Il viaggio alla scoperta della fede tra politeismo e cristianesimo di Ragnar Lothbrok

Immense distese di neve, sangue, battaglie, spietatezza, scene cruente. Questo è ciò che ci si aspetterebbe da una serie sui Vichingi e certamente Vikings, serie ideata e scritta da Michael Hirst per History Channel, non manca di tali elementi, che però fanno solo da cornice a un quadro ben più ampio.

Infatti, la vicenda storica portata avanti dal protagonista indiscusso della serie, Ragnar Lothbrok, ricalca i passi compiuti dai Vichingi, con estrema cura nella rappresentazione dettagliata del quadro storico, politico e sociale di un popolo così affascinante e una particolare attenzione per la sfera religiosa, che permea l’intera serie di un’aurea di magico misticismo. 

Il percorso di fede di Ragnar non è prevedibile fin dal principio poiché lui, così come i suoi compagni di viaggio, si dimostra un uomo estremamente legato alla propria religione e poco incline a discuterne i dogmi. Ma una razzia in un convento inglese lo porterà a conoscere il frate Athelstan e, a partire da questo incontro, i loro percorsi si intrecceranno indissolubilmente, marcando il succedersi degli eventi, a riprova di quanto l’aspetto religioso influisca sulle scelte politiche di Ragnar. 

La serie dà modo allo spettatore di conoscere la religione, le usanze e i costumi vichinghi e di comprendere il rapporto profondo e personale che lega gli uomini agli dèi. La religione vichinga è una confessione politeista che contempla numerosi dèi, tra cui Odino, Thor, Freyr e Loki, in una concezione lontana dal divino inteso in chiave contemporanea. Gli dèi, infatti, camminano tra gli uomini e hanno forma umana, con tutti i pregi e i difetti che ciò comporta, oltre a essere dotati di poteri divini. Nella narrazione di Vikings è evidenziato come la religione permei la quotidianità dell’uomo e la centralità che il culto svolge nelle decisioni, sia personali che comuni.

Nonostante le radici di Ragnar risiedano nel credo norreno, l’incontro con Athelstan e la graduale scoperta del cristianesimo lo conducono a una crisi spirituale che lo divide fra le due confessioni. Il suo percorso si svolge analogamente a quello di Athelstan che, a sua volta, grazie al contatto con una religione di più ampio respiro rispetto alla clausura cristiana, viene affascinato e trascinato in un vortice di perdizione e in un progressivo avvicinamento allo stile di vita vichingo. Acerrimo nemico del credo cristiano, nonché uno dei personaggi più ben caratterizzati e sviluppati della serie, è invece Floki, fedele amico di Ragnar e adoratore degli dèi, che si allontana da quest’ultimo per via del suo interesse nei confronti di una religione “pagana”.

Il lungo viaggio spirituale di Ragnar e Athelstan, tuttavia, volge al termine solo per Athelstan, che riesce a ritrovare il suo Dio e a ricongiungersi con il suo credo, ma in un modo del tutto nuovo. Non si può dire altrettanto, invece, per Ragnar, anche se, in compenso, questi trova alla fine un equilibrio tra le due religioni. Ciò dà voce a una visione più ampia della religione, nell’ottica di una dimensione spirituale che conduce addirittura il protagonista, nel momento in cui si trova a compiere delle scelte in relazione con gli altri nel proprio percorso di vita, a distinguere fra bene e male o fra giusto e sbagliato, piuttosto che attenersi pedissequamente ai dettami di una specifica divinità o ai dogmi della religione vichinga nel suo complesso.

Emma Battaglia

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