MGTOW: Gli uomini che prendono la propria strada.

Da quando nel 2017 il movimento #MeToo, volto a contrastare la violenza sulle donne, ha portato di nuovo all’ordine del giorno le battaglie del femminismo sono venuti alla luce, specialmente in internet, numerosi movimenti in risposta al pensiero femminista. Questi hanno come obiettivo la rivalorizzazione del “ruolo” maschile all’interno della società, dal momento che l’immagine dell’uomo, secondo i membri di queste comunità, viene distorta nei discorsi femministi o nella cosiddetta “ideologia gender”. Tra questi, uno dei gruppi più interessanti è la comunità MGTOW (Men Going Their Own Way), che tradotto dall’inglese significa: gli uomini che prendono la propria strada.

Il nome di questa particolare comunità, che conta già più di 30000 partecipanti in tutto il mondo, ci suggerisce lo scopo principale che questi individui si propongono di realizzare: l’abbandono di ogni tipo di relazione con le donne. A differenza di altri gruppi, come MRA (Men Rights Activists), i partecipanti del MGTOW non compiono alcun tipo di attivismo per rivendicare i propri diritti, ossia i “diritti degli uomini”. Essi, invece, compiono una scelta più passiva, che ha alla base l’idea che le donne siano state programmate per rovinare la vita degli uomini e che questi ultimi siano le vere vittime delle relazioni eterosessuali. In questo modo cercano di isolarsi sempre di più dal mondo in modo da non avere alcun tipo di distrazione e sfuggire allo sfruttamento da parte del sesso femminile. Questa scelta viene compiuta avendo in mente un obiettivo maggiore, quello di “preservare e proteggere la propria sovranità al di sopra di ogni cosa”.

Questo processo di “liberazione” viene di solito strutturato in 5 step, ciascuno dei quali prevede un grado di “eremitismo” e misoginia sempre maggiore. Ad esempio, il “livello 0” consiste nel prendere la “red pill”, metafora presa in prestito dalla cultura pop, che consiste nella presa di coscienza della reale natura delle donne e del fatto che teorie come il “gender equality” siano una menzogna. Il “livello 1”, poi, si spinge più in là: in questo stadio gli uomini devono evitare ogni tipo di relazione a lungo termine con le donne, ma possono avere ancora delle relazioni sessuali occasionali che non implicano alcun tipo di impegno. Queste relazioni occasionali vengono eliminate nel “livello 3”. Gli ultimi due livelli sono i più ardui da raggiungere e consistono nella liberazione economica e sociale: l’individuo provvederà unicamente al proprio sostentamento, cercando di pagare il minor numero possibile di tasse di modo che non debba sostenere altri individui, ed eliminerà ogni contatto con la società rifiutando, il più possibile, ogni tipologia di interazione sociale.

L’allontanamento dalle donne, comunque, rimane il nucleo di questa comunità: non è un caso, infatti, che ritengano il matrimonio, secondo le parole di uno degli youtuber MGTOW più seguiti, “il peggior contratto che un uomo possa firmare”. Seguendo questa strada, pensano che gli uomini possano arrivare a vette di ingegno mai toccate finora. A questo proposito, i membri della comunità utilizzano spesso Nikola Tesla, uomo di grande ingegno che non si è mai sposato, quale esempio che incarna al meglio gli ideali a cui credono, specialmente una citazione dell’inventore che recita: “Non credo si possano nominare grandi invenzioni che siano stato fatte da uomini sposati”. Oltre a Tesla, i membri dell MGTOW si richiamano anche altri personaggi storici di grande importanza come “Schopenhauer, Tesla, Beethoven, Galileo o anche Gesù Cristo”.

Il moderno eremitismo, spinto da una forte misoginia, proposto dalle idee di questa comunità risulta interessante ma non è di sicuro una novità nel panorama odierno. La comunità MGTOW è da incorporare in quel panorama di gruppi, sorti negli ultimi decenni, come gli Incel o gli Hikikomori, che offrono una risposta al senso di smarrimento che il singolo prova di fronte ai grandi cambiamenti di un mondo sempre più interconnesso e globalizzato.

Santiago Olarte

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