’immaginario storico secondo cui la donna, mite e pura per natura, non ricerchi appagamento sessuale, e che esso appartenga invece totalmente al mondo maschile: basti dire che un tempo le donne che non nascondevano le proprie pulsioni erotiche venivano additate come malate e disturbate psicologicamente. Pensare che una donna pratichi autoerotismo è quindi, incredibilmente ancora oggi, legato ai campi semantici ed emotivi del senso di colpa e del disagio, con la diretta conseguenza che molte donne non solo non ne parlano liberamente, ma ne evitano l’atto stesso, poiché bloccate da un’implicita censura socioculturale. Niente di più sbagliato! La masturbazione femminile è, tanto quanto quella maschile, una pratica normalissima, un viaggio quotidiano attraverso il quale conoscere sé stessi, il proprio corpo e i propri desideri, ed è anche – ma solo alla fine – utile ai fini di vivere in modo più completo e sereno il sesso con un partner. 

È giunto dunque il momento di abolire, non solo nella percezione femminile ma nell’intero immaginario comune, l’idea che la masturbazione sia qualcosa di sporco e da nascondere con ossessione. Anzi, secondo i tre promotori del progetto, non si tratta d’altro che d’«un atto d’amore», e #millemodidi intende collezionare le diversissime e mutevoli esperienze con le quali le donne amano il proprio corpo e sé stesse, attraverso di esso. 

La campagna ha riscosso da subito notevole consenso nel mondo del web, e molte donne stanno contribuendo a costruire questo «raccoglitore digitale» raccontando, attraverso immagini e parole, il loro favoloso modo di. Un messaggio estremamente positivo, che nutre la speranza di abolire un tabù culturale, e di aiutare molte donne a superare i propri blocchi e a scoprire le mille vie del piacere autoindotto. Sapevi che ne esistono di infinite? 

 

 

Valentina Villani

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