@eva.stories, l’Olocausto su Instagram – The girl with the Instagram

“Ciao, mi chiamo Eva. Benvenuti sul mio profilo! Seguitemi! Questa è la mia pagina per pensieri casuali, cotte, il mio hashtag #bff. Un giorno sarò una famosa reporter, ma per ora vivo con i miei nonni […] da oggi devo documentare tutto ciò che ci accade!”

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Eva Heyman era una ragazza ebrea, di 13 anni e di origine ungherese. Durante il 1944 tenne un diario, nel quale descrisse la sua vita sotto l’occupazione nazista della Germania. La sua storia termina tragicamente, dal momento che lei morirà nei campi di sterminio.

Il suo diario sarà pubblicato con il titolo Il diario di Eva Heyman ed è nel Maggio di quest’anno che viene realizzato il progetto Eva Stories, con l’intenzione di trasporre sulla piattaforma di Instagram estratti del suo diario proprio sottoforma di stories.

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Le stories iniziano a documentare la quotidianità di Eva a partire dal 13 Febbraio. Ci viene mostrata sua cugina, la sua migliore amica, il suo fidanzatino, la farmacia dei suoi nonni, la sua intera famiglia, ma mano a mano viene anche mostrato ciò che per lei sta cambiando: le prime discriminazioni, l’instaurazione delle prime leggi razziali, la conquista vera e propria della sua città da parte dei nazisti, la sua successiva vita nel ghetto e il suo arrivo nel campo di Auschwitz il 2 giungo 1944. 

“This yellow star patch sits right over my heart. I feel that with it on me anyone can do whatever terrible things they want to me”

“The Nazis are moving from one jewish home to the next. They go in and take whatever they want. I’m sure we are next”

Le paure più profonde si fanno sempre più forti e concrete in Eva, ma con esse si fa strada anche un profondo senso di ingiustizia e il suo desiderio di diventare fotoreporter diventa a questo punto una missione e uno stimolo per trasmettere la cruda verità di ciò che sta accadendo.

Le stories si concludono nel mese di giugno, mese in cui Eva e i suoi nonni furono deportati nel campo di Auschwitz. A tutte queste stories se ne aggiungono una serie in cui viene scritto insieme ad altro: “non sapremo mai cosa Eva provasse quel giorno, perché ha interrotto la scrittura del suo diario il giorno prima, ma conosciamo alcuni dettagli”; i dettagli che si conoscono sono che Eva ha preso quel treno senza sua madre e il suo patrigno, entrambi sono fuggiti dalla deportazione e sono sopravvissuti alla guerra, viene inoltre raccontato che Eva fu stipata in un vagone con oltre 80 persone e solo due secchi: uno per l’acqua e uno da usare come bagno. Il viaggio durò quattro giorni e la destinazione finale era il luogo che Eva temeva di più, ovvero la Polonia. 

Il 17 Ottobre Eva non superò la selezione di Mengele a causa delle ferite riportate sui piedi e per questo venne mandata alle camere a gas.

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Il progetto è stato scritto da Mati e Maya Kochavi, rispettivamente padre e figlia: “É una storia importante da raccontare ed è il motivo per cui ci siamo ritrovati sui social e abbiamo scoperto che Instagram era il modo migliore per raccontarla” (oggi ancora di più e e non solo per i più giovani, aggiungerei).

Valentina Rosselli

Un commento Aggiungi il tuo

  1. illettorecurioso ha detto:

    Davvero un bel progetto ❤️

    Piace a 1 persona

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