Oltre I Fridays For Future – 3 Azioni Per Il Clima

Era il 20 agosto del 2018 quando Greta Thunberg, allora quindicenne, scelse di non recarsi a scuola fino alle elezioni legislative del 9 settembre dello stesso anno per sedersi davanti al parlamento svedese e scioperare contro il riscaldamento globale. Il suo scopo? La riduzione delle emissioni di anidride carbonica, come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico (2015).

Greta Thunberg durante uno dei suoi scioperi per il clima

La nascita dei Fridays For Future (FFF)

Due giorni prima delle elezioni legislative Greta annunciò che avrebbe continuato a manifestare anche dopo il 9 settembre tutti i venerdì, fino a quando la Svezia non avrebbe adottato una politica consona a quella proposta dagli accordi di Parigi. Il suo slogan è diventato Fridays For Future e in poco tempo ha attirato l’attenzione di studenti da tutto il mondo.

I primi studenti a manifestare con Greta si trovarono in Australia, a Brisbane, e in poco tempo gli scioperi sono sbarcati in più di 270 città. Il 15 marzo 2019 è stato organizzato il primo sciopero mondiale per il clima che ha visto coinvolti oltre un milione di giovani; la manifestazione è stata anche organizzata in più di 100 città italiane.

Moltissimi sono stati gli studenti italiani che hanno scelto di prendere parte al primo FFF e a quelli successivi; altri hanno scelto di recarsi a scuola perché convinti che non sarebbe stata la loro presenza ad inclinare la curva allarmante che indica l’aumento di temperatura a livello globale.
C’è del vero nelle parole di questi manifestanti? A mio parere sì, in quanto non è solo scegliendo di non recarsi a scuola un giorno alla settimana il mezzo per lottare e far valere la propria voce. Ma è anche non andando a scuola che possiamo essere parte attiva del cambiamento.

3 azioni per essere Il Cambiamento

Eccoti allora tre piccole azioni che puoi adottare fin da subito per manifestare anche da casa!

1 – Prodotti solidi

I prodotti solidi per il bagno (shampoo, balsamo, sapone, scrub, detergente viso, …) sono moltissimi e con proprietà simili a quelli liquidi.
L’utilizzo di prodotti solidi permette di diminuire notevolmente lo spreco di plastica. I vantaggi pratici, inoltre, sono moltissimi e spaziano dalla portabilità del prodotto per poi passare al risparmio economico. E’ stato infatti studiato come con una saponetta di 100 g si possano effettuare fino a 80 lavaggi, un numero ben superiore al corrispettivo liquido.

Photo by freestocks on Unsplash

Dove acquistarli? A Torino ci sono moltissimi negozi validi e con ottime policy: Lush e Negozio Leggero. Se sei amante dello shop online ti consiglio Friendly Shop, una realtà tutta italiana con sede a Padova in cui si possono trovare prodotti delle marche più valide nel settore: The Zero Waste Path, The Ethical Grace, Lamazuna, …

2 – Abbigliamento consapevole

L’industria della moda è uno dei settori che inquina maggiormente l’ambiente in quanto, con l’avvento della fast fashion, le persone tendono ad acquistare più capi ad un prezzo ridotto che sono spesso di qualità peggiore e che vengono buttati dopo pochi mesi. Rifò Lab, industria italiana sostenitrice dello slow fashion, ha trattato approfonditamente questo tema in un articolo che puoi trovare qui. Riporto, a proposito, questi dati allarmanti che illustrano i maggiori impatti del mondo fashion:

  • causa il 20% dello spreco globale di acqua
  • provoca il 10% di emissioni di anidride carbonica
  • è responsabile per il 24% dell’uso di insetticidi
  • è colpevole per l’11% dell’uso di pesticidi
  • l’85% dei vestiti finisce in discarica
  • solo l’1% dei capi viene riciclato o rigenerato
  • dal 2000 il consumatore medio acquista il 60% in più.
Photo by Unsplash

Una soluzione è quella di acquistare da brand che sono attenti al benessere dei lavoratori e dell’ambiente (qui una mappa curata da Il Vestito Verde), anche se i prezzi sono sempre più alti rispetto a quelli che siamo abituati a fronteggiare.
Un’alternativa che renderà sicuramente più felice il tuo portafoglio è quello degli abiti usati. Anche in questo caso ti propongo un’alternativa fisica a Torino: Humana Vintage; e una online: Depop.

3 – Alimentazione vegetale

Infine, la strada meno facile da percorrere: una dieta vegetale che sia essa vegetariana o vegana.
In questo caso mi limito a consigliarti un libro, in quanto penso che il tema dell’alimentazione sia molto personale e che dietro a una scelta di questo spessore ci possano essere fattori non semplici da comprendere per gli altri (e su cui nessuno dovrebbe permettersi di esprimere un giudizio).
Il libro in questione è “Possiamo salvare il mondo prima di cena“, scritto da Jonathan Safran Foer, in cui vengono illustrati in modo esaustivo tutti gli impatti che ha la nostra alimentazione sul clima. Lo scopo di Foer non è solo quello di innestare un cambiamento ma anche quello di permettere ai lettori di maturare maggior consapevolezza.
Poiché come ha affermato Foer nel saggio stesso:

Nessuno se non noi distruggerà la terra
e nessuno se non noi la salverà…
Noi siamo il diluvio, noi siamo l’arca.


Gaia Bertolino

Foto di copertina: Lewis Parsons on Unsplash

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