I 500 ANNI DI RAFFAELLO

L’anno appena terminato è stato ricco di celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, e anche il 2020 si prospetta carico di arte ed eventi straordinari: quest’anno infatti ricorre l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Raffaello.

Raffaello Sanzio nacque nel 1483 ad Urbino e morì a soli 37 anni il 6 aprile 1520 a Roma. Insieme a Leonardo e Michelangelo fa parte della triade degli artisti per eccellenza del Rinascimento.
Le celebrazioni per il cinquecentenario cominciano ovviamente dalla sua città natale, Urbino, ma continueranno per tutto l’anno in varie città, italiane e non solo; tra i tanti eventi celebrativi in programma è importante menzionare quello che si terrà alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno: verranno esposte 200 opere, molte delle quali prese in prestito da altre istituzioni, in particolare dalla Galleria degli Uffizi. Tra le opere che arriveranno a Roma per l’occasione spicca il celebre Autoritratto, dipinto nel 1506.

Intanto, per chi non potrà godere dell’arte del maestro dal vivo, ecco un assaggio delle sue opere più importanti.

LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE (1503-1504): è un’opera del primo Raffaello dove possiamo ritrovare l’influenza del Perugino – l’opera infatti ricorda molto la “Consegna delle chiavi”, dipinta vent’anni da quest’ultimo.

SCUOLA DI ATENE (1509-1510): fa parte del blocco di affreschi delle Stanze Vaticane, ovvero le stanze del nuovo appartamento di Papa Giulio II. Quest’opera rappresenta una delle vie attraverso le quali si può arrivare a Dio: la filosofia. I personaggi sono infatti tutti grandi filosofi classici: al centro Platone (che indica il cielo) e Aristotele (che indica davanti a sé). Tra gli altri ritroviamo anche alcuni filosofi rappresentati con le fattezze di contemporanei di Raffaello: in Euclide vediamo Bramante (architetto e pittore del Rinascimento) ed Eraclito – il personaggio seduto in primo piano – sembra invece Michelangelo.

INCENDIO DI BORGO (1514): anche questo affresco si trova nelle Stanze Vaticane; raffigura l’incendio scoppiato nell’847 in Borgo, quartiere vicino alla Basilica Vaticana. All’interno troviamo citazioni classiche, in particolare l’incendio di Troia con la fuga di Enea ed Anchise, ma ciò che salta subito agli occhi è l’influenza dello stile michelangiolesco, che rende i corpi di tutti i personaggi muscolosi ed eroici.

RITRATTO DI LEONE X CON DUE CARDINALI (1511): i personaggi rappresentati sono: al centro Leone X, ovvero Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, e al suo fianco i cugini Giulio De’ Medici (che sarà poi Papa Clemente VII) e Luigi de’ Rossi. Il protagonista della scena però è il colore rosso con le sue diverse tonalità.

CAPPELLA CHIGI (1513-1514): Raffaello è sempre ricordato per i suoi meravigliosi dipinti e affreschi, ma non dobbiamo dimenticare che fu anche un celebre architetto. Questa struttura, che si rifà molto all’arte classica, si trova all’interno della basilica romana di Santa Maria del Popolo e fu commissionata a Raffaello dal ricco banchiere senese Agostino Chigi.

TRASFIGURAZIONE: commissionata dal cardinale Giulio De’ Medici, Raffaello cominciò a lavorare a quest’opera nel 1518 ma non la portò mai a termine perché morì precocemente solo due anni dopo. Il dipinto è diviso in due parti: la parte superiore narra la trasfigurazione di Cristo, mentre in basso viene descritta la liberazione di un ragazzo indemoniato.

Marta Fornacini

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