Ricerca scientifica sui macachi: animalisti in rivolta

L’Università di Torino, e in particolare il neuroscienziato Marco Tamietto, si trovano nel mirino degli animalisti a causa di un progetto di ricerca volto al recupero della vista per pazienti ciechi. Il progetto, nato da una collaborazione tra l’Università di Parma e l’Università di Torino con il nome ”LIGHTUP-Turning the cortically blind brain to see”, prevede una parte di sperimentazione animale effettuata sui macachi, in quanto questa specie animale presenta le caratteristiche più affini alla specie umana.

Il professore è stato accusato da parte della comunità animalista di togliere la vista ai macachi, informazione rivelatasi errata come da lui segnalato in un’intervista con La Stampa:

”Viene creata una micro zona d’ombra sull’occhio dell’animale attraverso un intervento chirurgico. Da questo momento in poi si studieranno i metodi di cura”

Infatti, le ricerche sugli animali necessitano di essere approvate da parte del comitato etico prima di poter essere condotte e in questo caso la ricerca è stata approvata da parte del comitato etico dell’Unione Europea, dell’European Research Council, dell’Università di Torino e dell’Università di Parma.

Le procedure di approvazione non sono affatto semplici ed è necessario presentare un quadro completo della ricerca, così come le prove della reale necessità di un determinato numero di animali.

Ma le spiegazioni di Marco Tamietto non sono state sufficienti a sedare l’animo infervorato degli animalisti. Le proteste e le intimidazioni sono culminate in una lettera minatoria anonima recapitata all’Università di Torino, con un proiettile allegato ad essa:

”Non sei un ricercatore, sei un bastardo assassino. Tamietto, colpiremo duro te o la famiglia”

A seguito di questa pesante minaccia, la Polizia apre un’inchiesta alla ricerca del responsabile e l’Università di Torino esprime la propria solidarietà  al collega e alla sua famiglia, costretti ormai a girare con la scorta.

Le minacce non sono però sufficienti a fermare la ricerca, nella speranza che i risultati ottenuti e la possibilità di ridare la vista a migliaia di persone affette da cecità convincano anche gli animi degli oppositori.

Emma Battaglia

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