La Befana: 8 cose che forse non sapete sul personaggio più dolce delle feste

La befana è sicuramente il personaggio più buffo e dolce delle feste,  celebre per portare zuccherini e carbone ai bambini, lasciandoli dentro una calza. Conosciuta da tutti, non sempre la sua storia è nota quanto la sua immagine. Quali sono le sue origini, e perché lascia dei dolcetti all’interno di una calza?

Ecco 8 cose che forse non sapete su questo bizzarro personaggio che addolcisce le feste natalizie.

La Befana: una tradizione tutta italiana

La Befana, parte della tradizione di alcune regioni italiane, viene successivamente festeggiata in tutta Italia il 6 gennaio.
Un personaggio folcloristico amato, il cui nome deriva dal greco Epifania, che significa “rivelazione”, “manifestazione”, e che attraverso le corruzioni lessicali di befanìa e bifanìa è giunto ai giorni nostri con il termine Befana.

Tradizionalmente viene rappresentata come un’anziana signora, con una veste lunga tappezzata da toppe per riparare le parti sgualcite. Nell’immaginario collettivo non manca mai il suo elemento principale: la scopa, sulla quale vola nella notte tra il 5 e 6 gennaio.

Le origini della Befana risalgono ai secoli a cavallo tra il X e il VI a.C., ed è un personaggio appartenente ai culti propiziatori pagani che celebravano il raccolto dell’anno concluso, successivamente assimilati dai romani.
Viene riconosciuta la sua discendenza dalla figura celtica Perchta, nel nord Europa, o Bertha per Svizzera, Austria, Francia e Italia, che rappresenta la natura invernale, personificata da un’anziana signora con la gobba e che indossa vestiti sgualciti.

Con l’avvento del Cristianesimo, la Befana fu bandita e non più festeggiata, poiché parte di riti pagani. Reintrodotta e accettata con il tempo, seppur con alcuni cambiamenti, è giunta fino alle tradizioni dei giorni nostri.

Perché la Befana vola sulla scopa?

Questa caratteristica della Befana risale al periodo degli antichi romani. Essa era legata al culto della manifestazione della luce lunare, che avveniva il 6 gennaio, esattamente dodici giorni dopo Natale, poiché era credenza popolare che in quelle dodici notti avvenisse la rinascita della natura, e che delle figure femminili volassero sui campi per portare fortuna e fertilità per il raccolto.

La figura dell’ anziana signora che vola su una scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio quindi ha origini antiche.

Cosa mette la Befana nella calza?

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Calze della Befana

La Befana porta dolcetti, regali, caramelle e frutta secca ai bambini che si comportano bene durante l’anno, mentre lascia carbone e aglio a chi non è stato buono, inserendoli all’interno di una calza oppure di una scarpa. Il carbone simboleggia il rinnovo delle stagioni e il falò e viene trasportato dalla Befana all’interno di sacchi di iuta.
Questa usanza deriva dalla tradizione orale popolare,  tramandata con il tempo e ancora presente ai giorni nostri.

Una caratteristica della Befana: il fazzolettone

Spesso il personaggio folcloristico della Befana viene confuso con quello della strega, che appartiene alla tradizione anglosassone, ma lei è semplicemente un’anziana signora. La Befana si distingue per un fazzolettone indossato per coprire il capo, e non un cappello a punta, come per l’appunto vengono rappresentate nell’immaginario collettivo le streghe.

Una calza lunghissima

Elemento immancabile per festeggiare l’Epifania è indubbiamente la calza della Befana. Può essere a forma di vera e propria calza oppure di stivaletto, e decorato in modi diversi, da appendere al caminetto. Molti sono i paesini italiani o le città che si contendono il primato della calza più lunga del mondo, tra cui Dovadola, paesino toscano, Viterbo, Pietramelara e tante altre. Le lunghezze vanno da 60 a 80 metri, e le sfide stanno continuando da anni.

Atmosfera natalizia

Befana o Befano?

Solitamente la Befana è rappresentata da una figura femminile, ma non solo. Infatti essa viene affiancata a quella dei Befani, uomini che la seguono per le strade delle città intonando dei canti maremmani. Questa buffa usanza è tipica di alcune zone in provincia di Grosseto, in Toscana. Essi vengono chiamati Befanotti sull’Isola d’Elba.

L’Epifania in Francia: le Jour des Rois

Galette des Rois, il dolce tipico della festa francese

Nonostante sia parte della tradizione italiana, questa festa è diffusa anche nel resto del mondo, in particolare in Francia, definito le Jour des Rois: il giorno dei re.

Particolarmente conosciuto e tipico di questo giorno è la galette des Rois, dolce tipico all’interno del quale si trova nascosta una fava o un fagiolo, e secondo la tradizione chi la trova diventa regina oppure re per un giorno.

La filastrocca della Befana

Esistono molte varianti della versione più diffusa della filastrocca sulla Befana; ecco qui quella originale:

«Oh Befana Befanina
fai ben piena la calzina!
Non badare ai capriccetti
porta bambole e confetti!»

La versione più conosciuta invece recita:

«La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!»

Oppure:

«La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana
viva viva la Befana!»

Queste sono alcune curiosità sulla Befana, uno dei personaggi più dolci e rappresentativi delle feste.

Con la speranza di essere stati buoni e di trovare poco carbone nelle calze, conoscere la storia dell’anziana signora che vola sulla scopa può contribuire a rendere più apprezzata la sua festa e il giorno a lei dedicato.

Federica Seni

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