Tecniche di persuasione coercitiva: le fasi del lavaggio del cervello

Il termine ”lavaggio del cervello” riecheggia spesso nella nostra quotidianità, a partire dalle attribuzioni meno serie a quelle che invece rientrano propriamente nella persuasione coercitiva. Questo termine denota una serie di tecniche utilizzate da parte di un individuo o di un gruppo con lo scopo di indebolire l’autonomia di un soggetto, le cui credenze verrebbero sostituite e controllate. È necessario sottolineare che l’intera questione è ancora molto dibattuta tra scienziati e psicologi, in quanto la persuasione coercitiva può avvenire a diversi livelli ed essere messa in atto in modi differenti. Inoltre, molti tra gli esperti sostengono che queste tecniche non possano e non potranno mai essere categorizzate a livello scientifico.

L’espressione ”lavaggio del cervello” venne coniata nel periodo della Cina maoista durante gli anni ’50 in riferimento ad alcune tecniche utilizzate per manipolare gli ostaggi, minandone l’autostima e umiliandoli.

La locuzione venne anche utilizzata a proposito delle torture subite dai prigionieri di guerra durante la Guerra di Corea. In questo caso però, a differenza del trattamento dei prigionieri di guerra nella Cina comunista, non vi è evidenza di un effettivo tentativo di indottrinamento.

Negli ultimi tempi spesso con l’espressione ci si riferisce poi alle azioni di reclutamento e indottrinamento dei gruppi terroristici.

Il modus operandi del lavaggio del cervello segue un pattern abbastanza definito, costruito su più fasi.

Le tecniche di base corrispondono a:

Isolamento

L’allontanamento dagli altri e dal mondo esterno comporta una maggiore vulnerabilità dell’individuo, il quale non sarà più in contatto con idee contrastanti e quindi maggiormente soggetto all’indottrinamento.

Controllo

Il controllo delle informazioni alle quali l’individuo può accedere è fondamentale, perché tramite la censura è possibile limitare l’accesso ad opzioni alternative a quelle volute dall’indottrinamento. Questo passaggio è tipico dei sistemi dittatoriali, in cui la censura dei media gioca un ruolo centrale.

Incertezza

La fase dell’incertezza mira a minare l’autostima e le credenze dell’individuo, così da poterle sostituire con valori solidi e geometrici riguardo ad ogni campo della vita al quale ci si possa aggrappare per sfuggire all’incertezza.

Ripetizione

La ripetizione comporta un consolidamento delle credenze. Anche se in un primo momento l’individuo potrebbe non credere a quanto dice o compie, la ripetizione a lungo termine di alcune formule o frasi instaura alcuni meccanismi di risposta automatica nel cervello del soggetto.

Manipolazione emotiva

Il sistema più utilizzato è la manipolazione tramite la paura, ma non è l’unico. La ripetizione di suoni o di immagini rientrano nelle tecniche di manipolazione emotiva. Ad un certo suono o oggetto l’individuo sarebbe portato a fare determinate associazioni.

Le fasi appena descritte corrispondono a tecniche di manipolazione in cui ci possiamo essere imbattuti anche nella vita di tutti i giorni, sebbene possano queste essere state di minore intensità.

Emma Battaglia

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