The Andaman Islanders

Alfred Reginald Radcliffe-Brown è uno dei più importanti antropologi dello scorso secolo, al punto di essere considerato, insieme a Bronisław Malinowski, il fondatore dell’antropologia sociale britannica. Aree di ricerca e studio del professore sono le strutture sociali, ossia l’insieme di rapporti instaurati in una società. Di particolare rilevanza e originalità rispetto ai suoi predecessori, è l’analisi delle strutture economiche come l’organizzazione e la divisione del lavoro e la distribuzione dei compensi ossia beni prodotti individualmente o collettivamente. Infatti, se i modelli economici conosciuti sembravano reggere per le società considerate “moderne”, questo non si poteva dire per le società considerate “primitive” le quali andavano necessariamente studiate separatamente senza astrazioni, ma nel proprio contesto socio-culturale. In questo modo, Radcliffe-Brown riuscì abilmente a fondere le abilità dell’economista, tipicamente interessato alla produzione e alla circolazione di beni, e quelle degli etnologi e degli antropologi, tipicamente interessati al complesso delle relazioni sociali e al quadro normativo.

Come già alcuni studiosi che lo precedettero, Radcilffe-Brown predilesse lo studio sul campo. Per questo motivo, tra il 1906 e il 1908 visse presso le isole Andamane, un arcipelago nella baia del Bengala, soggiorno che gli fruttò una delle sue opere più conosciute, The Andaman Islanders.

Uno dei capitoli più significativi di tutto il libro è certamente quello concernente la divisione del lavoro. Infatti, secondo il noto sociologo, nelle società di interesse etnologico, i rapporti di produzione sono fondati su principi di divisione naturale del lavoro. Ciò significa che i compiti vengono assegnati in base a sesso, età e abilità personali (sono comunque esclusi bambini e anziani). In questi contesti, inoltre, è molto raro trovare episodi di schiavismo o sfruttamento, ossia di lavoro forzato o meno per beneficiare un altro soggetto. Inoltre, la competizione non è all’ordine del giorno e l’economia è particolarmente chiusa e stagnante senza, cioè, episodi di innovazione e crescita. In particolare, i lavori erano così suddivisi:

Questa assegnazione dei lavori è molto più semplicistica rispetto a quella che avviene nelle società più sviluppate dove i beni vengono commercializzati: solitamente nelle economie come quelle delle isole Andamane, i beni vengono redistribuiti all’interno delle stesse strutture che li hanno prodotti o donati. Inoltre, non sono presenti imprese e aziende: anche i rapporti lavorativi seguono quelli familiari e di parentela.

La struttura della società ruota intorno al concetto di famiglia: un nucleo familiare è costituito dai genitori e la relativa prole. Più famiglie scollegate tra loro, circa 6-10, formano un piccolo villaggio autonomo che raramente ha rapporti con gli altri villaggi. Gli unici ad essere esclusi da questi rapporti sono i cacciatori che, per natura della propria professione, hanno una vita piuttosto solitaria, salvo la formazione di aggregati temporanei.

Si può quindi dire che i rapporti di produzioni sono dati dalla divisione del lavoro, che rende gli uomini (o le donne) di uguale età sostituti tra loro. Le attività sono organizzate secondo rapporti di parentela stratta, che nulla ha a che vedere con le relazioni tribali di altre società.

Simona Ferrero

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