PlayStation 5, la rivoluzione di Sony

La next-gen videoludica è finalmente realtà. Con l’uscita della console ammiraglia di Microsoft, Xbox Series X, il 10 novembre e l’arrivo imminente di PlayStation 5, scorte permettendo, sarà il momento per i due colossi del settore di dare nuova vita a quella console war che, ora come non mai, è entrata nel vivo. Sembra quasi indubbio che le sorti della sfida per accaparrarsi il maggior numero di clienti diano come vincitrice (senza lasciare stupito nessuno) la casa giapponese, che con la sua ultima creazione, in uscita il 19 novembre, ha già segnato i primissimi sold-out ad un mese dall’apertura ufficiale dei preordini.   

Se la concorrenza sta spostando la propria idea di gaming in direzione del cloud e della compatibilità multipiattaforma dei giochi, Sony conferma invece la sua idea di gioco vecchio stampo con una PlayStation 5 che fonda la sua bellezza, garantendo affidabilità anche in questa generazione, con un ecosistema chiuso, pensato per offrire prestazioni di alto livello, con componenti creati su misura, integrati nella nuova APU creata da AMD. Il chipset presenta una CPU Zen 2 composta da 8 core e 16 thread con frequenza variabile a seconda dei processi da elaborare, architettura da poco arrivata anche sul parco PC. La GPU si regge invece sull’architettura RDNA 2 che, con le sue 36 unità computazionali, arriva ad una frequenza variabile di 2.23 GHz che erogano un massimo di 10,28 TFLOPs, andandosi ad attestare un gradino al di sotto della concorrente XBOX, ma recuperando con le potenti capacità della nuova SSD. Entrambe assicurano un supporto completo al 4K e al refresh rate di 120hz.

La punta di diamante di ciò che si nasconde sotto la futuristica macchina da gioco è proprio l’SSD. La nuova memoria a stato solido permette di fare, a detta di Sony, da spartiacque tra PS5 e tutto ciò che esisteva prima, promettendo un abbattimento impressionante dei tempi di caricamento insieme all’intento di trasformare il game design così come lo conosciamo. È qui che risiede il vero salto di qualità di questa next-gen : con la nuova SSD, le nuove memorie già introdotte nell’ambito del PC gaming ma ancora non sfruttate a pieno, si potrà veramente fare l’azzardo. La memoria installata nella PS5 ha una capacità di 825 GB, di cui 667 GB utilizzabili per i giochi, mentre assicura un trasferimento dati da 5.5 GB/s in raw, per poi arrivare a 9 Gb/s in modalità dati compressa. PlayStation lascia inoltre la porta aperta per eventuali upgrade, prevedendo uno slot NVMe, con il supporto per altri SSD di tipo PCI 4.0. L’innovazione portata da Sony con questa SSD è già tangibile, basti vedere l’utilizzo fatto dal nuovo Rachet & Clancy Rift Apart, dove cambiare il mondo di gioco non richiede neanche un intero secondo, per capire le future possibilità di questo promettente hardware.

Oltre le potenti capacità dell’SSD, la vera rivoluzione sta nel controller. Il nuovo DualSense (già il cambio rispetto al vecchio nome DualShock 4 fa intendere la direzione presa) punta tutto sul feedback aptico basato su nuove tecnologie di vibrazione, che gli permetteranno di vibrare tra le mani del giocatore con diversi gradi di intensità a seconda dello scenario che ci si presenta davanti. Anche il lato estetico è cambiato e, oltre al colore che è complementare a quello della console, si presenta più grande rispetto al predecessore, con una vera chicca : la texture che ricopre le sezioni bianche del controller è formata dai minuscoli simboli degli iconici 4 tasti Sony. Ulteriore feature sono i nuovi grilletti adattivi che ora, a seconda delle scelte degli sviluppatori, potranno fare più resistenza alla pressione man mano che il tasto viene compresso. 

Un grande passo in avanti si registra anche per quanto riguarda l’interfaccia della console, decisamente più pulita e lineare, con le Schede attraverso cui si interagisce con i giochi, un Centro di controllo per le notizie sul titolo in esecuzione e le Attività, che promettono una forte integrazione con il gioco in tempo reale. I Party saranno ancora più integrati ora nell’ecosistema Sony, insieme ai Messaggi, resi ancora più comodi grazie al riconoscimento della dettatura vocale che si integra perfettamente con il microfono integrato del DualSense.

Purtroppo però, non è mai tutto oro ciò luccica e la PlayStation 5, per quanto affascinante, non è da meno. Non sono pochi infatti i difetti della nuova ammiraglia Sony: alcuni possono essere sbrigati con un update, altri richiederanno invece che i giocatori ci facciano l’abitudine. 

Partiamo dalle dimensioni, le quali sono da annoverare nell’elenco difetti. Per quanto la nuova console abbia un design decisamente accattivante, non si può dire che sia pratica. Nella versione standard con lettore ottico la PS5 (messa in verticale) è alta 39 cm, larga 10,4 e profonda 26 cm, diventando così la console più grande mai proposta da Sony, battendo anche un capolavoro d’ingombro qual era la PS3 Fat. Un colosso dalle dimensioni notevoli che darà certamente più di un problema quando, tirata fuori dalla scatola, si dovrà scegliere il posto adatto alle sue misure. 

La nuova PS5 si porta con sé un vecchio problema, ovvero il mancato supporto ai monitor con risoluzione 1440p nativa. Se collegata ad uno schermo di questo taglio, la console lo riconoscerà come un monitor 1080p, attuando un upscaling che finisce per ridurre la qualità. Questa mancata compatibilità è un difetto difficile da digerire ma soprattutto da capire, data la vasta diffusione che i monitor 2k hanno avuto negli ultimi anni. 

I dubbi più grandi rimangono invece su altre due questioni, retrocompatibilità in primis. Sono poche le certezze che ha dato Sony su questo argomento. Oltre alla conferma del servizio PlayStation Plus, dal quale potremo accedere ad un parco titoli di tutto rispetto che conta i grandi successi della ormai vecchia generazione, non è ancora chiara la situazione di una retrocompatibilità completa in tutto e per tutto. 

Ma ciò che lascia l’amaro in bocca più di ogni cosa è la scarsa quantità di giochi al lancio. Oltre a Spider-Man: Miles Morales e Rachet & Clank, i giochi disponibili da subito non sono proprio dei tripla A. PS5 non può certo vantare di avere grandi sorprese per chi compra la console al lancio e i fan, oltre agli ovvi titoli di terze parti resi compatibili, non potranno provare delle esclusive in grado di far apprezzare a pieno il nuovo acquisto. 

PlayStation 5 non gode certo di un lancio tra i più fortunati ma i numeri parlano chiaro: i negozi, fisici e online hanno registrato fin da subito il sold out e si attende la conferma da parte di Sony per dare il via ad una nuova ondata di ordinazioni. Il 19 novembre è vicino, resta solo da attendere la reazione della comunità di giocatori, per capire se, anche se con delle scelte stilistiche un po’ azzardate, la Sony sia riuscita a far centro.

Antonio Ruggiero

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