I Luoghi del Cuore – Il treno delle meraviglie

I luoghi del cuore” è una campagna di sensibilizzazione del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che ha lo scopo di far conoscere e proteggere il patrimonio culturale e naturale italiano.
Si tratta di un censimento biennale dove sono proprio i cittadini a votare i loro luoghi preferiti; alla fine delle votazioni viene stilata una classifica e le tre località più votate ricevono un contributo economico a sostegno di un determinato progetto. In alcuni casi invece i luoghi vengono presi in gestione direttamente dal FAI, restaurati e riaperti al pubblico.
Quest’anno le votazioni per la decima edizione si sono aperte il 6 maggio, proprio durante il periodo di lockdown, e termineranno il 15 dicembre; l’hashtag utilizzato per promuovere la campagna, #ItaliaMiManchi, aveva la funzione di ricordare le bellezze della nostra nazione proprio durante il periodo in cui queste non potevano essere vissute, pubblicizzandole per farle diventare meta di vacanze tutte italiane. Tra le migliaia di fantastici luoghi in lista, vorremmo presentarvi una piccola perla del territorio del nord ovest, il treno delle meraviglie.

Il treno delle meraviglie corrisponde alla tratta che collega direttamente Cuneo e Ventimiglia, ma in realtà il viaggio può partire da Torino, e con un cambio si può arrivare in poco tempo fino alla città di Nizza.
La storia di questa tratta è strettamente legata a quella del regno sabaudo: nel 1853 Cavour ideò il progetto di una ferrovia che collegasse l’allora capitale del regno alla Costa Azzurra. I lavori cominciarono nel 1882 ma si interruppero molte volte a causa del tira e molla tra Italia e Francia: la ferrovia infatti passa per un lungo tratto anche sul territorio francese e quando fu inaugurata portò non solo molti vantaggi nel traffico tra Piemonte e Liguria ma anche tra Svizzera e Francia.
Attraverso i suoi infiniti ponti e gallerie, la tratta riesce a mettere in comunicazione molti paesaggi diversi tra loro: si parte dalle città della pianura piemontese per attraversare poi le Alpi Marittime e i piccoli paesi caratteristici della Val di Roya e arrivare infine direttamente sulla costa.
Tutta la ferrovia, partendo da Torino per arrivare a Nizza, è stata considerata una delle dieci linee più belle al mondo dalla rivista tedesca Horzu; oltre ad essere un patrimonio artistico e storico immenso ha anche un significato simbolico molto forte, è un’opportunità pratica di mettere in comunicazione due paesi, e restando in territorio italiano, due regioni, permettendo a molti ragazzi di viaggiare per studio e a molte famiglie di passare una giornata in costa azzurra.

Dagli anni ’80 però questa tratta è stata in parte abbandonata, specialmente a causa di diatribe sulla responsabilità di investimenti e lavori, che ferrovia italiana e francese si rimbalzano oramai da anni. Le corse al momento sono due al giorno, e ad orari molto scomodi sia per chi viaggia per studio o lavoro che per chi viaggia per piacere; spesso è direttamente chiusa a causa di lavori che puntualmente subiscono dei ritardi, costringendo a rimandare l’apertura anche di alcuni mesi.
Alcune delle realtà locali attraversate da questa ferrovia sono addirittura cadute in rovina da quando la tratta non viene più utilizzata come nel passato, come i piccoli paesi turistici che si trovano sia nella parte italiana che in quella francese.
Le richieste di queste comunità sono principalmente tre: rimettere in sicurezza la tratta, attraverso degli accordi tra i due paesi, aumentare la frequenza dei treni e attuare un collegamento diretto con Torino.
Molti di questi progetti potrebbero essere portati a termine proprio grazie ad un finaziamento del FAI, ma c’è bisogno del sostegno da parte dei cittadini che possono far sentire la propria voce grazie al voto.

I luoghi che si possono votare anche quest’anno sono moltissimi, per permettere ad ognuno di dare un aiuto concreto, con un clic, al proprio personale luogo del cuore.

Marta Fornacini

Link per votare il luogo del cuore
Tutte le immagini usate per questo articolo si possono trovare sul sito del FAI

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