7 opere d’arte contemporanea a Torino

Dopo avervi mostrato sette luoghi di Torino che forse non conoscete, abbiamo deciso di mostrarvi altri sette posti dove potrete trovare delle sorprendenti chicche di arte contemporanea, giusto per non patire la mancanza delle passeggiate, che in zona rossa sono sempre più limitate. Oppure per ricordarvi che appena finirà la zona rossa ci sono splendidi angoli della nostra città da scoprire.

Toro

Passando da via delle Orfane 20, in pieno Quadrilatero, se alzate lo sguardo all’insù potrete trovare l’opera dell’artista torinese Michi Ferrari che raffigura un toro dalle corna d’oro nell’atto di sfondare il muro. L’opera sta a rappresentare la città di Torino che sfonda il presente per lanciarsi con tutta la sua forza nel futuro. L’installazione si trova sulla facciata del “Quadrato”, edificio nato dalla ristrutturazione del convento agostiniano a cura Gruppo Building che ha creato un condominio minimalista per una classe dinamica e giovane di studenti, dottorandi e professionisti.

Onde fluttuanti

In piazzetta Andrea Viglongo, troviamo sulla facciata laterale di un edificio troviamo le Waves of wanting di Nancy Dwyer, o più conosciute come le Onde fluttuanti. L’opera, installata nel 2001 dopo la vittoria dell’artista al concorso “Pareti d’Arte”, è composta da lastre ondulate di metallo che grazie alla luce del sole proiettano la parola “più” in cinque lingue diverse sulla parete dell’edificio, come segno del desiderio più profondo dell’essere umano che non può essere mai soddisfatto visto che vorrà sempre di più.

Il Giardino Barocco Verticale

All’interno del cortile del palazzo in via Alfieri 6, The Number 6, si trova un’opera fantastica che sembra uscita direttamente dal sogno di Richi Ferrero. Il palazzo è stato ristrutturato nel 2015 per restituire, con i nuovi canoni estetici contemporanei, l’antico splendore al Palazzo Valperga.
Richi Ferrero, autore anche di quest’opera, cerca di reinterpretare il giardino barocco che un tempo si trovava in quello stesso cortile, utilizzando ciottoli luminosi dai colori azzurrati e dalle tonalità più calde. Sopra questi, sospeso in aria, si trova un albero in acciaio con le estremità dei rami delle luci dai colori diversi che cambiano lentamente tonalità.
Vedere le fotografie non è sufficiente per descrivere la suggestione che si prova visitandolo, quindi appena potremmo tornare a muoverci il cortile è aperto a tutti dal Lunedì al Venerdì dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 19:30. Il Sabato dalle 8:30 alle 12:30.

La Totalità

La scultura era stata rimossa nel 2017 da Piazza Benefica, che era stata la sua casa per 17 anni, per essere poi riprogettata e restaurata dal suo autore Costas Varotsos. All’inizio di novembre 2020 è stata ricollocata nel giardino Nicola Grosa, accanto al grattacielo dell’Intesa-San Paolo. L’opera è composta da lastre di diversa dimensione sovrapposte appoggiate su una struttura metallica fissate fra loro con un andamento elicoidale e raggiunge ora l’altezza di 9 metri. La struttura risulta sbilanciata rispetto alla base, a rappresentare l’esigenza di guardare avanti ma senza perdere ciò che ci lasciamo dietro.

Il palazzo col piercing

Il nome dell’installazione, che doveva essere solo temporanea, è in realtà Baci Urbani. Essa è stata ideata nel 1996 dall’architetto Corrado Levi in collaborazione con Cliostraat, gruppo di artisti e architetti nato nel 1991 con l’obiettivo di sperimentare nel campo architettonico e artistico. Si trova nello spigolo di un palazzo del Settecento in Piazzetta Corpus Domini (la piazzetta che precede la più conosciuta Piazza Palazzo di Città). L’opera vuole rappresentare la coesistenza di due anime nella città: quella moderna e ribelle e quella tradizionale e antica. Inoltre, se si aguzzano gli occhi, si potrà notare che da ogni lato del moderno gioiello fuoriescono due rigoli di sangue: uno rosso dal lato rivolto verso Porta Palazzo, a rappresentare l’anima proletaria della città, e uno blu dal lato del Centro, a rappresentare l’anima nobile.

Eco

Molti di noi facilmente conoscono la scultura posta davanti a Palazzo Nuovo, all’angolo fra via Verdi e via Sant’Ottavio. Il suo nome è Eco: l’autore, Marc Didou, l’ha realizzata dopo aver vinto il concorso “100 piazze per Torino” del 2001 e ha impiegato due anni per terminarla. La scultura in bronzo rappresenta due volti, uno dritto e l’altro rovesciato, nell’atto di urlare con le mani vicino alla bocca per ampliare al massimo il suono. Ma la particolarità della scultura è un’altra: se vi avvicinate e tendete le orecchie potete sentire lo scorrere dell’acqua, grazie ad un sistema idrico all’interno, con cui l’autore voleva richiamare la confluenza dei due fiumi della nostra città, il Po e la Dora.

Hoy es hoy

Dal 2008 in Piazza Solferino, dal lato più vicino a Corso Re Umberto, si trova, dopo la donazione della famiglia Giubergia alla città di Torino, la scultura in bronzo Hoy es Hoy (oggi è oggi) dell’artista messicano Javier Marín. L’opera, alta quattro metri, larga due metri e mezzo e profonda 3, è molto grande, raffigura la testa di una donna e vuole alludere a due aspetti primordiali dell’umanità: l’intelletto e l’emotività.

La nostra passeggiata per il momento termina qui. Cosa aspettate a tuffarvi anche voi ad ammirare le opere d’arte contemporanea che popolano la nostra amata Torino?

Erika Manassero

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