Il bavaglio alla cultura non funziona su Minecraft

La censura è un affare vecchio come il mondo: da quando esistono governi più o meno autoritari, la libertà di pensiero e di espressione sono sempre state ingabbiate e limitate. Le idee hanno il potere di far riflettere le persone, e il popolo pensante è nemico dell’autorità imposta.

Ancora oggi, nel mondo apparentemente sempre più “civilizzato” e democratico in cui ci troviamo a vivere, in molti paesi è presente una forma di censura più o meno accentuata. Il fenomeno però non riguarda solo i paesi che nell’immaginario collettivo vengono collegati ad una dittatura (dalla inflazionata e conosciutissima Corea del Nord, alla “Repubblica” del Turkmenistan, passando per Arabia Saudita e vari altri paesi e Stati mediorientali e africani). La tendenza a imbavagliare le coscienze e a redigere lunghe liste di argomenti proibiti riguarda anche paesi che riteniamo, per lo più, democratici e vicini a noi (esempio perfetto è il Messico, vicino di casa dei democraticissimi e liberissimi Stati Uniti).
In base al Rapporto Freedom of Press del 2017, 64 paesi su 190 non hanno una stampa libera, e le idee e gli argomenti leciti nel discorso pubblico vengono filtrati e passati al setaccio. Per questo motivo le contromisure per dare accesso alla popolazione di questi luoghi ad ogni genere di informazione stanno diventando sempre più fantasiose. In particolare, degna di nota è l’iniziativa di Reporter Senza Frontiere, organizzazione non governativa e non-profit, che ha creato una enorme biblioteca virtuale di materiale “proibito” in Minecraft, la Uncensored Library.

Il gioco, infatti, popolarissimo in tutto il mondo, viene venduto senza restrizioni anche in paesi che normalmente fanno della censura un proprio marchio di fabbrica. I server per il gioco online sono accessibili da ogni parte del globo, fatto che permette a Minecraft di essere fruibile da tutti allo stesso modo e senza barriere interne. Sfruttando questa potenzialità RSF ha creato una biblioteca virtuale, divisa in “aree” che corrispondono a diversi paesi che applicano la censura su libri o articoli. I giocatori che visitano la biblioteca possono entrare in una delle aree finora disponibili (Egitto, Russia, Arabia Saudita, Messico e Vietnam) e leggere libri e articoli che sono normalmente insabbiati nei rispettivi paesi.
Siete un giocatore dell’Arabia Saudita e volete leggere cosa scriveva di così scandaloso il giornalista Jamal Khashoggi prima che sparisse in circostanze misteriose? Nella sezione Arabia Saudita ci sono i suoi articoli. Così come gli articoli di decine di giornalisti russi, notoriamente indigesti a Putin, si trovano nella sala dedicata alla censura russa.

Il progetto è stato lanciato poco più di due mesi fa e sta raccogliendo innumerevoli adesioni da parte di giornalisti di ogni parte del mondo. La Uncensored Library è destinata a crescere ancora per molto tempo, senza che i vari governi possano mettere il bavaglio all’informazione: limitare l’accesso a singole mappe o a singoli server di Minecraft è impossibile, per cui l’unica arma che questi regimi hanno per combattere questo grandioso progetto è vietare del tutto la vendita di Minecraft nel paese.
La battaglia di Reporters Sans Frontières è appena iniziata, ma sembra già una vittoria.

Luca Negro

Per chi volesse scaricare la mappa, essa è disponibile sul sito ufficiale dell’iniziativa: https://uncensoredlibrary.com/en

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