2021, un’estate d’oro: l’Italia ha conquistato Tokyo

Nell’estate tutta italiana, iniziata con la vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest e terminata con la conquista dell’Europeo di pallavolo femminile, non potevano mancare i successi delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Tokyo. Da Marcell Jacobs ad Ambra Sabatini, da Gianmarco Tamberi a Carlotta Gilli, l’Italia conquista la capitale del Giappone a forza di ori olimpici e record infranti.

Olimpiadi

È il 1 agosto, è domenica, fa caldo in quasi tutta Italia. È una giornata perfetta per uscire: si può andare al mare o in montagna o semplicemente si può fare un giro nei propri paesi. Tuttavia, gli italiani, il 1 agosto, di uscire non hanno proprio voglia, perché sanno che di lì a poco, su Rai 2, andrà in onda la storia.
Il 1 agosto 2021, a Tokyo, l’Italia conquista due ori olimpici nell’atletica: Gianmarco Tamberi nel salto in alto e Marcell Jacobs nei 100 metri. Più di 6 milioni di spettatori sono incollati al teleschermo per vedere l’impresa di due degli atleti più forti di questa spedizione olimpica. Si parte con Tamberi e con il suo oro che sa di amicizia e di lealtà sportiva. Perché, dopo aver entrambi fallito il salto da 2,39 metri, lui e il suo rivale-amico, il qatariota Mutaz Essa Barshim, sfruttano il regolamento della disciplina per ottenere la gloria: conquistare entrambi il primo gradino del podio olimpico. Quando Tamberi termina la sua gara, dopo aver sfogato le sue lacrime (qui vi spiego perché quelle lacrime), prende il tricolore e lo porta sulla linea di arrivo della gara regina delle Olimpiadi, i 100 metri. Proprio su quella linea avviene il passaggio del testimone: quel tricolore passa da GianmarcoTamberi a Marcell Jacobs che, qualche minuto dopo il connazionale, vince la gara dei 100 metri, sbalordendo non solo gli italiani, ma tutto il mondo. L’abbraccio tra i due campioni, nello stadio Nazionale di Tokyo, è una delle immagini più potenti di questa estate.
Questo potrebbe essere il lieto fine di una storia tutta italiana. La verità, però, è che i ragazzi della 4×100 maschile questo non lo sanno. I protagonisti sono: Lorenzo Patta; l’oro olimpico Marcell Jacobs; Fausto Desalu; Filippo Tortu. Sono loro quattro ad aver vinto l’oro olimpico nella staffetta 4×100 maschile, battendo la Gran Bretagna di un solo centesimo. Ancora una volta campioni, ancora una volta l’incubo degli inglesi.

Paralimpiadi

Ambra Sabatini ha diciassette anni quando subisce l’amputazione della gamba sinistra sopra al ginocchio in seguito a un’incidente in scooter. Martina Caironi, mentre era a bordo del medesimo mezzo, perde la stessa gamba all’età di diciotto anni. Monica Graziana Contraffatto, invece, si trovava in Afghanistan dove era Caporal Maggiore Capo, quando perse la gamba destra.
Sulla Tv dell’ospedale Monica rimane ipnotizzata dalla finale paralimpica dei 100 metri piani di Londra 2012, dove Martina Caironi vinse il suo primo oro olimpico. “Voglio correre veloce come lei” furono le parole di Monica.
Ambra, invece, era già un’atleta prima che la sua vita cambiasse del tutto. Specialità mezzofondo e tanta voglia di arrivare per prima al traguardo. Anche Ambra vuole riprendere a correre dopo aver visto le finali paralimpiche di Londra e di Rio sul cellulare nel letto d’ospedale. Vuole essere veloce come il vento, come Martina e come Monica.
Ambra, Martina e Monica: tre vite intrecciate dal desiderio di correre e di sfidare ogni velocità e ogni preconcetto. Perché dov’è scritto che per correre i 100 metri in poco più di 14 secondi servono due gambe?

Sono passati 54 giorni da quei 10 minuti che l’Italia ricorderà per sempre quando padrone dello Stadio Olimpico di Tokyo è nuovamente il tricolore italiano con un podio tutto azzurro. Quelle tre vite legate dalla perdita dello stesso arto e dalla voglia di correre come Martina (che ha anche vinto l’argento nel salto in lungo T42) sono ormai intrecciate per sempre. Sono leggenda.

Da sinistra: Monica Contraffatto, Ambra Sabatini e Martina Caironi dopo aver tagliato il traguardo dei 100 metri T63 alle Paralimpiadi di Tokyo2020
credits: Alex Pantling/Getty Images

Pochi giorni prima, nel Tokyo Aquatics Centre, regina indiscussa del nuoto è Carlotta Gilli. Carlotta di anni ne ha appena venti (solo uno in più di Ambra) e studia psicologia proprio all’Università di Torino. Carlotta torna da Tokyo, sua prima partecipazione paralimpica, con cinque medaglie al collo (di cui due del metallo più prezioso).

Carlotta Gilli con le cinque medaglie vinte a Tokyo 2020
credits: Federicobicelli

Carlotta è arrivata alle Paralimpiadi già detentrice di sei record del mondo. In passato ha gareggiato anche con atleti normodotati primeggiando fino al 2017, quando si è approcciata al mondo paralimpico con il mondiale di Città del Messico dove ha portato a casa sei medaglie su sei gare disputate. Che Carlotta fosse una fuoriclasse nel mondo del nuoto era risaputo, ma da quando ha esordito a Tokyo l’ha dimostrato al mondo intero.

Ambra, Martina, Monica e Carlotta hanno dimostrato a tutti che gli ingredienti segreti per il successo (sportivo e non) sono la determinazione e la consapevolezza che, usando le parole del documentario Rising Phoenix ripetute dalla Sabatini nelle interviste della settimana scorsa:

Alle olimpiadi si creano gli eroi, alle paralimpiadi arrivano gli eroi.

Martina Sessa
Gaia Bertolino

In copertina l’abbraccio tra Jacobs e Tamberi dopo aver vinto le rispettive medaglie; crediti RaiNews.

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