Sei mancino? Allora forse sei un genio

In tutto il mondo i mancini rappresentano il 10% della popolazione. Soprattutto nei tempi passati, sono stati oggetto di diversi pregiudizi, smentiti solamente poche decine di anni fa. Tali persone venivano considerate “individui di serie B”, catalogati come portatori di una patologia innata, un’anormalità. In alcuni casi si attribuiva loro un ritardo mentale oppure li si considerava portatori di istinti suicidi o di una certa forma di demenza e, in ultima analisi, come persone volte a delinquere. Se riflettiamo sull’utilizzo della parola “sinistro”, ci rendiamo conto che il nostro stesso linguaggio riflette alcune di queste connotazioni negative: un tiro sinistro è un inganno; uno sguardo sinistro è torvo, cupo; un sinistro è un incidente stradale. Ma da che cosa derivano tutti questi preconcetti?

Analizzando l’etimologia della parola “mancino” vediamo come questo aggettivo derivi dal latino “mancus” che significa mutilato, storpio. La cattiva fama è nota già dai tempi della Bibbia. Nell’ambito religioso questa mano veniva considerata la “mano del diavolo” e coloro che la utilizzavano venivano definiti “invertiti”, “rovesciati”.  

Nei secoli più vicini a noi, a consolidare questa credenza sul mancinismo fu il criminologo e scienziato Cesare Lombroso. Egli, mediante studi sui criminali, constatò che la delinquenza fosse innata e che la si potesse dedurre attraverso particolari qualità fisiche, come la forma della testa, la postura e il “sinistrismo”.

Tutt’ora non sappiamo da dove derivi questa propensione ad essere mancini, né sappiamo perché la mano destra viene preferita dal 90% delle persone. Gli scienziati sono però concordi nel ritenere che nel mancinismo vi sia una componente genetica, proprio perché la percentuale di mancini risulta stabile in tutte le epoche. Il mancinismo quindi non si è sviluppato negli ultimi secoli, bensì è alle origini della storia dell’uomo. Alcuni paleontologi ne hanno trovato traccia negli strumenti primitivi, che venivano costruiti apposta per persone sinistrorse. Altri ricercatori – studiando i graffiti rupestri di età glaciale (tra i 30.000 e i 10.000 anni fa) – sono arrivati alla conclusione che alcuni di questi fossero stati fatti da mano sinistra. Quando producevano i loro dipinti murali, gli uomini premevano sulla parete con una mano e disegnavano il contorno con l’altra: in alcuni casi il contorno della mano era la destra e ciò significava che disegnavano, appunto, con la sinistra. Ma perché l’evoluzione avrebbe preservato per migliaia di anni questa caratteristica? I biologi hanno trovato la risposta nella “selezione dipendente della frequenza”: essere mancini significava avere diversi vantaggi, uno di questi lo si riscontrava nell’ambito dei combattimenti. Negli scontri essi riuscivano a giocare un effetto a sorpresa contro l’avversario e quindi risultare vincitori nella lotta per la sopravvivenza.

Il periodo più arduo per i mancini fu tra la fine dell’800 e la prima metà del secolo scorso. In questo contesto si diffuse l’istruzione e, per la società, scrivere con la mano sinistra rappresentava un problema. Se nelle civiltà contadine il mancinismo passava inosservato – a chi importava se un contadino zappava con la sinistra o con la destra? – non era così nelle classi composte da tutti bambini destrimani. Un bambino sinistrorso rappresentava una complicazione e ledeva l’ordine costituito. Per tal motivo lo si costringeva a scrivere con la mano opposta, così da risultare uguale a tutti gli altri.

Solamente negli anni ’70 la correzione di questi bambini cessò. Si capì che il mancinismo era una caratteristica individuale che non andava contrastata. Anzi, a tal proposito si individuarono nelle persone mancine un incremento di creatività, pensieri più dinamici e maggiori predisposizioni a risolvere i problemi. Circa questo aspetto, nel 1975 la rivista inglese The Listener pubblicò un articolo titolato “Tuo figlio è mancino? Allora forse stai crescendo un genio”.

La storia abbonda di persone che sono risultate carismatiche e che sono riuscite a distinguersi per le loro doti: erano mancini personaggi come Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone Bonaparte, Michelangelo, Leonardo, Raffaello. In tempi più vicini a noi troviamo Jimi Hendrix, Paul McCartney, Bill Gates, Winston Churchill, Sigmund Freud, Ludwig van Beethoven, Manuel Kant, Wolfgang Amadeus Mozart. Curiosamente facevano parte di tal categoria molti presidenti degli Stati Uniti d’America: da Truman a Ford, da Reagan a Bush concludendo con Clinton e Obama.

Oggi le opinioni sono contrastanti: chi sostiene che non vi è correlazione fra maggior creatività e mancinismo e chi al contrario afferma che i mancini abbiano caratteristiche uniche e speciali. La cosa certa è che fin da piccoli questa piccola percentuale della popolazione è chiamata a misurarsi con strumenti pensati per un mondo fatto maggiormente per destri, perciò è costretta a imparare ad aggiustarsi trovando vie originali per risolvere i propri problemi.

Giulia Arduino

in copertina: corriere.it

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