“Una storia americana”

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Chiunque abbia un interesse per gli Stati Uniti e, in particolare, per le vicende politiche americane conosce Francesco Costa, giornalista, vicedirettore de “Il Post” e voce dell’ascoltatissimo podcast “Da Costa a Costa”.
Dopo “Questa è l’America”, è di recente uscito il suo nuovo libro: Una storia americana. Joe Biden, Kamala Harris e una nazione da ricostruire.

Gli Stati Uniti dagli anni ’70 ad oggi

Il libro ci offre uno spaccato della storia politica americana dagli anni ’70 ad oggi con uno scopo ben preciso: raccontarci il passato di Joe Biden e di Kamala Harris per capire come i nuovi Presidente e Vicepresidente agiranno nei prossimi quattro anni.
I due sono presentati sia nella loro veste professionale che in quella privata, ma il punto su cui Costa si concentra di più è sicuramente la storia delle loro idee politiche, cambiate più volte nei loro tanti anni di carriera (Biden ha promesso di cambiare una legge sulla criminalità che porta proprio il suo nome): trasformismo o capacità di comprendere e rappresentare i cambiamenti della società?

Parlare della loro carriera, però, significa parlare della storia degli Stati Uniti: dai movimenti rivoluzionari degli anni ’70, in cui erano forti le spinte per la rivendicazione dei diritti degli afroamericani, alle proteste del Black Lives Matter scoppiate dopo l’uccisione di George Floyd; dal boom della criminalità negli anni ’90 alle manifestazioni dei suprematisti bianchi a Charlottesville, nel 2017.
L’analisi di questi episodi permette di interrogarci su quanto è stato fatto e quanto è ancora da fare, su quanto è cambiato negli ultimi 50 anni e quanto invece sia rimasto drammaticamente uguale.

Un politico del popolo

Di Joe Biden si narra nel dettaglio la vita privata, costellata dai lutti e dalle sofferenze che hanno contribuito a creare il suo personaggio: autentico, spontaneo, emotivo, “uno del popolo”; queste qualità non lo hanno risparmiato dalle sue famose gaffe, che soprattutto all’inizio della carriera gli hanno portato non pochi problemi, costringendolo addirittura al ritiro dalla corsa alle presidenziali nel 1978.
Accanto alle sue caratteristiche più “umane” viene raccontato anche il Biden politico: la prima elezione a senatore del Delaware nel 1972, a soli 30 anni, cui è seguita una carriera di ben 36 anni al Congresso; gli otto anni di vicepresidenza sotto l’amministrazione Obama e, infine, la campagna elettorale degli ultimi mesi.
Il punto di forza di Joe Biden, insomma, è proprio la sua lunga carriera, che in quasi 50 anni tra senatore e vicepresidente, gli ha permesso di entrare in confidenza con la vera anima della politica americana e allo stesso tempo di creare dei rapporti personali con i più grandi leader di tutto il mondo.

La “prima”

La storia di Kamala Harris, da questa parte dell’oceano, è forse un po’ meno conosciuta.
Dopo aver completato il percorso di studi in legge, nel 2003 la Harris è eletta procuratrice distrettuale di San Francisco e nel 2010 procuratrice generale della California. Diviene così la prima donna e la prima non bianca a ricoprire questa carica, così come sarà per la carica di vicepresidente.
All’inizio della sua carriera sono tante le discriminazioni che è costretta a sopportare, non solo per genere e etnia, ma anche per le sue idee politiche, considerate all’epoca controverse.
Nonostante questo, la Harris continua imperterrita la sua ascesa: si batte contro la pena di morte e contro le discriminazioni verso gli afroamericani, istituisce programmi di recupero per i condannati a reati non gravi e per la prima volta interviene sulle cause della criminalità, oltre che sulle pene.

Presidenziali 2020

Con l’ultimo capitolo, infine, attraversiamo la lotta per le presidenziali 2020: nella prima parte della campagna elettorale i due sono avversari. Nel dicembre 2019, tuttavia, la Harris si trova costretta al ritiro, a causa di alcune affermazioni confuse sulla sanità che ne comprometterebbero la corsa elettorale. Nonostante questo, Biden, dopo aver vinto le primarie democratiche, la sceglie come vice per riequilibrare il ticket elettorale: lui uomo bianco, anziano, parte dell’establishment, lei una giovane donna di colore, pronta a portare un’ondata di cambiamenti, già solo con la sua persona.

Chiaro, interessante e scorrevole: nonostante analizzi un tema così complesso e un periodo storico così lungo, il libro risulta straordinariamente fluido, anche grazie ai tanti aneddoti che, oltre ad arricchire i puri “dati”, ci danno un’idea più profonda dello spirito americano.

Marta Fornacini

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