Salone del Libro 2021: la conclusione con Nicola Lagioia

Numeri incredibili

Si è appena conclusa la XXXIII edizione del Salone del Libro, dopo il blocco dello scorso anno dovuto alla pandemia da Covid-19. L’affluenza è stata altissima: durante la conferenza di chiusura del Salone, Piero Crocenzi, amministratore delegato di Salone del libro s.r.l., ha riferito il numero di visitatori presenti fino a quel momento: 148.000. Entro la chiusura si sarebbe raggiunta quota 150.000, superiore addirittura a quella dell’edizione del 2019.

Numeri da record, che fanno capire quanto le persone abbiano voglia di tornare alla vita precedente all’avvento del Covid, e che ci mostrano una forte ripresa.

Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, La città del libro, Giulio Biino, presidente della Fondazione Circolo Lettori, Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura, al Turismo e al Commercio della Regione Piemonte, Francesca Paola Leon, Assessore alla Cultura della Città di Torino, Piero Crocenzi, amministratore delegato di Salone del Libro s.r.l. e Nicola Lagioia hanno ribadito come sia stata alta, in particolare, l’affluenza dei giovani che hanno dimostrato un’enorme voglia di far parte del Salone, laboratorio di idee e riflessioni.

Gli studenti presenti alla fiera sono stati 11.700 in totale. Di questi, 2000 provenienti da fuori regione.

Infine, la presenza dei professionisti di settore e della stampa: si sono contati 1156 accreditati stampa. Tra questi c’erano anche le inviate di The Password, che hanno lavorato per raccontare tutto ciò che avveniva all’interno del Salone durante questi cinque giorni appena passati.

Nell’intervista conclusiva, particolarmente importante è stato l’intervento di Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone del Libro di Torino e già vincitore del premio Lattes Grinzane 2021 (di cui The Password vi aveva parlato qui).

Il salone come parte dell’identità torinese

Il salone del libro è importante per l’identità della città e del territorio.” – dice Lagioia nell’intervista con la stampa, commentando i grandi numeri dell’affluenza. E nota anche come, senza Salone, Torino perda una parte importante della sua identità. Per questo il SalTO Extra, l’edizione online del 2020, aveva rappresentato un momento di speranza ma era importante, quest’anno, andare oltre. Il Salone 2021 ha avuto una preparazione “sofferta”, organizzata a lungo ma difficile da mettere in atto nelle condizioni attuali. Una vera e propria scommessa che, però, a giudicare dai numeri, possiamo dire sia stata vinta!

Il Salone come comunità

Se il Salone del libro fa parte dell’identità torinese, allora parteciparvi, per gli abitanti della città è un’esperienza importante. Secondo Lagioia “venire al Salone del Libro per i Torinesi e i Piemontesi dopo due anni di assenza ha significato fare i conti con la propria identità, ha significato ritrovarsi, e ritrovarsi riconoscersi.”. Lo scrittore richiama anche, riportandola al centro del discorso dopo due anni di pandemia in cui è stata un po’ messa da parte, la parola “comunità”, concetto caro a un altro simbolo piemontese, Olivetti. Per Lagioia, proprio con tale idea si possono spiegare i numeri da record: con la voglia delle persone di ritrovarsi, di discutere, di vivere normalmente, di riscoprirsi, appunto, come comunità.

Progetti per il 2022!

Conclusa la XXXIII edizione del Salone, si guarda, ancora emozionati, a quella di maggio 2022. “Una volta instradato il Salone del Libro 2022 e quando saremo pronti ad affrontare gli editori,” – continua Nicola Lagioia nell’intervista con la stampa – “bisognerebbe che le istituzione facessero un piano per capire come il Salone potrà andare avanti in futuro, così che si possa capire come muoversi. Con maggio [il salone] probabilmente raggiungerà il suo apice. È arrivato ad un massimo rispetto al modello da cui si parte. È stato raggiunto il massimo guardando a questo. A questo punto si possono inventare altre cose, vi sono investimenti che eventualmente vanno fatti, capire dove mettere le cose e dove no, e via dicendo.”.

Lagioia auspica anche – e prevede che quando tale augurio si realizzerà il Salone raggiungerà il suo apogeo – una collaborazione ancora più stretta con le istituzioni, strada che ha già dato i suoi frutti. Ma in quanto direttore editoriale si rivolge anche ai privati la cui influenza può avere un effetto positivo sul Salone. Conclude “Sarebbe bello se [il Salone] fosse virale, se contagiasse la città. Mi piacerebbe se sulla scia del Salone si sviluppasse altro. Il Salone è un buon natante ma non è sufficiente, nonostante sia una buona istituzione.”.

Lagioia ritorna, infine, sul ruolo di Torino, rassicurando tutti coloro che temano che la città possa perdere il suo Salone a favore di altre città. Secondo il direttore, Torino può sviluppare e coltivare il suo soft power nel mondo dell’editoria europea e usarlo per diventarne un centro nevralgico. Un progetto ambizioso ma nella giusta direzione: “Ne abbiamo di passi da fare per raggiungere i livelli della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, ma sono passi che io vorrei fare in quella direzione”.

Chiunque abbia partecipato al Salone ha potuto respirare il forte desiderio di ripresa e speranza, la voglia di ricominciare, la voglia di ricostruire. Noi di The Password abbiamo semplicemente amato essere parte di tutto questo!

Malvina Montini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...