Portraits – Lezioni di imprenditoria con Jeff Bezos e Amazon

Jeff Bezos nasce nel gennaio del 1964, figlio di una giovane ragazza che lascia il padre biologico per sposarsi con Mike Bezos, un esule cubano che lo adotta come figlio effettivo. Futuro genio dell’imprenditoria moderna, viene fortemente influenzato dal nonno nelle estati spese con lui nel suo ranch in Texas, dove fin da piccolo viene spronato a rimboccarsi le maniche per aiutare, dal riparare mulini a vento a castrare tori. Una volta adolescente, lavora per un’estate da McDonald’s dove vive un’esperienza da lui definita “miserabile”, ma che instillerà in lui quella determinazione a volersi mettere in proprio che lo segnerà per tutta la vita e da dove avvia la sua prima attività. Il suo progetto “Dream Institute” consiste in un campo estivo dove insegnare ai ragazzi il pensiero creativo in cambio di 600 dollari. Si iscrivono in sei.

Contemporaneamente continua e conclude gli studi, si laurea a Princeton con specializzazione in informatica, grazie alla quale riceve importanti offerte di lavoro da società del calibro di Intel, tutte sistematicamente rifiutate da Bezos, che continua ad inseguire il sogno di essere a comando della sua impresa. Dopo un paio di tentativi con delle start-up che non decollano, accetta un lavoro nel fondo finanziamenti D.E. Shaw nel quale, dopo quattro anni di carriera, diventa vice presidente. L’aver raggiunto una posizione lavorativa ragguardevole non riesce però a tenere a bada lo spirito imprenditoriale di Bezos. Nel 1994 viene a sapere che il web è cresciuto del 2.300% in appena un anno: era il momento di mettersi in gioco.
Inizia a stilare una lista di 20 possibili prodotti che può vendere online, per poi arrivare a decidere di puntare sui libri. Da qui abbandona il suo lavoro e si trasferisce con la moglie Mackenzie Tuttle dal Texas a Seattle nell’auto presa in prestito dal padre. Una volta trasferito, sarà lo stesso Bezos ad impacchettare i primi libri nel garage di casa sua per poi spedirli ai primissimi clienti. Avviata l’attività, viene anche registrato il sito con annesso dominio.  Il nome inizialmente voluto da Bezos era Cadabra Inc., ma viene presto cambiato sotto suggerimento del suo avvocato, in quanto fin troppo simile a “cadaver”, e, dopo alcuni tentativi, nel novembre del 1994 viene finalmente registrato l’URL “amazon.com” che tutti noi conosciamo.

In un solo mese di vita, Amazon vende e spedisce libri nei 50 Stati americani e in 45 Paesi all’estero, iniziando quella crescita che sarà segnata tre anni dopo, nel 1997, dalla quotazione in borsa. Da questo momento in avanti, Amazon non si ferma più: non solo e-commerce, negli anni infatti l’azienda conosce una crescita enorme anche grazie all’introduzione di servizi proprietari. Tra tutti il più importante è sicuramente Amazon Web Services, un insieme di servizi online, partito con i salvataggi in cloud per gli utenti, fino ad arrivare ad oggi con Prime streaming, che costituisce una grossa fetta dei guadagni del colosso americano.

Sulla strada del successo è impossibile non incappare in fallimenti. Non ne è esente lo stesso Bezos, che non nasconde quelli commessi ma che anzi ne fa spesso un esempio.  Un paio di siti acquisiti nella fine degli ani ’90 si rivelarono un buco nell’acqua costato diverse centinaia di milioni di dollari, ma il fallimento più clamoroso è certamente il Fire Phone, progetto costato 170 milioni di dollari che attesta il tentativo di Amazon di entrare nel fertile mercato smartphone. Dopo questo flop, Amazon accantona definitivamente l’idea.
Ma un self made man come Jeff Bezos non può che farsi forte degli insuccessi:

“Gli esperimenti sono per loro stessa natura inclini al fallimento. Ma anche pochi, grandi successi, possono compensare dozzine di attività andate male”

La capacità e lo stimolo imprenditoriale di Bezos non si ferma. Nel 2013 rileva e acquista il Washington Post per 250 milioni di dollari, nel 2017 acquisisce la catena di negozi Whole Foods per 13 miliardi e nello stesso anno arriva la certificazione ufficiale da Forbes: quell’uomo che impacchettava libri nel suo garage è ora il più ricco al mondo, con un patrimonio stimato di 112 miliardi di dollari.

Oggi Amazon è davanti agli occhi di tutti (impossibile non conoscerla anche se non si è mai fatto un acquisto online) e porta la firma e rappresenta il coronamento di un sogno, un’idea (tutt’altro che conclusa) di un uomo che grazie al suo pensiero creativo e spirito di innovazione ha cambiato il mondo.

Antonio Ruggiero

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