Il fenomeno degli Incel

“La ribellione Incel è già cominciata. Sconfiggeremo tutti i Chad e le Stacys. Lunga vita al supremo gentleman Elliot Rodger”. Queste furono le ultime parole scritte su un post di Facebook da Alek Minassian, un giovane di 25 anni, prima di uccidere, investendo con un camion, 10 persone e ferendone altre 13 a Toronto nel 2018. 
Nelle sue parole si trovano condensate le linee guida della comunità di cui egli fa parte e in nome della quale ha compiuto l’attentato: gli Incel. Questo termine è un’abbreviazione di “Involuntary Celibate” che si potrebbe tradurre in italiano con “involontariamente celibe”. Tale formula viene usata per indicare tutti quei ragazzi (ma anche ragazze), eterosessuali, che hanno delle difficoltà a rapportarsi con il sesso opposto e incolpano per questo le donne stesse: il sesso femminile viene considerato superficiale, interessato unicamente allo status sociale di una persona, l’aspetto fisico e la quantità di denaro posseduta. Le donne di questa natura vengono accorpate sotto la categoria di “Stacys”, come possiamo vedere dal post di Minassian. La controparte maschile, invece, viene definita “Chad”, termine che indica tutti quei maschi “alfa” che hanno un grande successo con le donne in virtù del loro aspetto fisico.

L’ossessione per l’aspetto esteriore è una delle caratteristiche più importanti del pensiero Incel; sui vari forum, da loro aperti, si possono osservare, difatti, numerose discussioni attorno alla conformazione fisica dell’uomo e della donna, con numerose tabelle che descrivono nei minimi particolari quali siano le caratteristiche fisiche più attraenti. Coloro che si ritroveranno all’interno delle categorie peggiori saranno destinati ad una vita senza un partner, che viene visto principalmente come partner sessuale: per gli Incel, “essere brutti” equivale ad avere un handicap. Questa “condanna” deriva dal fatto che le donne nell’attualità, grazie a movimenti come il femminismo, hanno acquisito una maggiore libertà nella scelta del partner, di conseguenza la competizione maschile per la ricerca di una compagna si è fatta più feroce. Coloro che sono consapevoli di questo “strapotere” sociale delle donne vengono definiti “redpillati”, riprendendo la metafora della “pillola rossa” di Matrix. Per questo motivo, tutti gli incel covano un grande risentimento verso la comunità femminile. L’accumulo di questo sentimento può portare a reazioni violente come nel caso di Elliot Rodger, il personaggio elogiato da Minassian. Elliot era un ragazzo statunitense che nel 2014 compì una sparatoria nel campus di Santa Barbara in California uccidendo 7 persone e ferendone altre 14: prima dell’attentato, egli aveva pubblicato su Youtube un video dove spiegava che il movente delle sue azioni era la frustrazione accumulata nei confronti delle donne per non aver fatto sesso con lui.

Gli incel sono il prodotto della società attuale e allo stesso tempo la sua estremizzazione. Essi rappresentano uno di quei fenomeni emersi grazie ad internet, come gli Hikikomori, che mostrano quali siano i punti deboli e le contraddizioni delle comunità sociali odierne. Sarebbe ora di prendere con maggior serietà queste “subculture” per capire quali siano le basi da cui partire per arrivare ad un miglioramento della società in cui viviamo.

Santiago Olarte

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