“Senza farmi male”: disco di esordio di Edoardo Nocco

In occasione del lancio del suo primo disco, The Password ha intervistato Edoardo Nocco, per comprendere più a fondo cosa si cela dietro alle sue composizioni così originali. Lo stesso Edoardo non riesce a racchiudere la sua musica sotto un’unica etichetta di genere ma, piuttosto, in un insieme di influenze artistiche che rimandano al cantautorato, alla musica pop e indie. Tali sfumature sono frutto di un percorso musicale di lunga durata che ha permesso a Edoardo di sviluppare una propria identità artistica. Lui ha infatti sempre ricercato un equilibrio tra la propria necessità di esprimersi e la tecnica, acquisita durante gli studi al Conservatorio di Cuneo.

Edoardo ci racconta di essersi appassionato alla musica fin da piccolo grazie al fratello Andrea, musicista anche lui già in tenera età, e al nonno, la cui musica gli è stata trasmessa attraverso le numerose videocassette in cui suonava il mandolino. Ci spiega che l’approccio alla musica è stato dettato da una necessità espressiva, un bisogno naturale di esprimere la sua creatività che solo successivamente si è tradotto in scelte professionali. Edoardo ha iniziato a comporre all’età di 14 anni, e solamente con la fine del liceo ha individuato nella musica non solo un mezzo di espressione, ma anche la possibilità di un futuro lavorativo. Ha aperto il suo studio di produzione, Hill Studio Production, nel suo garage e ha già avuto l’occasione di produrre brani e dischi di molti giovani savonesi. Successivamente la scelta del Conservatorio: Edoardo si è laureato presso il Conservatorio di Cuneo e sta tutt’ora continuando il suo percorso di studi.

Com’è nata l’idea del disco?

Il disco è frutto di un’idea nata un anno fa dalla necessità espressiva di comunicare qualcosa ed iniziare un progetto, di cui il disco costituisce il primo passo. Ogni pezzo è uno spaccato di vita e di esperienze, il cui comune denominatore è la volontà di trasmettere un senso di speranza e di rinascita, presente anche nelle canzoni dai toni più riflessivi.
Reputo che ogni pezzo abbia un proprio momento per uscire perché, una volta reso pubblico, non è più mio, ma di tutti. Esempio di ciò è un brano presente nel disco, L’aria nella stanza, che ho scritto durante la quarantena di marzo. Inizialmente non era previsto che uscisse, ma gli avvenimenti dell’ultimo periodo mi hanno condotto a pensare che fosse il momento giusto per condividerlo con il pubblico.

Essendo il mio primo disco ho un’etichetta di distribuzione alle spalle, Artist First per Dischi Sotterranei, e la sua produzione ha visto la collaborazione di artisti e amici. Infatti, nonostante sia io stesso il produttore del disco, ho sentito la necessità di un confronto con gli altri per poter guardare obiettivamente ai miei brani. Il disco è infatti stato prodotto in collaborazione con Samuele Puppo, giovane artista savonese, e Matteo Costanzo, celebre produttore che ha collaborato con grandi nomi quali Ultimo, Leo Gassman e molti altri.
Questo lavoro mi ha dimostrato che, quando c’è una ferrea forza di volontà nel realizzare qualcosa, è possibile raggiungere anche gli obiettivi più ambiziosi.

Prima del lancio del disco, hai fatto uscire alcuni singoli, tra cui il brano “Fragile”, che ha riscosso un grande successo. Sappiamo che questi singoli hanno dato vita a un esperimento particolare, ci racconteresti qualcosa in proposito?

Prima del disco ho pubblicato alcuni singoli, tra cui Fragile, di cui sono particolarmente orgoglioso. Questi brani hanno dato vita a una collaborazione con il Collettivo artistico Grigio Balena, attraverso un esperimento molto particolare. In un laboratorio i membri del collettivo hanno impresso su tela gli stati d’animo suscitati dall’ascolto dei miei pezzi, creando così lavori unici e profondamente connessi con le emozioni trasmesse dalle mie canzoni, portandomi a decidere di renderle copertine per i singoli.

Superata l’emergenza sanitaria, hai in programma di realizzare un tour?

Sì, infatti l’idea originale era quella di inaugurare un tour per il lancio del disco, con molte date previste in Liguria e in Piemonte. L’emergenza sanitaria e l’aumento dei casi da coronavirus mi hanno fatto inizialmente pensare di posticipare l’uscita del disco, ma sono poi giunto alla conclusione che questo fosse il momento più giusto per renderlo pubblico, così da raggiungere le persone nelle loro case in una circostanza tanto difficile. In ogni caso, un tour ci sarà sicuramente, appena sarà possibile.

Emma Battaglia

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