Anne Weber al Salone del libro: come si scrive un’epica nel 2020?

Ogni epoca ha i suoi eroi. Nell’attesa di scoprire quale sarà l’eroe della nostra, se provassimo a cercare una cosa tipo polytropos, meglio, polytrope, nel ‘900” potremmo trovare l’immagine e la storia di Anne “Annette” Beaumanoir. Eroina della Resistenza francese prima, di quella algerina, poi, medico, scienziata, detenuta e liberatrice, madre, moglie e femminista la vita e l’ingegno di Annette – davvero – si volgono da molte parti.

Annette è la protagonista di Annette, un poema eroico, racconto in versi di Anne Weber che nel 2020 ha vinto in Germania il prestigioso Deutscher Buchpreis e nel 2021 è stato candidato in Italia al Premio Strega Europeo. Al Salone del libro 2021, The Password ha partecipato a una conferenza con Anne Weber e con la traduttrice italiana di Annette, Agnese Grieco.

Un poema eroico oggi

Per ogni eroe ci vuole un poeta che lo racconti e una Musa che lo canti. E nella storia del concepimento di Annette e della sua traduzione sembra davvero che un essere superiore tiri i fili che accendono le lampadine dell’ispirazione. Ad essere onesti, Anne Weber e Agnese Grieco parlano di “colpo di fulmine”, ma si può fare uno sforzo di immaginazione. Weber racconta di aver incontrato Anne Beaumanoir a una conferenza nel Sud della Francia e di essere rimasta colpita da questa anziana minuscola ma piena di vita e con lo sguardo ancora combattivo e di aver sentito di dover assolutamente conoscere la sua storia. Allo stesso modo, Agnese Grieco si è imbattuta in Annette a Berlino, dove vive ormai da anni, per caso. Ne è rimasta talmente affascinata che ha voluto subito tradurlo in italiano per fare conoscere l’opera a un nuovo pubblico. La Musa ha scelto bene la sua traduttrice: chi meglio di una drammaturga per tradurre un’opera in versi, facendo attenzione al ritmo, alla metrica e a quella dose di teatralità che accompagna uno stile letterario fatto per essere declamato prima che letto.
La stessa Anne Weber è una narratrice particolarmente adatta per comprendere lo spirito e le contraddizioni della nostra società e della nostra epoca. Per cominciare, anche Weber ha una buona dose di cecità, quantomeno quella che serve per andare avanti nonostante gli ostacoli. E ce n’erano molti sulla carta: scrivere di un’eroina nell’epoca degli antieroi, scrivere in versi (ok, non sono esametri o dodecasillabi, ma anche i versi liberi sono una sfida) nel 2020, un’autrice tedesca che racconta di una staffetta francese. Forse nella genesi di Annette, sospesa tra Parigi e Berlino (e Milano nella versione italiana), sta un racconto dell’Europa moderna, nata dalle ceneri di secoli di nazionalismi, pronta ad accogliere collaborazioni tra una staffetta partigiana e la nipote dei suoi nemici giurati.

Un eroe oggi

Anne Beaumanoir ha molti tratti di un eroe classico o di un cavaliere: la sua ricerca sfrenata di libertà, il suo spirito di sacrificio, il suo coraggio. è un’eroina della Resistenza e le è stato conferito il titolo di Giusta tra le Nazioni, negli ultimi anni si è espressa contro le politiche migratorie del governo francese. Ma è anche una donna e per definizione un’eroina è un eroe atipico. Una donna, specialmente negli anni ’40, è più nessuno di chiunque altro. Durante la guerra, Anne è una staffetta, vorrebbe imbracciare il fucile ma invece viene incaricata di trasportare messaggi. E lo fa così bene proprio perché passa inosservata, è una donna, ha vent’anni però ne dimostra quindici: “Annette” perché è giovane, ma anche perché è piccola, si aggrappa sotto la pancia della sua insignificanza per ingannare i giganti.
Dopo la guerra, Anne si laurea in medicina, si sposa, mette su famiglia. Ma la libertà continua a chiamarla, abbandona Itaca e si unisce al FLN (Front de Libération Nationale) e combatte contro il suo stesso Paese nella guerra d’Algeria, viene arrestata e passa 8 mesi in prigione, viene rilasciata perché incinta ma, una volta nato suo figlio, evade e scappa in Tunisia, dove continua a lavorare per il FLN.
Abbiamo detto che è coraggioso scrivere di eroi in un’epoca di antieroi ma, forse, Annette, ha qualche caratteristica di quei conflitti che ci piace così tanto rappresentare oggi. Anne non ha niente dell’incrollabile fede e devozione dei suoi eroi connazionali, come Roland, o del Lancillotto della sua Bretagna: è una donna che fa scelte radicali, non sempre totalmente condivisibili. Anne persegue i suoi ideali e lo fa totalmente, ma segue un fil rouge interiore che non conosce lealtà se non a sé stesso.

Un’epica per la nostra società

La Annette scritta da Anne Weber, ancora di più della vera Anne Beaumanoir, è un’eroina che ha conosciuto l’orrore, la caduta delle certezze, l’apogeo delle ideologie e il loro tramonto. è una Anne costretta a interrogarsi sulle sue lealtà, sulla sua stessa identità in un percorso che parte dall’Ulisse di Omero e arriva a quello di Joyce.

Se Ulisse aveva scoperto la colpa, trascinando la società greca fuori dall’epoca della vergogna, Annette ci mette brutalmente di fronte a una sorta di società di responsabilità. Una società in cui non si risponde solo più ai propri pari o alla propria coscienza, ma in cui le scelte che facciamo ci costringono a prendere una posizione netta, a sacrificare una parte di noi stessi e a vivere con le conseguenze delle nostre priorità. Beaumanoir racconta a Weber di come il suo rapporto con la maternità sia stato una delle cose più difficili da accettare. Come Ulisse, Anne lascia suo figlio neonato ma dice che, pur amando profondamente la sua famiglia, si sentiva incatenata, quasi a disagio nel suo ruolo di moglie e madre. Una volta in Algeria, ciò che la tormentava non era la mancanza dei suoi cari, ma l’assenza di questa. È un’eroina che combatte non solo contro i nemici ma anche contro sé stessa, contro le aspettative della società e contro la sua stessa mente.

Ginevra Gatti

Crediti foto di copertina: © Hermence Triay

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