Elezioni USA 2020 – Il crollo del soffitto di cristallo

Negli ultimi anni più volte le donne sono riuscite a rompere il cosiddetto soffitto di cristallo che pesava sulle loro teste fino a farle soffocare. Ma di cosa si tratta? Il soffitto di cristallo è un’espressione metaforica che indica quegli ostacoli, invisibili come il cristallo, che però impediscono alle donne di raggiungere posizioni di potere. Una ricerca del 2015 condotta dalla rivista Fortune stimava che solo 35 delle 500 aziende statunitensi prese in analisi erano guidate da una figura femminile. Durante queste ultime elezioni presidenziali americane alcune donne sono riuscite a sfondare questo soffitto.

Kamala Harris

Nel 1964, a Oakland, in California, nasce Kamala Harris. Dopo la laurea in giurisprudenza, Harris sfonda più volte il soffitto di cristallo delle aule di tribunale diventando la prima donna procuratore generale in California e, successivamente, la prima senatrice del sud-est asiatico per il suo Stato. Ma non si accontenta e si candida con Biden come vice-presidente per il partito Democratico. La Harris viene eletta e si presenta, alla prima apparizione pubblica dopo la vittoria, vestita di bianco: colore solitamente usato dalle Suffragette.

La stessa scelta era stata fatta in passato da Geraldine Ferraro, la prima candidata donna per la vice presidenza, e anche da Hillary Clinton in occasione dell’accettazione della propria nomina a candidato democratico per la presidenza.

Durante il suo discorso per la vittoria, Kamala invita tutti i giovani e in particolare le ragazze e le bambine americane a sognare:

“Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi.”

Sarah McBride

Nell’estate del ’90, mentre Kamala Harris è al suo primo anno da vice procuratore distrettuale, dall’altra parte della Nazione, a Wilmington, nasce McBride. All’anagrafe non viene registrata come Sarah ma sarà lei stessa ad affermare la sua vera identità grazie alla forza e alla caparbietà che non l’hanno mai abbandonata. È la prima donna transgender ad essere eletta senatrice e il suo è un messaggio di speranza, che condivide su Twitter appena la vittoria viene ufficializzata.

Torres, Jones, Warnock, Ossof e “la Squadra”

Probabilmente, durante il suo discorso, Kamala Harris si rivolgeva anche a Ritchie Torres e Mondaire Jones che all’apparenza non sembrano soggetti al peso del soffitto di cristallo. Ma il femminismo intersezionale vuole arrivare anche a coloro che, seppur dell’altro sesso, potrebbero non avere le stesse possibilità di raggiungere i propri sogni. Così Torres e Jones riescono a conquistarsi un posto alla Camera diventando, di fatto, i primi uomini omosessuali e di colore a ricoprire questo ruolo. Con gli ultimi sviluppi dei ballottaggi in Georgia, Raphael Warnock e Jon Ossof si aggiungono a questa lista di uomini che riescono a superare ostacoli sistemici al proprio successo. Diventano, così, rispettivamente, il primo senatore e nero e il primo senatore ebreo per lo Stato della Georgia.

C’è poi anche “la Squadra”, gruppo di parlamentari elette per la prima volta nel 2018, distintesi per le loro politiche progressiste. Oltre alla riconferma di Alexandria Ocasio-Cortez, Ilhan Omar, Ayanna Pressley e Rashida Tlaib, al gruppo si aggiungono altri due neoeletti parlamentari democratici: Jamaal Bowman e Cori Bush.

Nonostante gli ultimi scontri che hanno privato le elezioni americane del loro valore simbolico, è evidente come queste siano state essenziali per un cambiamento di cui l’America aveva bisogno. E chi pensa che il proprio operato non possa fare la differenza, può fare affidamento alle parole di Dolores Huerta, attivista americana per i diritti alle donne:

“Ogni persona è una potenziale attivista e ogni minuto una possibilità di cambiare il mondo.”

Gaia Bertolino

Fonti: http://www.vice.com/it, http://www.instagram.com/will_ita

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