Sailor Moon arriva sotto la Mole: riscopriamo la serie anni ‘90

“Non dobbiamo smettere di sognare…non dobbiamo rinunciare a quell’angolo segreto del nostro cuore dove coltivare le nostre speranze… l’amore può cambiare il mondo.”

-Sailor moon
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Per Usagi Tsukino (Bunny) le giornate si srotolano sempre sullo stesso nastro: scuola, amici, sala giochi, casa. E’ una ragazza dal sorriso grande, un po’ frignona e con i suoi buffi codini (odango) travolge tutti con una simpatia un po’ svampita.

Tutto normale fino a quella mattina in cui salva dalle grinfie di una banda di monelli una gattina nera con una strana voglia a forma di mezza luna sulla fronte…

Iniziano così le avventure della più amata eroina anni ‘90, la guerriera che veste alla marinara, Sailor Moon!

Fiorita dal tratto delicato di Naoko Takeuchi, il manga fin dagli albori ha viaggiato in tutto il mondo grazie alla trasposizione animata conquistando bambini e adulti.

D’altronde come non rimanere affascinati dal tripudio di buoni sentimenti, amore, solidarietà, coraggio che ne intesse la trama dai colori pastello.

Usagi sarà catapultata in una lotta a colpi di magia con esseri mostruosi e subdoli. Ma troverà delle alleate nelle sue compagne di squadra e nel misterioso Tukedo Kamen (Milord) per proteggere la terra dal Dark Kingdom e ritrovare la principessa Serenity dell’antico regno lunare.

Oggi per la gioia di tutti i fan, Sailor Moon approda sotto la Mole in occasione dei suoi 25 anni in Italia.

La mostra è stata inaugurata il 19 settembre 2020 al Mufant, il Museo del fantastico e della fantascienza di Torino e sarà disponibile per altri 4 mesi fino al 10 gennaio 2021. (abbiamo parlato del Mufant nell’articolo di Silvia Gemme https://thepasswordunito.com/2020/01/11/mufant-del-fantastico-e-della-fantascienza-di-torino/ )

Ma perché questo anime (per i profani: cartone animato giapponese) apparentemente infantile continua a emozionarci?

Cavalcando l’onda del pop giapponese nasce come genere mahō shōjo (“ragazza magica”) che unisce il romanticismo al fantasy, adatto ad un target giovanile non solo al femminile, ma coinvolgendo anche una buona fetta del pubblico maschile grazie all’inserzione di elementi fantastici e d’azione.

Ma il mondo delle Sailor nasconde un ventaglio di significati, topoi culturali, simbologie astronomiche e astrologiche.

Basta pensare al cognome della protagonista Tsuki che significa Luna, il satellite da cui provengono i suoi poteri e perfino il suo nome strizza un occhio al folklore giapponese e cinese: l’ideogramma usato per Usagi rappresenta il coniglio, e si dice secondo la leggenda che questo animale abiti la superficie lunare impastando i mochi e che i crateri lunari ne ricordino le sembianze.

La leggenda del coniglio della Luna

La serie animata è diventata anche simbolo di inclusività e porta lo stendardo arcobaleno della comunità LGBT+.

L’ideologia della storia infatti si basa sull’idea dell’Amore totalizzante, senza barriere di genere e stereotipi,ricco di sfaccettature.

Purtroppo la censura italiana ne ha massacrato il bellissimo messaggio con una serie di taglia e cuci a dir poco brutali.

Come ad esempio per le due guerriere Sailor Neptune e Sailor Uranus, legate da un sentimento profondo e passionale, che il nostro Paese ha trasformato in un’”amicizia stretta”.

Capitolo 2 - A new feeling - Last Wings
Sailor uranus e Sailor Neptune

Nella quinta e ultima stagione entrano in scena le Sailor Starlights che nella vita quotidiana sono tre ragazzi membri della band Three Lights. Possiedono un’identità fluida che viene accolta senza stupore dalle compagne. Questi tre personaggi sono stati vittima perfino delle critiche feroci della psicologa Vera Selpoj ritenendo che fossero un cattivo esempio per i bambini esposti al pericolo di diventare omosessuali proprio a causa di quella trasformazione.

Stage On | Sailor Starlights/Three Lights Full Album | Sailor Moon  [Fanmade] - YouTube

La Mediaset ha rattoppato alla buona facendo passare la versione femminile come le gemelle dei ragazzi chiamate durante le battaglie.

La censura non ha risparmiato nemmeno i cattivi della serie mutando in donna Zachar, la dolce metà della coppia gay sfruttandone i tratti androgini.

Le scene CENSURATE dei cartoni animati! - Pagina 5 di 6

Anche Occhio di pesce è reso al femminile nonostante nella versione originale fosse un uomo che portava con disinvoltura abiti attillati, trucco estroso, gioielli…

LGBT animati

Questi non sono che i casi più eclatanti, ma non gli unici.

Si può parlare di vera e propria profanazione culturale nei confronti del Giappone dove l’attrazione per una persona dello stesso sesso al di fuori di una relazione non è un taboo, anche se a quanto pare non è lo stesso per l’Italia che cancella impunemente episodi di fascinazione e ammirazione sia morale che estetica fra due donne o due uomini.

Il reboot uscito di recente “Sailor Moon Crystal” tenta un avvicinamento all’originale, non solo nei temi, riportando alcune scene precedentemente censurate, ma anche nella grafica più simile allo stile della Takeuchi.

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Questa mostra non rappresenta soltanto un tuffo nostalgico nell’infanzia ma potrebbe essere un’occasione per recuperare degli appuntamenti mancati con queste tematiche che oggi scottano sempre di più e meritano di essere comprese dal pubblico italiano senza distinzioni di età.

Arianna Guidotto

Un commento Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Sia il manga che l’anime sono stati dei lavori stupendi, molto avanti per quanto riguarda le tematiche affrontate come ad esempio i diritti delle donne e la tematica del l’omosessualità, tematiche affrontate con grande maturità. Sono cresciuto guardando il cartone e tutt’ora considero Sailor Moon come un punto fondamentale per quanto riguarda il panorama dei manga.

    "Mi piace"

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