Incidente nucleare in Russia, tra Putin che nega e Trump che provoca

La sottile parete diplomatica che si erge tra le più importanti potenze globali inizia a mostrare dei cedimenti, ed è l’ incidente nucleare avvenuto in Russia ad originare la prima crepa.  Sono le 7.59 di giovedì 8 agosto quando, nella regione russa di Arkhangelsk che affaccia sul Mar Bianco, su una piattaforma marina di fronte alla base missilistica Nyonoska, ha luogo un incidente nucleare che ha causato 7 morti e 15 feriti. L’ ondata radioattiva generata dall’incidente ha raggiunto il centro abitato più vicino alla base, il villaggio di Severodvnisk, dove le centraline di controllo hanno rilevato un livello di 1,78 microsievert. Tali dati sono stati poi cancellati dalle autorità locali, ma corrispondono  ad un livello di ben 16 volte superiore a quello di radioattività naturale.

Il missile coinvolto

Dopo le prime indiscrezioni, Rosatom , l’agenzia governativa incaricata del nucleare, è uscita allo scoperto ammettendo che l’incidente ha coinvolto un missile “con fonti isotopiche nel motore a propellente liquido”. Da questa dichiarazione, media ed esperti ipotizzano che il missile in questione sia il missile da crociera che risponde al nome di Burevestnik, nome in codice Nato SSC X9 Skyfall , in quanto è l’unica testata esistente con un doppio sistema di propulsione propellente liquido/nucleare. Tale missile ha fatto parte dell’ insieme delle nuove armi di livello superiore che furono fieramente presentate dal Presidente Vladimir Putin in un annuncio alla nazione risalente al marzo dell’anno scorso. Tali armi sono ancora, ora più che mai, in una difficile fase di sviluppo che ha visto diversi fallimenti e crash avvenuti durante i vari lanci di prova delle testate.

I dettagli dell’incidente

Proprio uno di quei crash avvenuti in mare rappresenta l’incipit dell’ incidente di cui stiamo parlando. Il momento cruciale è stato quando, recuperata la testata dalle acque del Mar Bianco, i tecnici l’hanno issata per poterla adeguatamente portare su un’imbarcazione e recuperarla. Qui si è verificata la perdita del liquido propellente che, incendiandosi, ha portato all’esplosione del missile che ha liberato gli elementi radioattivi contenuti nel reattore nucleare che ha all’interno, ferendo tutti gli operatori  presenti.  La nube radioattiva che si è sprigionata ha raggiunto la cittadina di Severodvnisk, costringendo le autorità ad emanare un ordine di evacuazione per i 450 residenti, ordine che poche ore dopo viene prontamente revocato dallo stesso governo che, preoccupato, magari, di ammettere l’effettiva pericolosità della situazione e quindi di mostrare debolezza nei rapporti internazionali, rassicura abitanti e media, definendo l’accaduto una tragedia e proclamando “eroi” i 5 tecnici che hanno perso la vita, ma che non si sbilancia e non si azzarda a giudicare come problematica una situazione che alcuni esperti internazionali non esitano a metterla a confronto con il disastro di Chernobyl.

I risvolti sul piano internazionale

Come detto dall’inizio, l’incidente non poteva non influenzare lo scacchiere internazionale.  Le ricerche che i media di tutto il mondo stanno effettuando sui dettagli dell’accaduto mettono in una situazione scomoda il Cremlino che si ritrova colta in flagrante a testare dei sistemi bellici a una sola settimana di distanza dalla scadenza dell’ accordo internazionale INF firmato dall’allora URSS ed Usa proprio per porre fine alla spinosa vicenda dei missili nucleari di medio raggio stanziati all’epoca  in Europa dalle due potenze. Oltre alle tensioni del passato, nuovi attriti più attuali si riaccendono con l’intervento del Presidente Trump, che ha prontamente twittato nel momento in cui sono emerse informazioni affidabili: “un’ esplosione di Skyfall, noi abbiamo una tecnologia simile, ma più avanzata…stiamo imparando molto dall’incidente in Russia”. Viene spontaneo pensare a come questa dichiarazione possa essere una dimostrazione di supremazia da parte del Presidente americano che si fa beffe del suo omonimo russo. Intanto, esperti internazionali  ipotizzano come il governo di Putin, ormai “scoperto”, inizi a testare nuovi soluzioni nucleari con l’intento di intimidire Usa e Cina, con il fine di portarli a nuovi accordi che possano limitare schieramenti militari in zone strategiche (ma non effettivamente facenti parte di nessuna delle tre potenze) in quello che ricorda sempre di più un triste scenario di guerra fredda.

Antonio Ruggiero

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