20 luglio: Día del Amigo in Argentina

Ogni paese del mondo ha le sue tradizioni. Alcune feste tradizionali sono molto antiche e risalgono a moltissimi secoli fa, altre sono “giovani”, nonostante le persone che le festeggiano non se ne rendano conto.

L’Argentina è un paese che raggiunse l’indipendenza, e quindi nacque, nel 1810 quando il vicerè spagnolo fu spodestato. Nonostante alla cultura europea possa far sorridere un paese che esiste da solo due secoli, gli Argentini sono molto legati alle tradizioni, anche se nate in epoca decisamente recente. La ragione di questo attaccamento alle tradizioni che gli Argentini considerano consolidate è forse riconducibile al patriottismo sfegatato che permette ad un popolo, che durante la sua giovane storia ha subito molti drammi (solo per fare un esempio durante il lockdown l‘Argentina è andata in default per la nona volta nella sua storia), di creare un forte legame con la visione della proprio paese e, perché no, scappare da una realtà che nessuno definirebbe rassicurante.

Gli argentini cercano di essere spensierati e felici, nonostante i problemi che sono costretti a portarsi dietro da duecento anni. Qualcuno, conoscendoli, potrebbe definirli superficiali ma la verità è che ogni popolo è segnato dalla sua storia e gli argentini preferiscono essere un po’ felici ogni giorno e per questo il loro calendario è costellato di giorni dedicati a qualcuno di particolare, oltre al giorno della mamma e del papà esistono ricorrenze come il giorno dell’insegnante, il giorno della mascotte, il giorno dell’infermiere, il giorno dello studente.

Di quest’ultimo conservo uno speciale ricordo: la ricorrenza cade il 21 settembre che è anche il giorno in cui nell’emisfero australe inizia la primavera, durante la mia infanzia quel giorno a scuola era dedicato ad una festa dove tutti i bambini si travestivano, si saltava metà dell’ore di lezione e tutti gli studenti giocavamo nel parco della scuola. Il travestimento che scelsi ogni anno dalla scuola materna fino alla mia ultima Festa degli Studenti fu la Primavera, era del resto il travestimento più gettonato fra le bambine e facevamo a gara fra noi per chi avesse i fiori di carta pesta più belli attaccati al vestito.

 

Durante questi giorni speciali, non viene richiesto niente di particolare se non fare gli auguri alla determinata categoria ed essere grati del loro sforzo giornaliero nel loro mestiere o nel modo in cui sono lì per gli altri, insomma un modo per ricordare che tutti sono importanti.

Una di queste ricorrenze che mi ha più colpito nella mia penultima visita al mio paese (oltre al giorno degli gnocchi, che cade ogni 29 del mese, dove la tradizione vuole che si mangiano gnocchi e sotto il piatto si mettano dei soldi, in segno di buon auspicio per la crescita economica) è stato il Día del Amigo, il giorno dell’amico.

Si festeggia il 20 Luglio e pochi sono gli Argentini a sapere come mai, e avere la memoria corta è decisamente una grande qualità in un paese costellato da crisi economiche e problemi che sembrano irrisolvibili. Dopo varie ricerche sono riuscita a ritrovare la ragione del perché in Argentina si festeggi quel giorno e non la prima domenica di agosto che è etichettato come il International Friendship Day.

Sembra che il 20 Luglio 1969, quando avvenne il primo allunaggio, Enrique Ernesto Febbraro, dentista porteño (originario di Buenos Aires) ma  anche studioso di psicologia, insegnante di Filosofia e Storia e speaker radiofonico, fu ispirato dall’evento e inviò mille cartoline in cento paesi diversi dove indicava quel giorno come una data importante per l’umanità: l’allunaggio poteva considerarsi un gesto di amicizia nei confronti dell’universo e degli astronauti visto che l’intera umanità era stata attaccata alla televisione preoccupata per i tre astronauti, l’amicizia avrebbe unito i popoli. Il risultato fu sorprendente: ricevette settecento risposte!!!

Enrique Ernesto Febbraro, durante la sua vita ricevette anche due nomine per il Nobel per la Pace.

Qualche fonte specifica che Febbraro fosse un massone e si identificasse particolarmente in Edwin Aldrin (all’epoca appartenente alla Loggia Massonica del New Jersey) , secondo uomo ad aver calpestato il suolo lunare durante la missione dell’Apollo 11 insieme a Neil Armstrong, e che fosse molto legato all’idea che la massoneria potesse essere un punto di incontro fra cittadini di tutte le nazionalità, razze, credenze religiose o politiche e ideologie. Ad ogni modo, le motivazioni del gesto rimasero sconosciute e mai chiarite dal diretto interessato se non in maniera confusa ma da quel momento in poi in Argentina il 20 Luglio è stabilito come il Giorno dell’Amicizia.

Ciò che mi ha più colpito di questa giornata speciale è il fatto che non sia una ricorrenza legata solo al mondo dei bambini, ma che la maggior parte degli adulti festeggia questo giorno. E’ scusa per preparare l’ asado insieme o una raviolada (pranzo o cena a base di ravioli, molto più adatta visto che luglio è un mese invernale) da condividere con gli amici più cari e tradizione vuole che ci si scambi del cioccolato,come segno di dimostrazione di affetto e rispetto reciproco.

Ciò che accompagna gli argentini in ogni momento, soprattutto quando si è fra amici, è il mate: un infuso ricavato da una pianta simile all’agrifoglio. La sua condivisione è un rito.

Negli ultimi anni mi sono resa conto della visione dell’amicizia nel mio paese di origine è molto diversa dalla visione che mi sono costruita vivendo in Italia per più della metà dei miei anni. Nonostante a prima vista l’amicizia fra Argentini possa sembrare superficiale, basata su divertimento e risate, per loro l’amicizia è per sempre sebbene la vita ci metta il suo zampino con la distanza, gli anni che passano e, perché no, le differenze che acquisiamo crescendo. E’ bellissimo per me sapere di poter contare su quegli amici che ho avuto durante la mia infanzia e che ho frequentato per nove anni scarsi della mia vita: nonostante passino anni senza vederci e mesi senza sentirci, so di poter alzare il telefono, scrivere loro un messaggio su Whatsapp e ricominciare da dove abbiamo lasciato. Se diventi amico di un argentino, lo sarai per sempre perché l’amicizia è un legame che non si corrompe mai.

Erika Manassero

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