Sette luoghi di Torino che forse non tutti conoscono

Nonostante Torino sia una città relativamente piccola e meno frequentata da turisti di altre, oltre ai luoghi mainstream, nasconde delle piccole perle che potrebbero essere sconosciute anche a chi la abita. Probabilmente perché, come una femme fatale, non le piace sfoderare tutte le sue qualità al primo sguardo. Vi presentiamo sette di questi luoghi che, secondo noi, vale la pena visitare, per renderci conto che la nostra città non ha nulla da invidiare a città come Milano e Roma. Magari qualcuno di questi lo conoscete già, se è così allora siete fortunati: Torino sta cercando di affascinarvi!

Toro portafortuna

La rinomata effigie del Toro rampante si trova sulla pavimentazione davanti al Caffè Torino in Piazza San Carlo, ma forse quello che non tutti sanno è che, per attivare la fortuna, bisogna calpestare gli attributi dell’animale ma avendo molta cura di non essere notati e di non fare gesti plateali, facendo quindi finta di non essere interessati a poggiare il piede proprio in quel punto ma che sia successo per caso.

MAU

Il Museo di Arte Urbana, situato nel Borgo del Campidoglio, vicino all’ospedale Maria Vittoria, è il primo museo di arte contemporanea all’aperto in un centro urbano in Italia. Forse ciò che colpisce di più di Borgo del Campidoglio è la sua struttura da paesino, con strade strette e ciottolate, e poter ammirare fra le sue vie più di 170 opere di arte contemporanea crea un contrasto quasi magico!

Cristoforo Colombo

Il Medaglione di bronzo in altorilievo raffigurante Cristoforo Colombo sotto i portici della Prefettura in Piazza Castello, realizzato nel 1923 in memoria della partecipazione degli emigrati italiani in America latina alla Prima Guerra mondiale, ha un particolarità: il mignolo dell’esploratore risulta in particolare evidenza. E forse è per questo che fra gli studenti della prima capitale d’Italia si è diffusa la credenza che strofinarlo porti fortuna e aiuti addirittura a prendere 30. Quindi in previsione degli imminenti esami, fatevi un giro, alla fortuna non si dice mai di no!

Portone del Diavolo

Questo appartiene al Palazzo Trucchi di Levaldigi, sito in via XX Settembre 40. Realizzato da una manifattura di Parigi sotto richiesta del conte Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi nel 1675, è finemente intagliato in legno. Il suo nome lo prende dal battente che raffigura il Diavolo con corna e bocca spalancata da cui escono due serpenti. Se vi capita di passare di lì osservate attentamente anche le altre decorazioni: potrete trovare rappresentati demoni, ratti, un giovane, un vecchio e dei fiori, tutti elementi che insieme vi faranno rabbrividire.

Portone del Melograno

Quest’altro portone invece si trova in zona San Salvario, precisamente in via Argentero 4. L’edificio a cui serve come ingresso è in stile liberty e ovviamente nella progettazione c’è lo zampino di Pietro Fenoglio (che ha progettato la maggior parte degli edifici liberty di Torino); nel portone, realizzato in ferro battuto, sono rappresentati due alberi di melograno con foglie e frutti dai colori accesi e sgargianti.

Condominio 25 Verde

È un’altra perla del quartiere di San Salvario e si trova in via Via Gabriele Chiabrera 25: è considerato, insieme al Bosco verticale di Milano, uno dei più importanti esempi di integrazione del verde con l’architettura. Completato nel 2012, è un complesso di 63 appartamenti concepito come un bosco abitabile dove quasi 200 alberi abbattono le polveri sottili provocate dalle autovetture, proteggono dal rumore e mitigano gli sbalzi di temperatura in estate e in inverno. Quando lo vedrete ne sarete conquistati!

Villaggio Leumann

Situato a Collegno, è un quartiere operaio voluto da un imprenditore svizzero per gli operai del suo cotonificio e realizzato da Pietro Fenoglio ovviamente in stile liberty. Il villaggio risulta, ancora oggi, un luogo di una bellezza quasi incommensurabile. Camminare per le sue vie, visitare la chiesetta di Santa Elisabetta, ammirare le case con giardino è come fare un viaggio nel tempo, quando ancora gli edifici erano costruiti a misura d’uomo. Qualcuno afferma che passeggiare per il villaggio ti porta a credere di essere in una fiaba: quindi, perché non passare un pomeriggio diverso, allontanandoci dal viavai della città?

Prendersi del tempo per conoscere la città in cui si abita e vedere luoghi che non conosciamo di essa è un po’ come viaggiare ma rimanendo sempre dove si è. Chi ama visitare città conoscerà benissimo il brivido che percorre la schiena quando si cammina ammirando un centro che non si conosce e la sensazione di innamoramento che si prova svoltando ad ogni angolo davanti a una fontana, una chiesa o un palazzo che non ti aspettavi fosse lì, come se fosse un regalo di quella città solo per noi. È magnifico pensare che anche la nostra città abbia sorprese, non solo per i turisti, ma soprattutto per noi che l’abitiamo.

Erika Manassero

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